Con il passare degli anni si tende a ritornare alle proprie origini, a ricercare le radici, perchè in fondo esse sono il mezzo per ritrovare la nostra vera essenza...Yves Montand

giovedì 10 novembre 2016

LA MAGIA SIMPATICO-IMITATIVA e DEFIXIONES NELLE FONTI GRECHE

Nel riprendere in mano Teocrito e la poesia bucolica, ho avuto modo di rileggere con piacere l'incantesimo  descritto nella prima sezione dell'idillio (II, I-63) spiegabile sulla base della magia simpatico-imitativa ovvero fondata sul principio che "il simile produce il simile". Nell'incanto, la protagonista Simeta vuole riattrarre a se l'amato e con queste parole " attira tu alla mia casa quell'uomo" la maga Torquilla lega fili di lana per attrarre il cuore del giovane Delfi (amato da Simeta), poi brucia farina, alloro, crusca e brandelli della veste del ragazzo affinchè egli possa ardere di passione. In seguito liquefa della cera per far sciogliere il suo cuore, fa girare la ruota magica (Clynx ecatiana) perchè Delfi possa aggirarsi attorno alla casa della ragazza. I gesti della maga hanno un corrispettivo nell'Ecloga VIII virgiliana, di cui l'idillio teocriteo fu il modello; anche in Virgilio la donna, assistita dall'ancella Amarillide cerca di attrarre a se un uomo con la magia ed il rito si dimostra efficace. In Teocrito tuttavia non accade perchè non solo il rito non raggiunge l'obbiettivo nello spazio del componimento ma soprattutto perchè sembra che alla sua effettiva utilità non creda neppure la stessa mandante Simeta! Per spiegare il comportamento di Simeta si è sovente fatto riferimento ai Papiri Magici e benchè da un lato vi sia la conferma che i termini utilizzati nell'idillio di Teocrito siano effettivamente termini "tecnici" della magia, d'altro canto conferma che gli incantamenti di Simeta non corrispondono a quelli praticati nella realtà quotidiana ma piuttosto siano un'idealizzazione di ciò che i colti fruitori dell'arte teocritea dovevano pensare dei riti magico-popolari.
La più antica testimonianza di "magia" è di Erodoto (Storie I, 101)  il quale dice che : "I maghi erano adepti di una società segreta persiana, a cui spettava compiere sacrifici per conto del re e che si occupava di riti funebri, divinazione ed interpretazione dei sogni". Per un tipico caso di relativismo culturale, nella prospettiva greca, il mago zoroastriano non è un sacerdote ma una figura ambigua e sospetta, si confonde con i sacerdoti girovaghi ( Agìrtai) di età classica. Questi "maghi" erano predicatori di religioni orientali, un misto fra indovini e preti mendicanti: Platone (Repubblica IX, 364 b) ci assicura che questi ciarlatani si presentavano alle porte dei ricchi e li persuadono di aver ottenuto dagli Dèi il compito di purificare con sacrifici ed incanti le colpe commesse da essi e dai loro antenati . Sin dall'epoca antica anche in Grecia stessa esistevano persone dedite ad "incantesimi", gli Epodaì, potevano guarire da malattie, fatture d'amore, malefici, scacciavano il malocchio ed effettuavano esorcismi.


Talvolta erano detti però GHOETAI, ovvero gementi, ciarlatani, ed infatti erano dei lamentatori che praticavano la professione di cacciare gli spiriti, placcare i fantasmi, evocare la pioggia etc.
La magia come pratica popolare era avversata dalle persone colte, eppure questa avversione non ha impedito il proliferare della pratica delle DEFIXIONES, ossia tavolette che contengono formule magiche contro determinate persone. Questo è l'esempio di una defixio del IV secolo a.C. incisa in una tavoletta di piombo :
<<lo lego Teagene, la sua lingua e la sua anima e le parole di cui si
serve; io lego anche le mani e i piedi di Pirria, il cuoco, la sua
lingua, la sua anima, le sue parole; io lego anche la moglie di
Pirria, la sua lingua e la sua anima; io lego anche il cuoco
Cercione e il cuoco Docimo, la loro lingua, la loro anima e le
parole di cui si servono; io lego anche Cinea, la sua lingua, la
sua anima e le parole con cui aiuta Teagene; io lego anche la
lingua di Ferecle, la sua anima e la testimonianza che porta in
favore di Teagene; io lego anche la lingua di Seute, la sua anima
e le parole di cui si serve, come pure i suoi piedi, le sue mani, i
suoi occhi e la sua bocca; io lego anche la lingua di Lampria, la
sua anima e le parole di cui si serve, come pure i suoi piedi, le
sue mani, i suoi occhi e la sua bocca;
io li lego tutti, io li faccio sparire, io li seppellisco, io li inchiodo
in basso. In tribunale e davanti al dieteta, quando agiscono
contro [di me], che essi si trovino nella totale impossibilità di
comparire sia con le parole che con gli atti.>>

Le pratiche magiche degradate a livello superstizioso, hanno origine dagli arbori della civiltà umana, quando esse avevano un ruolo importante per il funzionamento della vita sociale ed artistico-propiziatoria.




Questa invece è un'epigrafe funeraria di un bambino della tarda età repubblicana romana, che dimostra come la credenza nelle "defixio" fosse molto radicata.:

Iucundus Liviae Drusi Caesaris f. Gryphi et Vitalis
In quartum surgens comprensus deprimor annum
cum possem matri dulcis et esse patri,
eripuitit me saga<e> manus crudelis
ubique cum manet in terris et nocet arte sua.
Vos vestros natos concustodite, parentes, 
ni dolo in toto pectore finis eat.
Crescendo nel mio terzo anno, sono catturato e ucciso,
quando sarei potuto essere la gioia di mia madre e mio
padre; mi ha preso la mano crudele di una strega, che
rimane sulla terra a nuocere con la sua arte. State
attenti ai vostri figli, o genitori, affinché il dolore non
finisca col riempire il vostro cuore.


La magia, la sua origine ed il suo sviluppo nelle società della storia costituiscono uno dei problemi più importanti dell'altropologia sociale, infatti risale a James Frazer la teoria fondamentale che la magia e la religione formano due campi ASSOLUTAMENTE SEPARATI: infatti la MAGIA pretende di VINCOLARE alle sue operazioni il mondo divino, imponendo agli spiriti di sottostare alla volontà della strega o stregone, la RELIGIONE  invece ACCETTA le forze superiori da venerare ed eventualmente sottomettersi.
 La magia non è uno stadio primitivo della religione, semmai uno stadio primitivo della scienza, poichè anche essa tende a conoscere le leggi della Natura per dominarle.
La magia comprende due principali processi che stanno a capo di tutte le operazioni magiche : la MAGIA DI CONTATTO e la MAGIA SIMILARE.
La magia di contatto è  fondata sulla contiguità mentre quella similare sul fatto che se io brucio uno statua che raffigura una persona in particolare, io sto in realtà bruciando la persona stessa.

Ecco un esempio di "istruzioni" alla defixio:


Prendi della cera da un tornio da vasaio e modella due
figurine, una maschile e l'altra femminile. La figurina
maschile falla armata come Ares, che tiene nella mano
sinistra un gladio puntato verso la clavicola destra della
figurina femminile; che essa abbia le braccia legate
dietro la schiena e sia inginocchiata, e che la materia
sia fissata sulla sua testa o intorno al suo
collo...occorre incidere sulle varie parti della figurina
femminile: testa, orecchie, occhi, volto, clavicola
destra, braccia, mani, cuore, ventre, sesso, natiche,
piante dei piedi. Prendi tredici aghi di bronzo,
conficcane uno nel suo cer-vello dicendo: ‘Io ti
trafiggo con l'ago, NN, il cervello', due nelle orecchie,
due negli occhi e di' ogni volta: 'Io trafiggo la tale parte
della tale persona, affinché essa pensi a me solo’.
Prendi una lamina di piombo, scrivi lo stesso
incantesimo, recitalo e attacca la lamina alle figurine
con un filo tessuto al telaio, facendo nodi e dicendo,
come sai: 'Abrasax, tieni'. Deponile al momento del
tramonto presso la tomba di una persona morta prima
del tempo, o per fatto di violenza, e deponi anche dei
fiori di stagione





Marcel Mauss invece non traccia un divario così netto fra magia e religione, poichè in molte religioni son inglobati elementi magici ed in particolare la magia non è un segreto prodotto da un gruppo esoterico, ma un fenomeno sociale perchè ha bisogno di un sistema di credenze collettive a cui appoggiarsi e di un consenso generale.  La differenza dunque fra religione e magia consiste piuttosto nel fatto che la prima opera sul versante del sacrificio agli Dèi, la seconda sul maleficio.
Sotto vari aspetti, la amgia costituisce un sistema d'interpretazione dei fenomeni che ha le sua radici, quantomeno a livello psicologico, nelle esigenze di una parte della società, che in modo più o meno confuso, proietta le sue tensioni in modo irrazionale per ottenere rassicuranti risposte.

 ( Qualche riferimento con lo schizzofrenico neopaganesimo moderno? Lascio a voi la risposta.)



BIBLIOGRAFIA
 -Defixiones. Le tavolette magiche nell'antica Roma. Claudio Foti, Eremon Ediz.
- La morte e l'aldilà nel mondo pagano, Carlo Pascal.
- Il ramo d'oro, James Frazer
- Idilli, Teocrito, BUR ediz.
- La magia nel mondo antico, Ferrara degli Uberti, LAterza ediz.
-  La Magia, Maurice Bouisson, Milano 1965
- Storia della magia, R.Cavendish,Armenia ediz. 1980
- Storia della Divinazione, Giordano Berti, Milano 2007.
 - Strix, la strega nella cultura romana, Laura Cherubini, UTET 
- Il mondo letterario greco, dall'età ellenistica all'età cristiana, Giulio Guidorizzi, Einaudi.




domenica 6 novembre 2016

DIVINITÀ E NUMEN :si è scelti o si sceglie ?

Questa riflessione nasce nel 2013 da un confronto  costruttivo avvenuto all’interno di un gruppo di Facebook, (per l’occasione ringrazio vivamente Skayler di avermi dato l’opportunità di scrivere al riguardo nel gruppo " Sacerdotesse di Avalon").
Devo inoltre annotarvi che io personalmente non seguo la Wicca, ma ho una visione più legata  alle tradizioni del mio territorio, pertanto qui vi parlerò dalla mia formazione storica con la passione grande dell’onorare gli Antichi Dei sempre Beati . (il testo è mio vi prego di non copia-incollarlo).

Vorrei partire da una differenziazione importante che un neopagano in quanto “nuovo pagano” cioè “dei nostri giorni” dovrebbe conoscere , ovvero la differenza fra il concetto religioso e storico-mitologico di Divinità, Numen, Deità e dualismo archetipico.
Solitamente la Wicca è la corrente spirituale maggiormente diffusa e molti neofiti si lamentano della mancanza di libri adeguati che possano spiegare loro alcuni concetti, anche teologici se vogliamo, riguardo l’entità degli Dei, pertanto si ritrovano con un buco nero informativo che tentano di riempire come meglio possono e con buona volontà. Il problema sorge dal momento in cui questo buco viene riempito con accozzaglia di informazioni non sempre corrette ed il più delle volte errate. Non voglio ergermi nella cattedra dell’insegnamento “pagano” (sebbene ci siano diversi personaggi di dubbia reputazione che continuano a farlo) ma voglio unicamente dare qualche buon consiglio valido alle persone che avranno la pazienza di leggere le mie parole.  Ritornando alla Wicca, essa  in generale concepisce le divinità in modo dualistico, ovvero racchiude tutte le divinità di tutte le culture mondiali in due unici archetipi di “maschile” e “femminile” , la complementarietà fra i due principi cosmici rappresentati dal Dio e dalla Dea in modo generico e senza una caratterizzazione specifica. Questa concezione è stata illustrata dal padre della Wicca moderna, Gerald Gardner  e dalla correnti seguenti come l’Alexandriana, mentre  un’altra concezione è ben espressa dal concetto di Dryghten, come definito da Patricia Crowther, ovvero il Monismo che vede i due principi cosmici del Dio e della Dea come le due forze di un unico principio universale.  Pertanto il Dio e la Dea sono forze cosmiche ed armoniche che permettono la costruzione e l’equilibrio del Mondo, ovvero « Tutti gli dèi sono un Dio; tutte le dee sono una Dea. » Il Dualismo monistico invece si applica alla dualità polare del Dio-Dea sintetizzando nella frase « tutti gli dei sono un Dio e tutte le dee sono una Dea » la sua concezione, ovvero che nelle grandi categorie Dio-Dea si ritrovano all’interno tutti i nomi di tutte le divinità di tutte le mitologie mondiali e pertanto le varie divinità sono dunque forze archetipali, attraverso cui si manifestano il Dio e la Dea. Questo può creare qualche problema sincretistico, in quanto sarebbe ridicolo associare  ad una divinità greca il suo “corrispettivo” per affinità di attributi, di altre culture. Non mi cimenterò nell’analisi critica della teologia Wicca perché non mi compete, ne tantomeno penderò in esame le varie correnti Wicca e le  loro differenze. Gli Dei Antichi erano  unici, sui generis. Erano concepiti a livello immanente nel mondo e nella Natura delle cose, degli uomini, della Vita stessa. La concezione del divino era solitamente panteistica, ovvero tendeva ad identificare la Divinità  come quell’ ente che permea e costituisce la natura del cosmo, degli uomini, del mondo al quale si associa l’enoteismo ovvero la capacità del Divino  di manifestarsi nel mondo fisico nei vari suoi aspetti, le divinità sebbene gli dèi non venissero concepiti come una pluralità di principi, ma piuttosto come pluralità di esseri divini, mai assoluti. Gli Dei sono allegorie dell’Essere e dell’Esistenza, e sono particolari, non generali o generici, ovvero ogni territorio, ogni società, ogni cultura aveva sviluppato una Cultus alle Forze della Natura che erano proprie di quei territori. Un esempio esplicativo valido è il concetto di Numen nel mondo latino. Il Numen esprime la Potenza Divina , ovvero la Forza Vivificatrice e portentosa che è alla base di ogni manifestazione naturale ed anche della natura umana. Non era associata ad un dio o dea precisi, ma era legata ai fenomeni naturali nei quali si vedeva la Potenza in se. Il Numen era nei laghi, nelle grotte oscure, nei Luci Sacri (Boschi), nel mare tormentoso ma anche fonte di vita , nei lampi, dei tuoni, nella neve gelida e nel sole cocente. Il Numen era, ed è, lo Spirito che anima il Mondo vivente, la natura, che anima il territorio, ovvero QUEL territorio specifico.
A questo punto molti si chiedono se sia possibile avere una divinità “patrona”. Ma cosa vuol dire avere una Divinità Patrona? Per gli antichi popoli , soprattutto dell’area mediterranea, le divinità patrone erano specifiche di alcuni aspetti della vita quotidiana ovvero di arti e mestieri, della politica, di un evento naturale o una caratteristica umana. L’uomo antico non aveva una divinità unica che vegliasse unicamente su di lui, questo è un concetto monoteistico, ma aveva più entità, più Numen ai quali poteva rivolgersi attraverso rituali ben specifici e sacrifici che fossero graditi. Un esempio sono i Lares ed i Penates (gli spiriti protettori della casa, gli spiriti degli Antenati), il Genius Loci (ovvero il Numen  che presiedeva la protezione di quello specifico territorio o zona) per citare solo alcune entità del culto romano, oppure l’Agathòsdaimon, il “Buon serpente” che propiziava la casa greca. Altri importanti figure di culto in quanto “Numen” possono essere identificati, in un certo senso, con il kami shintoist, il maban degli australiani aborigeni,  il mana dei Polinesiani, il silap inua degli Inuit,
il maban degli aborigeni, all'interno del seid nella mitologia  della cultura nordica…
I Sacerdoti e le Sacerdotesse invece votavano la loro intera esistenza al Culto di tutti gli Dei ed in special modo di un’unica divinità, della quale dovevano quotidianamente occuparsi eseguendo la ritualistica e l’offertoria specifica, ed era un Voto alla Divinità che legava in modo indissolubile, pertanto non tutti i pagani antichi erano sacerdoti, ma solamente alcuni, mentre tutti i pagani antichi potevano rivolgersi direttamente alle Divinità, in quanto esse erano manifeste nella Vita quotidiana e nella Terra dove essi vivevano.
Quando ci si chiede se si ha o meno una divinità patrona, si dovrebbe riflettere sul significato di questo termine in un culto pagano politeista (Wiccan o meno). Gli antichi associarono ad ogni singolo aspetto della natura e della loro vita ad una Divinità specifica preposta a regolarlo, esistevano dunque numerosi Dei e numerose Dee, tuttavia se si ritiene opportuno avere una divinità patrona alla quale consacrarsi si deve aver ben chiaro in mente che un Voto non è un gioco. Molte persone chiedono come fare per trovare la divinità patrona, e l’unico consiglio che posso dare, in modo esterno e senza condizionamento ideologico personale, è di studiare molto ed ampliare  le proprie conoscenze in modo continuo ed evitando la macchina del pregiudizio ma soprattutto della moda e dell’autoconvincimento che possono trarre in inganno le persone anche in modo grave. E’ mia personale opinione maturata in anni di studio, ricerca e pratica religiosa, che spesso siano le Divinità, o meglio le Deità (in quanto principi divini) a manifestarsi nei nostri riguardi, a manifestare il loro desiderio di essere onorate , e per farlo, è necessario FARLO IN MODO CORRETTO, ovvero eseguire quelle pratiche e quei sistemi di ritualistica che siano adatti a quella precisa divinità. È necessario fare le giuste offerte gradite, non inventarsele di sana pianta, perché ciò che molte persone purtroppo non hanno ancora capito è che gli Dei sono Potenze antiche quanto il mondo, codificate da quando l’uomo ha avuto coscienza di se e del Mondo, pertanto basarsi solamente sull’istinto o sul “faccio da me” può essere corretto se viene associato ad una conoscenza (anche frammentaria per mancanza di fonti storiche) della ritualistica corretta, ma è profondamente controproducente se il “fai da te” viene applicato in modo pedissequo e continuo per volontaria pigrizia nel RICERCARE  e nello studiare.   Il percorso spirituale pagano, wiccan, tradizionalista, neopagano che sia è molto difficile e soprattutto lungo. Non si è mai “arrivati” poiché ogni giorno è una nuova scoperta e nuova consapevolezza di noi stessi e del Mondo. Infine, per citare Dragon Rouge “La differenza sostanziale con il monoteismo è che nonostante si scelga di rendere il Culto interamente o principalmente ad UNA Divinità Patrono, ciò non implica disconoscere e denigrare o demonizzare le Divinità Patrono venerate da altri.”
Con questo concludo, e spero di essere stata d’aiuto a qualcuno, in caso contrario rimedio subito elencandovi qualche libro interessante sul paganesimo greco-romano in quanto ricade negli studi della mia specializzazione anche a livello universitario. Vi ringrazio  Elena

Paganesimo Romano
G. Dumezil, La religione romana arcaica, Rizzoli
R. Bloch, La religione romana, in Le religioni del mondo classico, Laterza
J. Champeaux, La religione dei romani, Il Mulino
R. Del Ponte, La religione dei romani, Rusconi
R. Del Ponte, Dei e miti italici. Archetipi e forme della sacralità romano-italica, ECIG
Paganesimo Greco
Mircea Eliade Storia delle credenze e delle idee religiose
Robert Graves, I Miti greci
Le Garzantine
Ugo Bianchi. Religione greca ed ellenistica in Storia delle religioni (a cura di Giuseppe Castellani) vol.III. Ileana Chirassi-Colombo. La religione in Grecia. Laterza
Walter Burkert. La religione greca. Milano, Jaca Book
Mircea Eliade. Zeus e la religione greca in Storia delle credenze e delle idee religiose, vol. 1., Rizzoli
Paolo Scarpi. La religione greca in Storia delle religioni. 1. Le religioni antiche (a cura di Giovanni Filoramo). Laterza

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