Torno a scrivere dopo un certo periodo di tempo che ho preferito dedicare alla ricerca di nuovo materiale da presentarvi, spero mi perdonerete.
Quest'oggi propongo un'analisi un po' particolare di un territorio che mi sta molto a cuore : Il Lago di Garda.
Sin da bambina ho frequentato il ridente borgo di Sirmione per accedere alle cure termali di cui avevo bisogno e negli ultimi anni dopo un periodo di pausa "fisiologica" io e la mia famiglia siamo ritornati in vacanza di cura nelle "lacus undae", ed ho avuto modo di esplorare ogni angolo del borgo e studiare i reperti archeologici della zona lacustre, soffermandomi soprattutto nella ricca zona archeologica delle "Grotte di Catullo", situata a nord del centro storico dell'antica Sirmio, a circa quattro kilometri dall'inizio della sottile striscia di terra al centro della riva meridionale del Garda.


La posizione destinata alla costruzione della Villa fu scelta sia per la sua valenza paesaggistica che ambientale, infatti in questo punto il lago ottiene la sua massima estensione ed è eccezionale il panorama che si può gustare nelle giornate limpide, infatti il nostro sguardo spazia dalle rive bresciane, veronesi e trentine chiuse da una cerchia di monti da cui spicca il maestoso Baldo. Proprio la felice posizione di Sirmione spiega l'importanza che ha avuto il luogo sin da tempi remoti. Recenti ritrovamenti hanno dimostrato la frequentazione del centro storico sin dal Neolitico (fine V-IV millennio a.C.), Bronzo Antico (2200- 1600 a.C.) perdurato sino al Bronzo recente (1200-1150 a.C.). Ancora frequentato fu dalla prima età del Ferro sino all'età Romana.In questo periodo segue le vicende dell'area gardesana, con l'assetto fondiario preromano e gli aspetti d'integrazione con gli autoctoni, con frequenti matrimoni "misti"ed ascesa al potere di personaggi con nome indigeno, mentre sotto il profilo amministrativo Sirmione apparteneva all'"agro veronese". Alla base della penisola trasciva la strada che collegava Verona a Brescia, parte di un percorso più lungo che collegava Milano ad Aquileia. Ed è proprio presso un'antica deviazione della via che si trovava la Sirmio Mansio, una stazione di sosta per i viaggiatori (documentata anche nella Tabula Peutingeriana). Il territorio era fertile ed il lago stesso era un'importante via di comunicazione. Ricordo la presenza dei Veneti forte nel territorio, soprattutto nel 225 a.C. con la famosa alleanza Veneti, Galli Cenomani e Romani per cacciare le avanzate Celtiche.



La "Villa o Grotte di Catullo" sono una delle testimonianze più importanti di architettura gentilizia dell'epoca. Già con le prime citazioni dell'edificio i ruderi vennero collegati al poeta G.V.Catullo (84-54 a.C.) che nel carme XXXI parla di un ritorno felice a Sirmione, chiamata gioiello delle penisole e delle isole.
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Probabilmente non apparteneva a Catullo, infatti si pensa che vivesse nella villa attualmente sepolta in Via delle Antiche Mura.
Ed è proprio nel suo carme che il poeta ci da un'indicazione della prima divinità che si può incontrare qui.. NEPTUNUS, Dio protettore non solo del "mare" ma delle acque in generale.
Le prove archeologiche aiutano il ricercatore, in quanto si possono verificare in numerosi cippi votivi conservati anche al museo delle Grotte di Catullo.Tuttavia, il Dio Tutelare e protettore del Lago di Garda era BENACUS, da cui prende il nome antico il lago stesso, ovvero "Lacus Benacus". Il Lago stesso era onorato come tale Divinità su un altare rinvenuto a Punta S.Virgilio nella sponda orientale del lago mentre era onorato come Neptunus Augustus Benacus nella parte occidentale. Sempre riguardo al culto associato a Neptunus, originario Dio delle acque, vi è un altare a Moniga del Garda e delle iscrizioni dedicate ad esso son state ritrovate a S.Felice del Benaco, Gargnano, Moniga.
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| Cippi votivi dedicati a Giove e Minerva - foto personale |
Altra Divinità decisamente caratteristica è MANERBA. La stessa cittadina di Manerba ne è toponimo estremamente chiaro, infatti nella stessa città vi è ancora un tempio a Lei dedicato coperto attualmente dalla roccia, distrutto dai barbari e sostituito dalla chiesa di San Zeno anche se fortunatamente un'epigrafe ne ricorda l'originaria dedicazione sacra alla Dea. Manerba originariamente era il "Minervus vicus" ovvero il "Villaggio di Minerva" presenta una necropoli romana con tombe presenti dal I sec. a.C al III sec. d.C. . La leggenda dice che il Tempio fu eretto in devozione a Minerva che si nascose nella valle al centro della Valtenesi ed ivi piantò degli ulivi. Sempre in loco son state ritrovate anche lapidi dedicate sia a Minerva che ad Ercole nonchè lo stesso paese di Manerba fa parte del cosiddetto "triangolo di Minerva", tra Lombardia e Veneto (altri santuari alla Dea erano presenti a Breno e Marano di Valpolicella).
Il territorio del Lago di Garda dunque aveva presente il culto di Benaco assieme ad un culto di una Divinità femminile legata essa stessa all'acqua, tributo matriarcale di Reti, Veneti e Celti, questi ultimi infatti onoravano le Matrone nel Nord Italia, ovvero Dee femminili raccolte a gruppi di tre. Come non ricordarci poi in ambito Veneto della divinità triforme Icathein, Trimbusiate di Lagole ed il Telesforo di Lova ?
Se volete portare onori alla Dea potete recarvi appunto a Manerba, nel boschetto sacro che ancora esiste , oppure se volete avvicinarvi al Laghetto di Soiano potete dedicarvi a rituali riguardo a culti "naturali" in generale. A Sirmione potete vedere un altare votivo dedicato alla Dea Minerva utilizzato come materiale di recupero alle fondamenta del sito archeologico del Monastero di San Salvatore proprio nel centro storico del borgo... mi piace pensare che la forte presenza di ulivi secolari nel parco della Villa di Catullo fosse un chiaro segno della presenza di un Bosco Sacro dedicato proprio alla Dea.
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| Cippo dedicato a Minerva |
GIOVE era fortemente onorato in tutta la zona abitata del Garda, soprattutto alla "Porta del Sole", Solis Ianua e presso il suo tempio distrutto dagli Ungari nell'anno 859 d.C. Sirmione mantiene ancora intatte numerose iscrizioni dedicate al Dio padre degli Dei, ed un occhio attento può trovarle ancora riutilizzate come materiale di recupero edilizio sparse in giro per la cittadina, come può notare i numerosi cippi a colonna miliare d'epoca romana usate sia come sostegno alla chiesa di Sirmione che come colonna portante delle mura medievali, oppure lasciata nel luogo originario all'ombra di un oleandro ignorata da turisti divoratori di gelati e consumismo.
Sempre dalle " Grotte di Catullo" arriva il ritrovamento della bellissima Testa di Dioscuro, una pregevole testa in marmo bianco che raffigura uno dei due Gemelli Divini. Purtroppo c'è rimasta solamente lei a raccontare quello che doveva essere non solo uno splendido complesso statuario ma anche la traccia inconfutabile del culto ai Dioscuri (molto sentito nel Veneto romano). Essi davano soccorso in battaglia e nella navigazione, rappresentavano infatti la costellazione dei Gemelli che guidava i marinai di notte. Anche essi dunque legati ad un culto acqueo molto potente, anche se rappresentavano non tanto la "potenza numica dell'acqua" come Neptunus- Benacus piuttosto l'ars navigandi, l'arte del navigare, che come sappiamo grazie ai resti archeologici, era praticata assiduamente nella zona.
Nella zona di Sirmione della "Delle Bionde" vi troverete a camminare o a prendere il sole esattamente sopra una necropoli Longobarda e seguendo la scarpata sino alla spiaggia omonima troverete le fonti termali, una casupola gialla contenente le tubazioni che raccolgono l'acqua calda termale e potentemente sulfurea per convigliarla sino alla stabilimento termale poco lontano ed alle varie strutture alberghiere.
Bene, esattamente li troverete una piccola pozza dentro al lago stesso in cui potete godere gratuitamente del calore benefico delle acque infere. Esattamente, infere poichè li, in quello stesso luogo, sorgeva un piccolo santuario scoperto di recente dedicato a non ben specificate "Divinità Infere e Salutari" o alla veneta "Sainanti". Se con occhio attento e cuore Onesto vedrete aldilà del flusso turistico potrete assaporare ancora la presenza di questi Numen particolari, infatti vi accorgerete della presenza massiccia di corvi e cornacchie, alberi secolari di alloro, cipresso ed oleandro, nonchè tombe e sarcofaci longobardi scambiati per comode "panchine" dall'ignaro visitatore, senza contare i resti di colonne e cippi votivi ancora sepolti dalle acque del lago (ho fatto snorkling in modo attivo, è pur sempre vacanza anche per me! ).
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| ZONA DELLE BIONDE |
Ci sarebbe molto altro da scrivere riguardo Sirmione ed il Lago di Garda, probabilmente lo farò in futuro. Spero vivamente abbiate apprezzato questo mio piccolo ed umile omaggio ad un luogo che amo moltissimo ed a cui faccio sempre ritorno con animo felice. Ho utilizzato le fonti riportate in bibliografia nonchè appunti di ricerca personale in loco.
Un caro saluto a tutti i miei lettori!
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
PER SAPERNE DI PIU' SU SIRMIONE ARCHEOLOGICA
- LE GROTTE DI CATULLO A SIRMIONE di Elisabetta Roffia - Guida alla visita della Villa Romana e del Museo.
- SIRMIONE- GUIDA AL TURISTA
CULTO VENETO-ROMANO
- “Elementi
archeologici per l’individuazione dei culti tardorepubblicani nel territorio dell’attuale
Regione
del Friuli Venezia Giulia”- M.Buora.
- “Personale
addetto al culto nella Venetia”- M.S.Bassignano
- “
I Riti dei Veneti, appunti sulle fonti”- A.L.Prosdocimi.
- “Elementi
etrusco-italici nei santuari del Veneto”- A.Maggiani.
- “Reperti
bronzei protostorici dai fiumi veneti: offerte votive, contesti funerari o
ripostigli? “ L.Malnati, E.Bianchin.
- “Aspetti
della produzione epigrafica nord-italica in ambito culturale”- A.Buonopane.
- “Un
database delle dediche votive di età romana in Cisalpina: esempi e prime
evidenze per l’area
Veneta”-
G.Mennella, S.Valentini.
- “la protostoria delle venezie” -G.Fogolari.
- -Corpus inscriptionum latinarum.
- A.Biscardi, Fulgur conditum.
- A.
Mastrocinque, Santuari e Divinità dei paleoveneti.
- Appunti
di università e parti tratte dalla mia tesi di laurea.
- J.Champeaux,
La Religione dei Romani.
- A.
Zilkowski, Storia di Roma.
- “Venetkens”- Catalogo della
mostra.
- “Le
iscrizioni venetiche su pietra di Padova e Vicenza, "Atti Ist.Veneto"
CXX,”. – A.L.Prosdocimi.
- “Un
frammento di Teopompo sui Veneti, "Memorie Acc.Patavina"-
A.L.Prosdocimi.
- “Forme
verbali venetiche. A proposito di un nuovo verbo in -r, in "Arch.Alto Adige"-
A.L.Prosdocimi.
- “
Il nome 'Veneti' nell'antichità, in "Memorie Acc.Patavina"-
A.L.Prosdocimi.
- “La
lingua venetica”- G.B.Pellegrini.
- “Etimologie
di teonimi: Venilia, Summanus, Vacuna, in Studi linguistici in onore di Vittore
Pisani”- A.L.Prosdocimi.
- “Le
religioni dell'Italia antica, in Storia delle religioni, II, a cura di
G.Castellani”- A.L.Prosdocimi.
- “La
religione dei Veneti antichi: contributi linguistici, in Les religions de la
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- “Lingua
e cultura nella Padova paleoveneta, in Padova Preromana, Catalogo della Mostra,
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- “Tra
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Convegno di Studi Etruschi ed Italici (Este-Padova, 27 giugno-1 luglio 1976),
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Venetico, in Le lingue indeuropee di frammentaria attestazione-Die
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Gesellschaft (Udine 22-24 settembre 1981)”. A cura di A.L.Prosdocimi.
- “Lingue
antiche nei Colli Euganei, in Guida ai dialetti veneti VIII (a cura di
M.Cortelazzo).”
- “Celti
in Italia prima e dopo il V secolo a.C., in Celti ed Etruschi nell'Italia
centro-settentrionale dal V secolo a.C. alla romanizzazione, Atti del Colloquio
Internazionale (Bologna 12-14 aprile 1985)”.
- “Lingua
nella storia e storia nella lingua: tra indeuropeo e Italia pre-romana,
"Fondamenti" 7, 1987, pp.55-88. A.L.Prosdocimi.
- “Le
religioni degli Italici, in AA.VV., Italia omnium terrarum parens, a cura di
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- “Augurium
canarium. Appendici: Vernisera e altri auguri agrari Ceres e Cerialia.
Sementivae e feriae delle semine”, in Scritti offerti a Ettore Paratore.
- “A.Marinetti,
La X Regio, in AA.VV., Cultura popolare del Veneto. L'ambiente e il paesaggio”.
- “I
riti dei Veneti antichi. Appunti sulle fonti, in Orizzonti del sacro. Culti e
santuari antichi in Altino e nel Veneto orientale”, Atti del Convegno.
- “Veneti,
Eneti, Euganei, Ateste: i nomi, in AA.VV., Este preromana: una città e i suoi
santuari”.