"Chiedono poco i Mani: gradiscon l'affetto qual ricco dono: il profondo Averno non ha dei numi ingordi. Basta coprir la lastra di serti che s'offrono; basta che si sparga del grano con un poco di s ale; e pane che s'inzuppi nel vino e viole disciolte..." Ovidio ( Fasti , II, 535-542) Prefazione: Il quadro indoeuropeo e il calendario romano Nelle culture indoeuropee (celtica, germanica, slava, vedica etc..) il confine tra vivi e morti era permeabile, con momenti dell'anno dedicati al ritorno degli avi. A Roma, la cura degli spiriti dei defunti non si concentrava in autunno, ma seguiva date precise nel calendario religioso: Parentalia (13–21 febbraio): la principale festività dedicata agli antenati ( parentes ), chiusa il 21 dalle Feralia (offerte di pane, vino, sale e fiori sulle tombe) e il 22 dalle Caristia (riunione familiare). Lemuria (9, 11 e 13 maggio): rituali notturni esorcistici guidati dal pater familias (con il lancio di fave nere) per placare...
Questa lamina in bronzo è la ricostruzione di un ex voto offerto nei santuari all’aperto degli antichi Veneti. Quando lo spazio nei luoghi di culto si esauriva, i doni più antichi venivano sepolti ritualmente in fosse sacre, spesso ripiegati su se stessi come rivelano i segni di piegatura ancora visibili. L’iconografia dell’armamento raffigurato permette di datare l’esemplare al I secolo a.C., periodo storico cruciale in cui gli abitanti del Veneto ottennero la cittadinanza romana (49 a.C.). - MUSEI ALTO VICENTINO La storiografia latina attribuisce le origini storiografiche e militari del popolo dei Veneti a un preciso evento mitico-migratorio successivo alla caduta di Troia. Tito Livio, storico patavino d'età augustea, fornisce nel primo libro delle sue Ab Urbe Condita Libri la narrazione fondativa dell'insediamento nella pianura padano-veneta: «Antenorem cum multitudine Enetum... venisse in intimum mari Hadriatici sinum; Euganeisque, qui inter mare Alpesque incolebant pulsis ...