Con il passare degli anni si tende a ritornare alle proprie origini, a ricercare le radici, perchè in fondo esse sono il mezzo per ritrovare la nostra vera essenza...Yves Montand
giovedì 12 dicembre 2013
Afrodite ed Hekate, il nucleo profondo dell'archetipo
Cari lettori e care lettrici, con questo nuovo articolo eludo dalle tematiche trattate solitamente nel mio blog per lasciare spazio ad un'analisi ispirata oltre che dai miei studi generali, dal libro di L.Veroli " Prima di Eva". In quest'articolo, che in realtà è più un pensiero, voglio analizzare le figure nell'aspetto archetipico di due "Dee" onorate e venerate nelle terre del Veneto Orientale ed adriatico dal I sec a.C, ovvero Afrodite, della dell'amore riproduttivo, della grazia e della bellezza ma anche del mare e dell'Armonia, primigenia patrona di Venezia e di Altino ed Hekate, dea ctonia dal potere immenso sui tre aspetti del reale ovvero sulla Terra, sul mare e sul cielo. (per altri approfondimenti vi consiglio di leggere alcuni miei articoli in proposito).
AFRODITE pur essendo la Dea dell'amore e della riproduzione era detta anche "Vergine" come l'omonima costellazione e per i greci antichi significava "appartiene solo a se stessa". Come altre dee dette "Vergini" (Athena, Artemide, Hekate) non vuol dire che esse non avevano rapporti con gli uomini anzi proprio il contrario, bensì che non ne son dipendenti ne tanto meno sottomesse. Padri e sposi, ma anche fratelli e figli non hanno il potere di renderle sottomesse. Vergine ed illibata nel mondo antico non erano sinonimi... Simbolo anche della "parola creativa" , detta infatti "aurea" che vuol dire miele- seme-parola, essa nasce nuda e non armata come Athena( patrona invece del Logos), una parola che crea e si attiva per congiungere l'Eros al Logos, la parola Erotica che crea qualcosa di nuovo da un'idea, la parola potente attraverso la quale l'essere umano ha potere d'azione e di decisione nel mondo. Altro nome di Afrodite è "Melania" ovvero "l'Oscura" Μελαινα, in associazione con i poteri tremendi di colei che detiene la potenza del Creare ed associata anche all'episodio narrato in Apuleio ne "la favola di Amore e Psiche" in cui Afrodite invia Psiche negli inferi per ottenere da Persefone, regina dell'Ade, il cofanetto di ingredienti segreti per la sua bellezza. Afrodite "Melania" insegna alla giovane inizanda ai suoi Mysterion di imparare a dire di "NO" a tutti coloro che essa incontrerà nella sua strada infernale, concentrandosi nella sua missione finale, ovvero senza diventare spietata perchè la compassione per le anime sofferenti dell'Ade è sempre viva nel suo cuore, essa deve ottenere la Bellezza Divina (più spirituale che fisica) che le permetterà anche di elargire i suoi doni ma solamente dopo aver acquisito quella "potenza del femminile" che integrato il materno con l'erotico ha la consapevolezza della propria differenza, integrità e indispensabilità. Ora Psiche è Donna, ed ha ottenuto quella "consapevolezza" che si ottiene solamente attraversando il mondo "oscuro" ovvero Ctonio, sotterraneo e profondo. L'inconscio femminile sa dare alla vita e consegnare alla morte, dare forma è consegnare alla caducità. Ma Afrodite è l'archetipo immortale del Femminile e incubato per millenni è riapparso nell'enorme creatività delle donne.
Afrodite è la Dea più temuta dell'Olimpo, è la Dea della nascita delle cose e delle azioni ma anche della nascita violenta. Essa resta fuori della cerchia ristretta degli Olimpi anche dopo esservi stata accolta a causa della sua più ampia sfera di potenza, come pure HEKATE alla quale è affine. Afrodite "ha la potenza di costringere" tutti all'amore, neppure Zeus è immune al suo potere terribile e per punirla, la costringerà a scegliere un mortale ovvero Anchise, ma essa "creerà" qualcosa di potentissimo ovvero Enea progenitore della stirpe dei Latini. L'archetipo di Afrodite è imprendibile, non si riesce a catturare, resiste all'incarnarsi. Gli altri Dei si sentono minacciati a tal punto che vi è la necessità di depotenziarla ma Afrodite ha una resistenza intrinseca a trovare una propria forma nel mondo umano. Essa è la rappresentazione Assoluta del Sublime nella Bellezza. L'archetipo di Afrodite è incontrollabile, insostenibile perchè legato alla Potenza della Natura, essa è invidiata dagli altri Dei perchè essa non ha confini, come Hekate che titanessa non spodestata ottenne maggiori poteri da Zeus, poteri arcaici, archetipici, infiniti e non declinabili poichè essi sono la base eterna del potere stesso della Vita. Se si vive Afrodite come un ideale assoluto, come intangibile, come potenza come potenza che non viene contagiata dalla vita, si è possessori del Sublime come archetipo che non accetta di incarnarsi, ma se si è possedute invece dall'archetipo invece che esserne in relazione può essere molto pericoloso, perchè essere affascinate dalla potenza dell'intangibilità si potrebbe tenere in scacco la vita e si rischierebbe di diventare una "COSA" una "donna oggetto-donna immagine". La Bellezza se troppo vicina all'Ego" uccide. La Bellezza deve trovare una mediazione nell'atto creativo poichè la bellezza se espressa è già mediata ed incarnata in qualcosa di creativo e vivo, è questo il potere di Afrodite. Se Afrodite non si incarna in qualcosa di artistico (pittura, scultura, poesia, danza, creatività, cucina, cucito...) allora è l'onnipotenza dell'archetipo a padroneggiare ed allora noi siamo la rappresentazione vivente di un effimero che non sa di essere effimero, ovvero la "donna oggetto". Elena è la vendicatrice di Afrodite perchè ha accettato la sua "incarnazione" per scelta. Elena regina di Sparta nella storia era la Somma Sacerdotessa di Afrodite nonchè divinità della natura "in sboccio".
HEKATE ed Afrodite sono affini nel loro aspetto notturno, come dicevo qualche riga fa, Hekate è la Signora degli Inferi, del Mare e del Cielo, rappresenta quanto di oscuro ed indicibile esista, essa è il nostro rapporto con il Limite, con il confine delle cose e dei sentimenti. Noi non possiamo fermare la Vita, la accettiamo ed accettiamo sia la Trasformazione che la Perdita, Afrodite rimane nell'aria, irriducibile nella sua primitiva e primigenia potenza, nel nucleo più profondo Afrodite ed Hekate sono assieme, la Dea della Bellezza e dell'Eros e la Dea del Limite e dell'Oscurità, amore e morte. Afrodite " Melania" ed Hekate "Phosphoròs" ovvero portatrice di luce, amore e morte sono al di fuori della cerchia della vita, la Potenza dell'Eros e l'ineluttabilità della Morte, essi sono passaggi incontenibili e terribili. L'Archetipo è tale perchè non si afferra, il Sublime invece è fra due poli, Eros ed Inferi. Se leggiamo Afrodite nel suo aspetto lunare essa è "la luna piena" mentre Hekate è "la luna nera-nuova", una si vede in cielo l'altra non si vede ma c'è sempre. Hekate è detta anche" la lontana" perchè ai crocicchi della vita essa può rapirti e portarti lontano, ed è un aspetto speculare ad Afrodite, inoltre essa dona le Visioni, sia in aspetto negativo che l'Ispirazione positiva, e l'Ispirazione serve per Creare.
Il Doppio Volto della Vita e della Morte, dall'Ispirazione trarre la Bellezza per poter creare.
vostra Elena...oggi molto ispirata! ;-)
PER FAVORE NON COPIA.INCOLLARE!
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GRAZIE!!!
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