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La città di Padova ha origini antichissime, ed i culti religiosi che venivano svolti all’interno del Limes sacro protetto dal dio Termòn erano sicuramente dedicati ad una qualche divinità locale il suo culto rivestiva funzioni sociali e religiose affini al culto di Reitia ad Este, come ricordato dal Tombolani nel suo “Padova preromana” ed ampiamente dimostrato grazie a numerevoli ritrovamenti archeologici nel sottosuolo cittadino. Ma chi erano dunque queste Dee patrone delle terre venete?
Per scoprirlo, dobbiamo spostare la nostra ricerca nella città di Este, nella quale fra il 1881 e 1886 furono ritrovati dei resti chiamati “ Stipe Baratella” che documentavano la vita quotidiana nel santuario dedicato a Reitia, il quale sorgeva presso il fiume Adige, ristrutturato monumentalmente in età romana.
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| STILI SCRITTORI CON INCISIONI VOTIVE |
La Dea del luogo viene quasi sempre detta REITIA nome attribuito o interpretato con “ dea della giustizia “ e “dea della scrittura” che è stato spesso paragonato con la dea spartana Orthìa o Artemide Orthìa, ed inoltre gli scavi del santuario spartano di Orthìa hanno fornito interessanti confronti iconografici con la Stipe atestina detta “ Baretella”, soprattutto per la presenza di laminette raffiguranti guerrieri e donne portatrici di offerte del tipo paragonabile con quelle di Este. Probabilmente il nome originario era PORA “ signora” mentre SAINATEI era un attributo dal più accreditato significato etimologico di “ alla sanatrice” legato agli ex voto ritrovati nel santuario nel quale si svolgeva un vita religiosa simile a quella del Santuario di Vicenza e di Lova, Templi che sorgevano anticamente in isolotti circondati dalle acque dei fiumi ed acquitrini fluviali.
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| SANTUARIO VENETICO |
Tuttavia classificare e descrivere un culto religioso ed una divinità sulla base di poche stipi votive è difficilissimo ma in questo si può escludere totalmente che Reitia fosse stata una dea “madre” ovvero preposta al parto ed alla generazione, considerata l’assenza di ex-voto riproducenti organi genitali, bambini, madri, uteri. Era una dea Guaritrice come dimostrano gli Ex-voto di parti del corpo da guarire e l’attributo Sainatei, ma in modo accessorio. Infatti anche dal confronto accademico con la Dea spartana Orthìa, emerge che entrambe le dee erano in realtà principalmente preposte alle iniziazioni dei giovani, i quali celebravano raggiunta la maggiore età delle gare agonistiche e di sopportazione del dolore che concludevano il ciclo educativo. Artemide Orthia come Reitia non erano prettamente ed unicamente divinità sanatrici, non erano assolutamente preposte alla nascita, ma erano Dee alle quali facevano capo tutte le attività umane, sia sacre che profane, destinate a trasformare i giovani uomini in guerrieri e le fanciulle in spose e madri forti. Sia i giovani Veneti che Spartani durante l’iniziazione al Tempio ricevevano le armi solennemente ed esibivano pubblicamente le loro capacità fisiche e morali, mentre gli oggetti di uso quotidiano, le fusaiole, il telaio, gli spilli, i rocchetti di filo, le fibule, gli anelli ed i bracciali indicano alla Dea che le ragazze son finalmente divenute donne mature e pronte al matrimonio. Come Orthìa, anche Reitia era originariamente una Dea della Caccia ed una protettrice degli animali (Potnia Thèron) come provano tantissimi ex-voto con sembianze animali.
Nella stipe Baretella vi sono distinzioni fra le dediche maschili e femminili. Son state ritrovate sui “chiodi” votivi 22 dediche femminili , sulle basi che sostenevano statuette equestri dediche solamente maschili.
DEE ITALICHE
La Dea italica che assomiglia in modo maggiore a Reitia per funzionalità ed appellativi è Minerva. In un certo momento storico ovvero quando i vari santuari vennero riedificati con colonnati ed assunsero un aspetto monumentale, la figura di Minerva si sovrappose a Reitia veneta, infatti nella stipe votiva raffigurano spesso statuette bronzee , di terracotta e d’argento raffiguranti Minerva, importantissima Dea Italica identificata già in epoca arcaica con la greca Athena. Inoltre anche Eracle iniziò ad essere onorato ad Este, probabilmente collegato al mito ed alla figura dell'Eroe, modello per i giovani e valorosi guerrieri veneti.
INIZIAZIONI GIOVANILI
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| SPILLONI VOTIVI |
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| BULLE |
I ragazzi invece dovevano con tutta probabilità, partecipare a cerimonie di iniziazione di tipo militare come avveniva in molti popoli indoeuropei, ed infatti sempre nella stipe Baretella troviamo immagini di fanti armati con lancia in pugno, cavalieri, sfilate di uomini in arme, parate di cavalleria alle quali i giovani veneti dimostravano tutto il loro valore per la prima volta in pubblico. Molte statue dedicate alla Dea Reitia avevano alla loro base dediche inscritte proprio da questi giovani soldati, offerte private di giovani provenienti da ricche famiglie, oppure le armi in miniatura che fungevano da offerta alla Dea.
Righetto Elena
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
- Frazer, il Ramo D’Oro.
- P. Ovidio Nasone, Fastorum libri sex II.
- F.Altheim, Terra Mater.
- G.Fogolari, la protostoria delle venezie.
- -Corpus inscriptionum latinaru,
- A.Biscardi, Fulgur conditum.
- A. Mastrocinque, Santuari e Divinità dei paleoveneti.
- Appunti di università e parti tratte dalla mia tesi di laurea.
- J.Champeaux, La Religione dei Romani.
- A. Zilkowski, Storia di Roma
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