Con il passare degli anni si tende a ritornare alle proprie origini, a ricercare le radici, perchè in fondo esse sono il mezzo per ritrovare la nostra vera essenza...Yves Montand

giovedì 1 agosto 2013

Dedica a Fortuna ed altre Divinità.

Oggi vi presento un'altra chicca epigrafica da un lavoro della studiosa di epigrafia Camilla Campedelli dell'università di Verona riguardo alcuni ritrovamenti appunto in quel di Verona.

Dunque, buona lettura!


Nel 1931 fu segnalata da Ettore Ghislanzoni la scoperta di un monumento  iscritto, di età romana, nella chiesa di San Procolo a Verona 1 . Ritenuto  successivamente disperso fu rinvenuto, nell’inverno 1985-1986, reimpiegato nella  scala mediana della chiesa, dove si trova tuttora 2 . Potrebbe trattarsi della faccia  anteriore di una grande base di statua in calcare bianco o di una lastra di arredo  incastrata nel prospetto frontale di una base, segata, in entrambi i casi, per motivi di  reimpiego. Alt. cm 60, larg. cm 181, spessore non misurabile. Le lettere, alte cm 9- 9,5 in r. 1 e cm 6 in r. 2, sono state incise con cura e regolarità e presentano  apicature. L’analisi paleografica suggerisce una collocazione cronologica nel I
secolo d. C. (figg. 1-2).


Col. I: Col. II: Col. III: 
- - - - - - - - - - - - - - - - - - 
[- - -]o Fortunae Ma[rti - - -] 
 Adiutrici Conse[rvatori - - -] 
- - - - - - - - - - - - - - - - - -

Lanfranco Franzoni propose di leggere:

 Fortunae Ma[rcianae] / Adiutrici  Conse[rvatrici]3.

 La frammentarietà dell’iscrizione rende poco sicura la lettura, ma  non escluderei, anche sulla base dell’impostazione del testo epigrafico 4 , che potesse  trattarsi di una dedica non solo a Fortuna, ma anche a Mars Conservator.  Fortuna è definita Adiutrix, predicato associato a questa dea non molto frequentemente: si ritrova per la prima volta in Plauto 5  e poi in un’iscrizione  urbana 6 ; esso definisce un aspetto positivo della divinità che entra in gioco per  aiutare l’uomo. Fin dall’origine Fortuna era una dea dalle sfaccettature diverse: da  dea agricola e femminile divenne, poi, a poco a poco, per influsso del culto  oracolare prenestino e anziate a essa collegato e della cultura ellenistica,  personificazione del destino sconosciuto agli uomini. Quello di Fortuna è un culto  molto antico testimoniato nella città di Roma già durante l’età regia e diffusosi  soprattutto sotto il regno di Servio Tullio, dal momento che, in base alla leggenda, fu  proprio grazie al suo intervento che egli ottenne il potere 7. Fuori della capitale
questa divinità è testimoniata a Preneste, dove si trovava il famoso tempio della  Fortuna Primigenia, ad Anzio, nel Lazio 8 , poi in Italia e nelle province dell’Impero  Romano dove, molto spesso, era identificata con divinità epicorie 9. Nel Veneto, oltre  a Verona, numerose sono le testimonianze di questa dea e cioè nel pagus  Arusnatium, a Concordia, Este, Vicenza e Padova 10.
In base alla lettura proposta la seconda divinità alla quale fu dedicato il  monumento, Mars, sarebbe detto Conservator, come anche in altre iscrizioni  provenienti dall’Italia e dalle province 11.
 Dio agricolo e bellico era, nella tradizione  celtica, fusasi con quella romana, anche il protettore delle acque dalle proprietà  iatriche e intese come mezzo di trasporto 12. Monete e iscrizioni testimoniano che,  nell’età imperiale, gli erano attribuiti diversi epiteti; alcuni di essi, come militaris,  militiae potens e campester, ricordano il suo carattere militare e agricolo, altri,  invece, come propugnator, custos, adsertor e secutor comesque, il suo ruolo di  protettore dell’esercito, dello stato e degli imperatori 13;
 a quest’ultima categoria  appartiene il predicato divino Conservator qui ricordato 14, il quale è spesso associato  a Marte come testimoniano le fonti numismatiche 15 ed epigrafiche 16. Il culto di  Mars, attestato in Cisalpina 17, è documentato, nel Veneto, allo stato attuale delle  conoscenze, solo nel territorio veronese 18; questa nuova lettura dell’iscrizione  rappresenterebbe, quindi, un’ulteriore conferma dei dati finora in nostro possesso.
Si potrebbe poi ipotizzare che la lettera O della prima colonna, non vista dai  precedenti editori e che misura tanto quanto le altre lettere della prima riga, si  riferisca a una terza divinità maschile come Mercurius, Iuppiter Optimus Maximus o  Genius (loci) attestati nelle iscrizioni insieme a Fortuna, Mars e altre divinità 19.
Potrebbe allora trattarsi di un monumento posto a tre o anche a un numero  superiore di divinità: non è infatti possibile sapere quanto misurasse in origine il  monumento, anche se le sue dimensioni dovevano essere comunque notevoli.




NOTE:
1  GHISLANZONI 1931, p. 161 (AE 1932, 66). 
2  FRANZONI 1986, p. XXIII; ID. 1988, p. 14. 
3  FRANZONI 1986, p. XXIII; ID. 1988, p. 14. 
4  Cfr. per l’economia del testo epigrafico CIL, VI, 46 cfr. pp. 3003, 3755 = ILS, 4633 = AE 1992, 76;  CIL, VI, 334 cfr. pp. 833, 3004, 3756 = CIL, VI, 30739 = ILS, 3080. 
5  PLAVT.Poen. 973. 
6  CIL, VI, 179 cfr. pp. 3004, 3755 = ILS, 3723. 
7  In generale sul culto di Fortuna si veda CHAMPEAUX 1982-1987. 
8  WISSOWA 1902, pp. 208-209. 
9  BASSIGNANO 1987, pp. 344-345. 
10 BASSIGNANO 1987, p. 345. 
11 Cfr. CIL, V, 5081 = ILS, 3160; CIL, V, 6653; CIL, VI, 485; AE 1976, 622; 1996, 1157; CIL, III, 
1099 = ILS, 2392. 
12 DURRBACH 1904, p. 1613; LATTE 1960, pp. 114-116. 
13 DURRBACH 1904, pp. 1616, 1622. 
14 WISSOWA 1902, p. 138; DURRBACH 1904, p. 1622. 
15 CROON 1981, pp. 270-271. 
16 DE RUGGIERO 1900, p. 608; TLL, s. v. Conservator, c. 418. 
17 PASCAL 1964, pp. 154-159; per la presenza del culto di Marte ad Aquileia si veda CHIRASSI 
COLOMBO 1976, pp. 200-203. 
18 BASSIGNANO 1987, p. 337. 
19 AE 1940, 171; AE 1973, 417, 632.

BIBLIOGRAFIA
BASSIGNANO 1987 =M.S. BASSIGNANO, La religione: divinità, culti, sacerdozi, in Il  Veneto nell’età romana. I. Storiografia, organizzazione del territorio,  economia e religione, a cura di E.BUCHI, Verona, pp. 313-376. 
CHAMPEAUX 1982-1987 = J. CHAMPEAUX, Fortuna. Recherches sur le culte de la  Fortune à Rome et dans le monde romain des origines à la mort de César,  I-II, Roma. 
CHIRASSI COLOMBO 1976 = I. CHIRASSI COLOMBO, I culti locali nelle regioni  alpine, «AAAd», 9, pp. 173-206.
CROON 1981 = J.H. CROON, Die Ideologie des Marskultes unter dem Principat und  ihre Vorgeschichte, ANRW, II, 17, 1, pp. 246-275. 
DE RUGGIERO 1900 = E. DE RUGGIERO, s.v. conservator, DE, II, 1, Roma (ristampa  anastatica Roma 1961), pp. 607-608. 
DURRBACH 1904 = F. DURRBACH, Mars, DA, III, 2, pp. 1607-1623, Paris (ristampa  Gratz, 1969). 
FRANZONI 1986 = L. FRANZONI, Il quartiere di S. Zeno in età romana, in L’arte  romana in S. Zeno. Rassegna fotografica di reperti archeologici recuperati  nel quartiere di S. Zeno, a cura di L.FRANZONI, Verona, p. XXIII. 
FRANZONI 1988 = L. FRANZONI, La necropoli di S. Zeno fino all’iscrizione delle  reliquie di S. Procolo, in La chiesa di San Procolo in Verona un recupero  e una restituzione, a cura di P.BRUGNOLI, Verona, pp. 11-31. 
GHISLANZONI 1931=E.GHISLANZONI, «NSA», p. 161. 
LATTE 1960 = K.LATTE, Römische Religionsgeschichte, München. 
PASCAL 1964=C.B. PASCAL, The Cults of Cisalpine Gaul, Bruxelles-Berchem. 
WISSOWA 1902=G.WISSOWA,Religion und Kultus der Römer, München



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