CULTI MITRAICI
Riguardo al culto di
Mitra invece devo ricordare che a distanza di trent’anni dalla pubblicazione
fondamentale delle ricerche di Ianovitz sul “culto solare nella X Regio” ad
Aquileia non sono stati fatti ulteriori ritrovamenti a differenza invece dei
territori di Tergeste (Trieste). Negli
anni Sessanta venne esplorata una grotta adibita al culto di Mitra dominante le
sorgenti del Timavo, mentre ai confini con l’Istria (ricordo che sia il Friuli
meridionale che l’Istria erano parte del territorio dei Veneti) nel 1995 fu
ritrovata una stele mitraica opistoglifa che ebbe la gloria di aiutare i
ricercatori nell’interpretare questo culto in questi luoghi. Ad Aquileia non esiste un luogo di culto mitraico
ovvero un mitreo a tutt’oggi scavato ma di questo si conosce solo l’ubicazione
di massima anche se è molto probabile che vi fosse una pluralità di luoghi di
culto pubblici e l’esistenza di sacelli privati annessi a grandi dimore come
accadeva a Roma. La ricostruzione del
santuario (sempre discutibile) pone due altari
a sostegno della stele con la tauroctonia, ma fortunatamente son state
ritrovate numerose offerte di lucerne e monete. Sicuramente il mitreo del
Timavo si trova sotto la chiesa di San Giovanni. Sempre ad Aquileia vi è menzionato uno speleo
eretto “ cum omni apparatu” e particolare significato veniva dato alla
raffigurazione piuttosto rara di Mitra su un cavallo con braccio alzato, messa
in relazione con il rito di consacrazione dei mitrei e si segnala anche la
presenza di una gemma opistoglifa rinvenuta nel Settecento ed oggi perduta di
cui si conserva però il disegno : da un lato il sacrificio del toro e
dall’altro la raffigurazione sopra descritta. Alla fine dell’Ottocento a Monastero
in un quartiere ubicato ad oriente del fiume che alimentava il porto venne
individuato un altro mitreo ed anche vi era un tempio dedicato ad Iside ed a
Serapide i cui resti erano visibili nella metà dell’Ottocento e l’indicazione “
Ab Ise et Serapide deo” su una lastrina rinvenuta in zona ricorda l’analoga
situazione avvenuta a Roma dove tutto un quartiere prese il nome dal santuario
di culto egizio. Ritornando al culto di
Mitra nelle terre della X Regio Ianovitz ipotizza che esso venisse praticato
nella seconda metà del II sec.a.C caposaldo rimane infatti un’iscrizione
aquileiense datata al 204 in base ai consoli menzionati, tuttavia i materiali
rinvenuti presso il Timavo (offerte votive, lucerne etc.) ci permettono di
datare alla fine del I sec . l’utilizzo di questa cavità e di alzare la
datazione di tale religione data la vicinanza alla cultura altoadriatica,
importata forse dalle legioni aquileiensi e venete che avevano combattuto in
Oriente ma probabilmente al fatto stesso che quelle zone del Friuli e del
Veneto sono sempre state in contatto con l’Oriente anche a livello mercantile.
Non è neppure facile determinare la “scomparsa” di questo culto religioso come
del resto è errato definire con termini cronologici precisi il termine del
paganesimo in Italia perché come è ben
noto, esso non è mai del tutto scomparso anzi si è propagato in termini di
continuità culturale sino ai giorni nostri, tuttavia si possono fare due
ipotesi per quanto riguarda il mitreo del Timavo e di Elleri. Il Timavo o meglio lo speleo che ospitava il
mitreo, venne distrutto nel periodo Teodosiano
o probabilmente nel V sec.d.C , Elleri venne distrutto nel periodo di
Magnezio mentre per Aquileia vi sono indizi che il culto si fosse protratto
fino ad un’epoca tarda, grazie a ritrovamenti di numerose lucerne culturali con
segni di bruciatura a canale aperto con
disco su cui è rappresentato un CORAX con la maschera che indicano il fatto che
il mitreo venne distrutto durante il sacco di Aquileia fatto nel 452 da Attila.
Dopo questi incresciosi fatti non stupisce che dalla seconda metà del IV
sec.d.C. nella città iniziò a fiorire un intenso “dibattito dottrinale
cristiano” che rese protagonisti i principali padri della chiesa. Eusebio nella
sua “storia ecclesiastica” pose l’accento sulla “vittoria della vera fede sulle
false credenze pagane” portando ad esempio di ciò la distruzione fatta dai
cristiani del tempio di Serapide ad Alessandria. Neppure la X Regio si salvò dalla barbarie
incivile cristiana, ad Aquileia segnali di distruzione di sedi culturali pagane
si deducono dal reimpiego di alcune dediche a Belenus ed anche elementi
religiosi statuari ed epigrafici riferibili al culto Mitraico sono stati
debitamente spezzati. Tuttavia i fedeli
al dio Mitra riuscirono a salvare, reimpiegandoli e mentendo intatti alcuni rilievi
ovvero una tauroctonia e la Petra Genetrix. Molti oggetti cultuali sono stati rinvenuti
nelle terre venete ed i luoghi legati a mitrei, essi erano oggetti utilizzati
durante lo svolgimento dei rituali misterici dedicati al Dio Mitra e fra i più
importanti si annoverano lucerne e gemme incise con i simboli dei gradi
iniziatici. Per le lucerne (rinvenute ad Aquileia) del III-IV secolo si parla
della categoria “oggetti parlanti” per l’iscrizione sulla spalla in cui
venivano incisi i nomi dei gradi iniziatici (come ad esempio “LEO”
corrispondente al quarto grado di iniziazione) oppure di “ Atlante XC” in cui
un individuo con braccia alzate in atteggiamento orante indossa vesti orientali
e porta una maschera di uccello con becco ricurvo ovvero un “CORAX” secondo
grado iniziatico ai misteri mitraici in cui i partecipanti indossavano
realmente delle maschere rituali ed in particolare il Corax o corvo rivestiva
grande importanza nella celebrazione del “Banchetto del Sole e Mitra”. L’uso di Lucerne rituali quali offerte votive
ma anche usate proprio per “illuminare” è noto nei mitrei veneti, ed anche
nelle lucerne vi è spesso la raffigurazione del Corax spesso integre con il beccuccio annerito per
l’uso. Esse vennero usate fino al tardo V sec.d.C. Le gemme invece hanno una produzione vasta ed
alcuni esemplari sono andati purtroppo perduti mentre altri sono dislocati in
collezioni varie, mentre le gemme aquileiensi sono di produzione egizia e non
italica. Per le gemme mitraiche non è facile distinguere se si tratti di un uso
riferibile alla religiosità privata dei fedeli oppure di un uso magico nel
rituale mitraico stesso per magie amorose
o salutifere. Le gemme di uso
personale invece segnavano il grado iniziatico del possessore, pertanto
ritroviamo numerosi “Corax” e “Leo” gradienti associati a stelle o crescenti
lunari, forse a simbolo della costellazione del Leone? Infine l’”Heliodromus” ovvero
rappresentazioni del Sole busto con frusta su luna crescente e sei stelle.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
-
“Riflessi di culti domestici
dalla documentazione archeologica altinate”- G.M. Sandrini -
- “Elementi
archeologici per l’individuazione dei culti tardorepubblicani nel territorio dell’attuale
Regione
del Friuli Venezia Giulia”- M.Buora.
- “Riflessioni
sul culto di Mitra ad Aquileia” – F.Maselli Scotti.
- “Personale
addetto al culto nella Venetia”- M.S.Bassignano
- “Riflessione
sui culti di salvezza ad Aquileia: la presenza di Iside”- A.Giovannini.
- “
I Riti dei Veneti, appunti sulle fonti”- A.L.Prosdocimi.
- “Elementi
etrusco-italici nei santuari del Veneto”- A.Maggiani.
- “Gemme
di tradizione italica ad Altino”- S.Airoldi.
- “Reperti
bronzei protostorici dai fiumi veneti: offerte votive, contesti funerari o
ripostigli? “ L.Malnati, E.Bianchin.
- “Aspetti
della produzione epigrafica nord-italica in ambito culturale”- A.Buonopane.
- “Un
database delle dediche votive di età romana in Cisalpina: esempi e prime
evidenze per l’area
Veneta”-
G.Mennella, S.Valentini.
- “la protostoria delle venezie” -G.Fogolari.
- -Corpus inscriptionum latinarum.
- A.Biscardi, Fulgur conditum.
- A.
Mastrocinque, Santuari e Divinità dei paleoveneti.
- Appunti
di università e parti tratte dalla mia tesi di laurea.
- J.Champeaux,
La Religione dei Romani.
- A.
Zilkowski, Storia di Roma.
- “Fons
Aponi- Abano e Montegrotto nell’antichità”- L.Lazzaro.
- “Venetkens”- Catalogo della mostra.
- “Venetkens”- Catalogo della mostra.
- “Ad
Duodecimum mansio maio medoacus”- M.Zampieri
- “Le
iscrizioni venetiche su pietra di Padova e Vicenza, "Atti Ist.Veneto"
CXX,”. – A.L.Prosdocimi.
- “Un
frammento di Teopompo sui Veneti, "Memorie Acc.Patavina"-
A.L.Prosdocimi.
- “Forme
verbali venetiche. A proposito di un nuovo verbo in -r, in "Arch.Alto Adige"-
A.L.Prosdocimi.
- “
Il nome 'Veneti' nell'antichità, in "Memorie Acc.Patavina"-
A.L.Prosdocimi.
- “La
lingua venetica”- G.B.Pellegrini.
- “Etimologie
di teonimi: Venilia, Summanus, Vacuna, in Studi linguistici in onore di Vittore
Pisani”- A.L.Prosdocimi.
- “Le
religioni dell'Italia antica, in Storia delle religioni, II, a cura di
G.Castellani”- A.L.Prosdocimi.
- “La
religione dei Veneti antichi: contributi linguistici, in Les religions de la
préhistoire”. A.L.Prosdocimi.
- “Lingua
e cultura nella Padova paleoveneta, in Padova Preromana, Catalogo della Mostra,
Padova 1976”.
- “Le
lingue italiche, in Lingue e dialetti dell'Italia antica (= Popoli e civiltà
dell'Italia antica, VI),” a cura di A.L.Prosdocimi, Roma-Padova 1978.
- “Tra
indeuropeo ricostruito e storicità italica. Un dossier per il venetico, in Este
e la civiltà paleoveneta a cento anni dalle prime scoperte, Atti del XI
Convegno di Studi Etruschi ed Italici (Este-Padova, 27 giugno-1 luglio 1976),
Firenze 1980, pp.213-281”.
- “Il
Venetico, in Le lingue indeuropee di frammentaria attestazione-Die
indogermanischen Restsprachen, Atti del Convegno della SIG-Indogermanische
Gesellschaft (Udine 22-24 settembre 1981)”. A cura di A.L.Prosdocimi.
- “Lingue
antiche nei Colli Euganei, in Guida ai dialetti veneti VIII (a cura di
M.Cortelazzo).”
- “Celti
in Italia prima e dopo il V secolo a.C., in Celti ed Etruschi nell'Italia
centro-settentrionale dal V secolo a.C. alla romanizzazione, Atti del Colloquio
Internazionale (Bologna 12-14 aprile 1985)”.
- “Lingua
nella storia e storia nella lingua: tra indeuropeo e Italia pre-romana,
"Fondamenti" 7, 1987, pp.55-88. A.L.Prosdocimi.
- “Le
religioni degli Italici, in AA.VV., Italia omnium terrarum parens, a cura di
G.Pugliese Carratelli”.
- “Augurium
canarium. Appendici: Vernisera e altri auguri agrari Ceres e Cerialia.
Sementivae e feriae delle semine”, in Scritti offerti a Ettore Paratore.
- “A.Marinetti,
La X Regio, in AA.VV., Cultura popolare del Veneto. L'ambiente e il paesaggio”.
- “I
riti dei Veneti antichi. Appunti sulle fonti, in Orizzonti del sacro. Culti e
santuari antichi in Altino e nel Veneto orientale”, Atti del Convegno.
- “Veneti,
Eneti, Euganei, Ateste: i nomi, in AA.VV., Este preromana: una città e i suoi
santuari”.