Il Geografo greco Strabone ricorda nella sua opera “Geografia” che nelle terre dei Veneti vi erano due boschi Sacri dedicati a divinità femminili che egli, in quanto greco, aveva associato ad Artemide Etolica ed Era Argiva, tali luoghi sacri si trovavano presso il fiume Timavo ed in altri luoghi non completamente localizzati nel Veneto adriatico.
La presenza di una divinità etolica nel Veneto poteva essere associata alla presenza storica dell’arrivo di Diomede ed il fatto che egli appunto fosse originario dell’Etolia, ed ecco perché i culti e le ritualità Veneto antiche assomigliavano a quelli di Artemide Etolica. Anche il caso di Era Argiva non è dissimile, infatti secondo la leggenda Diomede si sarebbe rifugiato proprio presso l’altare di Era Argiva detta Oplosmia (dea Armata o la dea delle Armi) quando la congiura ordita da sua moglie stava per costargli la vita.
Era Argiva Oplosima in terra Italica possedeva molti santuari presso Boschi Sacri descritti da Tito Livio in questi termini: “ Un bosco sacro, isolato da una folta foresta e da alti abeti, chiudeva in mezzo pingui pascoli, ove pasceva senza pastori ogni specie di animali consacrati alla Dea e gli armenti delle rispettive specie per la notte rientravano in gruppi separati dalla stalle, mai insidiati dalle fiere o dagli uomini” .( XXIV 3.4-5)
![]() |
| Potnia Theron di Vicenza |
Poiché la dea greca Era veniva identificata con la latina Giunone, sarebbe anche troppo semplice identificare l’ Era Argiva di Strabone con la Giunone di cui parla Tito Livio riferendosi al suo culto a Padova (il suo tempio era collocato sotto all’attuale Palazzo della Ragione) ed alle spoglie delle navi spartane di Cleonimo, sconfitto dai Veneti nel 302 a.C. conservate nel suo Tempio all’epoca di Livio. Il culto a Giunone a Padova è riconfermato anche da un testo epigrafico latino che recita “ confine della parte interna del bosco” e cioè dello spazio nel mezzo di un bosco o di due boschi a Lei consacrati. Un’iscrizione venetica invece sempre di Padova fa comprendere come vi fosse inizialmente un unico boschetto Sacro ove vigeva il diritto d’asilo. Plutarco ne “la vita di Pompeo” ricorda espressamente come nei boschetti sacri ad Era Argiva era in vigore il diritto d’asilo dato che nel mondo greco i santuari di questa Dea godevano di questo speciale diritto. Tuttavia vi è anche da dire che i facili parallelismi non possono essere sempre così immediati, infatti nel mondo veneto esisteva senza dubbio una forma di divinità femminile che assomigliava ad Era Argiva ed alla Giunone Italica (forse Reitia?) ma è improbabile che la Giunone di Padova fosse Argiva infatti una città miticamente fondata da Antenore, Troiano, non avrebbe mai dato l’appellativo di Argiva alla propria Dea tutelare! Se la vostra memoria storica è arrugginita vi ricordo che gli Argivi erano nemici mortali dei Troiani. In questo caso si potrebbe ritenere Diomede come antico fondatore mitico di Padova ed altre città venete che in seguito i rapporti amichevoli con i Romani abbiano tramutato la leggenda come la conosciamo noi oggi. Ma sono speculazioni senza alcuna comprova storica.
A Verona ed Aquileia il culto a Giunone era fortemente sentito , vi sono dediche “alle Giunoni”, un plurarle che riconduce alle Ere Argive, ovvero eredi romane di antica memoria territoriale, dee autoctone e venetiche, locali, Numen tutelari, simili alle “ Matronae” una sorta di ninfe protettrici della fertilità .
E’ probabile che nel Culto Veneto si svolgessero dei rituali prettamente femminili con processioni e cori di fanciulle guidati da una sacerdotessa nubile, processioni ben documentate da numerosissime lamine bronzee sbalzate paleovenete. Inoltre non è possibile con assoluta certezza riconoscere l’Era Argiva in Veneto perché non vi è iconografia certa.
Di certo vi è che vi erano due tipologie di divinità femminile : Una simile ad Artemide/Hekate quindi protettrice delle Vergini, dei bambini, dei Boschi Sacri ed una Matronale, protettrice delle donne, delle puerpere, e della città.
| Devota offerente |
In seguito approfondirò la loro figura ed il loro culto religioso, ma per ora è necessario dire che le Dee più importanti delle città Venete fossero loro, che presiedevano alle cerimonie iniziatiche, al matrimonio, all’esercizio delle armi. Molti confondono Reitia con una sorta di “dea madre”, in realtà essa non lo era, e lo dimostrano i ritrovamenti archeologici nei suoi santuari nei quali mancano decisamente riferimenti al parto ed alla maternità. Era una Dea Sainante, della guarigione, della scrittura sacra, della protezione delle armi ma non della maternità. Era una Potnia Thèron. Le Dee Supreme delle città venete vennero identificate dai Greci e dagli Etruschi e poi dai Veneti stessi con l’attribuzione romana con Athena-Minerva, Era-Giunone ed Artemide-Diana-Hekate. Quindi dee in Armi e sanatrici, Dee protettrici della Città e della Maternità, Dee vergini protettrici dei giovani e dei Boschi.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
- Frazer, il Ramo D’Oro.
- P. Ovidio Nasone, Fastorum libri sex II.
- F.Altheim, Terra Mater.
- G.Fogolari, la protostoria delle venezie.
- -Corpus inscriptionum latinaru,
- A.Biscardi, Fulgur conditum.
- A. Mastrocinque, Santuari e Divinità dei paleoveneti.
- Appunti di università e parti tratte dalla mia tesi di laurea.
- J.Champeaux, La Religione dei Romani.
- A. Zilkowski, Storia di Roma.
PER FAVORE NON COPIA.INCOLLARE!
SE TI PIACE IL MIO LAVORO SCRIVIMI UN COMMENTO QUI SOTTO E TE NE INVIERO' GRATUITAMENTE UNA COPIA IN PDF!
GRAZIE!!!

Molto interessante!!! Le volevo chiedere dove a Vicenza è stata ritrovata la statuetta della dea Potnia Theron? Inoltre le due statuine ritrovate nel vicentino(credo nel Summano) con la divinità seduta in trono con dei serpenti fra le mani, di quale divinità si tratta? Alcuni dicono Reitia.... Potrei ricevere il pdf? La rinrazio e ancora complimenti per l'articolo
RispondiEliminaSalve Luciano, mi scuso per la tardiva risposta. Dunque la Potnia fu ritrovata proprio nel centro di Vicenza durante alcuni scavi negli anni '80, mentre la statuetta femminile del Summano non è stata ancora identificata in modo preciso, Reitia o Cibele, Giunone o altra divinità? Non sappiamo purtroppo. Certo Le invio il materiale se vuole contattarmi per e-mail all'indirizzo righetto.elena@gmail.com
RispondiEliminaCari saluti