Con il passare degli anni si tende a ritornare alle proprie origini, a ricercare le radici, perchè in fondo esse sono il mezzo per ritrovare la nostra vera essenza...Yves Montand

martedì 3 settembre 2024

Reitia e Anna Perenna: divinità sorelle nel Veneto post romanizzazione

 Reitia, la Dea dei Veneti antichi e Anna Perenna, diviintà misteriose cui culti e pratiche rituali rimangono tutt'oggi oscure e difficili da indagare, furono associate nella loro essenza durante la fase di romanizzazione della Venetia e tracce di questo culto sincretico ( o quantomeno associato) si ritrovano nelle prove archeologiche e nelle fonti documentarie.

Ara di Anna Perenna - Feltre - fonte ArcheoReporter


Ci troviamo Feltre, al Museo Archeologico, innanzi ad un'ara sacrificale dedicata ad Anna Perenna, eretta in una fase nella quale la romanizzazione si stava completando e il gusto latino influì pesantemente negli usi e nei costumi dei Veneti Antichi, modificandone strutturalmente i paradigmi e le tradizioni. Tuttavia la famosa e coriacea resistenza dei Veneti era ben conosciuta ed apprezzata dai Romani i quali esaltavano la morigeratezza delle donne venete e la semplicità delle usanze di questo popolo da sempre loro amico, “socio” e alleato. Con la romanizzazione avvenuta a partire dal 235 a.C. senza un particolare accanimento dei romani sui Veneti (come ci ricorda il Filiasi) vi furono moltissimi cambiamenti (che approfondirò in un futuro articolo) in ogni ambito sociale e religioso, fra cui i culti autoctoni e indigeni che furono inglobati in quelli latini e molti luoghi di culto vennero sostituiti da analoghi romani, ma quasi mai distrutti, piuttosto si mantenne una certa “continuità” tradizionale a livello della simbologia intrinseca data dalle divinità. Il culto religioso venetico non scomparve mai del tutto e di questo ne ho ampiamente trattato nel mio saggio : Calendario Tradizionale veneto pagano e rimase nella toponomastica geografica in timidi cenni linguistici oltre che nelle tradizioni religiose. 

I rituali romani infatti per lunghissimo tempo furono abilmente rielaborati secondo la tradizione rituale Venetica, in una crasi che, pur essendoci ad oggi sconosciuta della prassi, è rimasta negli indizi trattati dalle prove archeologiche. Il caso dell'ara sacrificale ad Anna Perenna ritrovata a Feltre ne è un esempio lampante e mi sembra un ottimo argomento da portare alla luce degli interessati data la sua complessità che altrimenti non potrebbe arrivare alla conoscenza del grande pubblico ma rimarrebbe, come al solito, appannaggio di noi storici e archeologi.

Ara di Anna Perenna - Museo Civico di Feltre - 

Citando l'opera di Gina Pagozzo Bernardi “ Alle origini della civiltà veneta”- Piazza Editore – 2020, l'autrice a pag.237-238 prende in esame proprio questa lapide romana del I secolo conservata al Museo Civico di Feltre  l’antica FELTRIA che ora si trova sotto l’attuale Duomo cristiano . Feltre, già città di confine Paleoveneta, assunse una nuova potenza proprio dal 49 a.C. diventando municipium romano. L'ara è in pietra calcarea del Cansiglio, di produzione dunque locale, che è analoga alla fonte del IV sec. a.C. Con uguale inscrizione rinvenuta a Roma nel 1999 nel quartiere Pairoli.
Questa lapide romana era situata della perduta “fonte” di Anna Perenna e conteneva numerosi oggetti fra i quali monete, defixiones (maledizioni incise in laminette di piombo di cui ho approfondito il caso di Este  in quest'articolo: La "defixio malefica" di Este: stregoneria in un'antica maledizione latina ) e altri oggetti indicanti un culto magico- stregonesco.

Il nome di Anna Perenna in origine pare fosse “ anna per anna” ovvero “ gli anni nel corso degli anni” ovvero indicasse il corso perpetuo del tempo. L'analogia con REITIA la dea Veneta è evidente e quasi banale. Anche l'altra teoria dell'origine del nome ovvero “ amnis perennis” “acqua corrente senza fine”, una divinità legata allo scorrere delle acque portata appunto dal Nord dai latini, è coerente con le caratteristiche di Reitia. Anna Perenna come divinità dello scorrere del tempo e delle acque, nel caso dell'ara votiva feltrina, rappresenterebbe una perfetta sintesi di figure mitologiche legate all'acqua sia latine che venetiche ( Anguane/ Aganis/ Nife acquatiche).

Riguardo alle caratteristiche principali di Reitia vi rimando alla lettura del mio saggio “ Divinità, rituali e magia nell'antico Veneto – Intermedia Edizioni” ma riprendo alcune caratteristiche per evidenziarne lo stupefacente parallelismo analogico con Anna Perenna.

A Roma  Il popolo si radunava in un boschetto sacro, a lei dedicato, al primo miglio della Via Flaminia, sulle sponde del Tevere, e lì, durante i festeggiamenti,le venivano offerte abbondanti libagioni di vino per festeggiare l’arrivo dell’anno nuovo e della primavera, in un’atmosfera colma di gioia, ritmata da canti, mimi e danze. Inoltre, proprio perché Anna Perenna presiedeva al capodanno, durante i festeggiamenti, i Romani si dicevano vicendevolmente: ANNA AC PEARANNA ovvero “Che tu possa trascorrere e compiere bene l’anno!” Anna Perenna, nota come Dea dell’anno nuovo, che fino al 153 a.C. iniziava proprio nel mese di marzo, come nell'uso Veneto che si è mantenuto nella tradizione fino ai giorni nostri.

Ovidio scrisse nei “Fasti” che :
Nelle Idi si celebra la gioiosa festa di Anna Perenna non lontano dalle tue rive o Tevere, che giungi qui forestiero. Viene la plebe, e sparsa qua e là per la verde erba s’inebria di vino, e ognuno si sdraia con la propria compagna. […] si scaldano di sole e di vino, e si augurano tanti anni quante sono le coppe che tracannano, e le contano bevendo. […] deposte le coppe intrecciano rozze danze e l’agghindata amica balla con la chioma scomposta. Al ritorno barcollano, dando spettacolo di sé a tutti, e la gente che li incontra li chiama fortunati”.

L’interesse singolarissimo è dato dalla estrema rarità di testimonianze epigrafiche relative a questa antica divinità italica, forse di origine etrusca il cui carattere, a detta di Ovidio, era già poco chiaro al principio dell’impero. Chi la identificava con la mitica sorella di Didone, chi con altre figure ma appunto più probabilmente doveva essere ritenuta protettrice dell’anno (annare-perennare) nel cui primo mese, nella prima luna di primavera, aveva luogo la sua festa. Il nome di Anna Perenna ricorre in un calendario pre - cesariano dipinto, scoperto ad Anzio, ma l’ara feltrina mi risulta essere l’unico monumento lapideo che lo riporta ( se avete altre notizie in merito vi prego di scrivermi un commento, grazie!)



Era dunque una divinità, come Reitia, indicata nel passaggi stagionali soprattutto al nuovo anno agricolo, ma anche ai passaggi di “stato” nella vita umana. A lei, come a Reitia, le ragazze dedicavano doni e giocattoli al momento della pubertà, per entrare in età da matrimonio e quindi della fertilità. Durante l’anno alcune ragazze assistevano al loro primo ciclo mestruale e passavano, così, all’età adulta. Ovviamente la vicinanza dell’acqua era d’obbligo perchè aiutava a ricreare la simbologia della purificazione. Reitia e Anna Perenna erano la loro guida in questa iniziazione, probabilmente vi avvenivano rituali che aiutavano e istruivano le ragazzine a rendersi consapevoli di aver raggiunto la loro maturità sessuale. Associato ad Anna Perenna vi era Liber Pater che seguiva i giovani ragazzi durante il passaggio nel divenire iuvenes. La festa celebrava la consapevolezza di essere diventati adulti, stessa cosa avveniva anche nella Venetia e i santuari militari di Este e Vicenza contengono prove archeologiche di questi rituali maschili in cui i ragazzi raggiungendo la maturità sessuale venivano inglobati nella società, nella “teuta” in quanto uomini atti alla difesa ma anche alla prosperità della società stessa.

Fonte di Anna Perenna - Roma-


Il culto di Anna Perenna si è sviluppato soprattutto nelle età più antiche ed era circoscritto alla zona di Roma. Quindi è ovvio il fatto che questo culto venne importato proprio dai coloni romani che arrivarono nella Venetia, s'installarono a Feltria e trovarono in esso analogie potentissime con Reitia, divinità autoctona con caratteristiche simili. Dalle fonti archeologiche è noto infatti, che l'elite di Feltria  aveva rapporti abbastanza stretti con il mondo dell’Urbe, quindi molto probabilmente un esponente di alcune di queste famiglie feltrine deve aver visto la fonte, dove venivano offerti in suo onore anche altari votivi simili a questo, e in questo modo è venuto a conoscenza del suo culto. Una volta tornato a Feltria ha dedicato questo altare. A Roma vi era una fonte dedicata ad Anna Perenna che fu utilizzata fin dal IV secolo a.C. I fedeli praticavano la magia, le pratiche magiche erano comuni come quelle di gettare monete all’interno della fonte a mo’ di portafortuna, ma gettavano anche lucerne, o tabellae defixionum. Medesima cosa facevano anche i Veneti nei santuari di Reitia, che erano sempre collegati a fonti d'acqua (termale, fluviale, marittima. lagunare, sorgiva o di pozzo rituale) e ivi gettavano gli strumenti rituali defunzionalizzati quali simpula o ciotoline.  


Reitia e Anna Perenna: dee legate alla magia e ai culti ctonii, alle fonti, alle ninfe e alle Anguane nella tradizione popolare all'acqua, al suo scorrere come allo scorrere del tempo, della stagionalità sacra dell'anno, legate ai momenti di passaggio e di iniziazione, al “corretto corso della vita” aprono suggestioni di ricerca affascinanti di cui mi sto occupando nei miei lavori di analisi e divulgazione, quindi il viaggio con queste due Dee continua...


a cura di Elena Righetto – Docente e ricercatrice storica -

© Il testo è protetto da diritto d'autore. Ogni uso improprio del materiale verrà perseguito secondo normativa vigente. Diritti riservati all'autore.


Fonti:

Elena Righetto “Divinità, rituali e magia nell'antico Veneto” - Intermedi Edizioni

Gina Pagozzo Bernardi “ Alle origini della civiltà veneta”- Piazza Editore – 2020

Ovidio – Fasti – BUR

https://www.eagle-network.eu/story/esculapio-e-anna-perenna-a-feltre/

Museo Civico di Feltre

https://ilveses.com/anna-perenna-la-dea-dellanno-nuovo/

https://www.archaeoreporter.com/

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