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Visualizzazione dei post da 2014

Offerte e sacrifici agli Dei

Ritorno alla ribalta presentandovi una tabella che spero potrà esservi utile nella conoscenza e nella pratica del Culto Politeista Romano. Per ogni divinità o gruppi di Numen ho specificato il tipo di rituale e di offerta sacrificale adeguata. PENATES Dei domestici-Ritus Romanus- Offerte: incenso, vino, dolci, focacce salate, carne di ovino e bovino. (fonti:Cicero, De Divinatione, II.39-Dionysius di Halicarnassus, Roman Antiquities, 2.2) LARES FAMILIARES Dei domestici-Ritus Romanus- Offerte: incenso, vino, frutti aromatizzati con la mola salsa, carne di agnello e maiale.Ghirlande di fiori per adornare il Larario. (fonti: Plautus, Aulularia-Plinius, Naturalis Historia, 21.11-Plinius, Naturalis Historia, 28.27-Varro in Nonius Marcellus, De Compendiosa Doctrina, Lindsay ed. p.554 1-2-Deutero-Servius, Aeneidos, 1.730-Ovidius, Fasti, 2.633-Valerius Maximus, Memorable deeds and sayings, 2.5.5-Horatius, Satries, 2.5.14-Horatius, Odes, 3.23.4-Tibullus, Elegies, 1.3.33 seq.) GE...

Strix, Striges, Strìe e Streghe... fra stregoneria antica e paganesimo (PARTE 1°)

Nocte volant puerosque petunt nutricis egentes et vitiant cunis corpora rapta suis carpere dicuntur lactentia viscera rostris et plenum poto sanguine guttur habent. ‘Volano di notte e cercano i fanciulli senza nutrice; e vìolano i corpi rapiti alle loro culle; si dice che con i rostri strappino le viscere dei lattanti e hanno la gola piena del sangue bevuto’. Ovidio-Fast, VI-135-138  Il termine STRIX è documentato dal corpus della letteratura latina fin dal II sec. a.C. a partire dall'attestazione Plautina della commedia " Pseudolo". L'Oxford Latin Dictionary ne annota il significato traducendolo con "un tipo di gufo, considerato un uccello infausto, talvolta vampiro, oppure spirito malvagio". La forma latina strix più spesso attestata nella letteratura risulta affiancata al suo doppio linguistico a livello popolare, ovvero STRIGA, voce attestata anche nel Satyricon di Petronio, oltre che in Ovidio. Per il mondo romano la parola ...

RIFLESSIONI SUL CULTO ED IL PENSIERO RELIGIOSO GRECO (part.1)

“Il politeismo è innanzitutto articolazione delle divinità fra di loro, in modo che ogni pantheon, ogni configurazione di dèi, si adatti al contesto in cui è inserita. Una divinità possiede innumerevoli aspetti, che si declinano anch’essi secondo i luoghi e le circostanze: una potenza divina infatti non si riduce ad un solo campo o modo d’azione, ma riproduce a sua volta, all’interno della sua rete di competenze, una sorta di micropantheon”. ( da: Il linguaggio del politeismo, G.Pironti). La “polytheia” termine da cui deriva “politeismo” non ha nulla a che fare con la condizione peggiorativa significante null’altro che l’opposto negativo a “monoteismo” ed un termine coniato dal filosofo giudaico Filone d’Alessandria nel 50 d.C. che in questi ultimi anni ha ripreso la sua dignità di sistema cultuale, religione in quanto tale ma soprattutto oggetto di studio di un insieme di tradizioni mitiche e pratiche rituali considerate fino al XIX secolo solo una forma primitiva e deg...