Con il passare degli anni si tende a ritornare alle proprie origini, a ricercare le radici, perchè in fondo esse sono il mezzo per ritrovare la nostra vera essenza...Yves Montand

martedì 7 aprile 2015

Aprile...Strigàrie e tradizioni arcaiche di Primavera

Fotografia scattata da me ad Alano di Piave
Pasquetta 2015
" IN APRIL PIOVE SETE VOLTE AL DI' E SE SUGA NA LISSIA"
(In aprile piove sette volte al giorno e si asciuga il bucato)

"MARSO VENTOSO, APRIL BAGNA', BEATO EL CONTADIN CHE GA SEMENA' "

(Marzo ventoso, aprile bagnato, beato il contadino che ha seminato)

" LE SUCHE VA PIANTAE EL XIOBA SANTO"
(Le zucche si devono piantare il giovedì Santo per avere un'ottima produzione)


Ai tre giorni terminali della "Settimana Santa "Cristiana, erano collegate alcune tradizioni caratteristiche di una mentalità veneta particolarmente ancorata alle prescrizioni agricole di arcaica memoria, non dovute strettamente alla presenza "miracolosa" della Pasqua.
Alcuni comportamenti e rituali garantivano, per i nostri predecessori, sicuro rimedio contro possibili malattie spesso incurabili ed altre difficoltà.
Così, se si temeva che gli alberi non potessero dare i frutti sperati in quanto i fiori non riuscissero a "legare" (cioè ad impollinarsi in modo regolare) il Giovedì Santo il responsabile della famiglia contadina doveva andar per campi con un fascio di "stropèi" rametti di salice e mentre il campanaro nel campanile del paese dopo il suono del Gloria "legava" le campane perchè non potessero suonare nei giorni successivi in segno di lutto per la morte di Cristo, anch'egli doveva "legare" i rametti carichi di boccioli e fiori ai tronchi degli alberi, insegnando quindi agli alberi stessi "come dovevano fare".
Questo rito antichissimo del "legare" si ritrova in diversi ambiti della magia popolare e delle "stregherie" casalinghe, in quanto si riprende il semplice principio de "il simile attrae il simile ", la credenza che "insegnando" agli alberi come produrre rametti rigogliosi l'uomo potesse avere il potere di organizzare e controllare non solo la Natura ma anche il comportamento di altre persone. Il "LEGARE" è un potentissimo mezzo per poter unire gli intenti di due persone che si vuol fare innamorare, far divenire soci in affari, propiziare un'amicizia etc.

Il Venerdì Santo invece le massaie dovevano recarsi nel pollaio di casa e raccogliere tutte le uova che erano nate in giornata in quanto era credenza nelle nostre campagne del Veneto Orientale, che l'unico rimedio sicuro per far passare il mal di shiena fosse quello di bere una di quelle uova, a digiuno, la mattina di Pasqua.
I contadini invece dovevano tagliare qualche "cao" di vite: il tralcio reciso avrebbe lasciato cadere delle gocce di linfa mostrando che anche la Natura era in lutto.

Stufa di montagna.
.Casèra di amici e famiglia  Alano di Piave

 

Durante la processione serale invece ogni ragazzino aveva con se la propria "racoleta" uno strumento di legno che girando produce un suono simile al gracidare delle rane. Questi rumori hanno origini precristiane in quanto ripetono atteggiamenti e comportamenti collettivi tenuti durante le antiche cerimonie pagane per allontanare e spaventare gli spiriti maligni.

Alla mattina di Pasqua invece al primo rintocco delle campane bisognava bagnarsi gli occhi per non venir colpiti da malattie e finchè le campane ancor suonavano, le mamme con bimbi piccoli che ancora non sapevano camminare dovevano tenerli per le ascelle facendoli attraversare la strada : solo in questo modo avrebbero saputo camminare eretti e veloci.
I contadini poi passavano per i campi armati di "brìtola" coltello ricurvo in punta per  tagliare gli "stropèi", e se gli alberi si fossero messi a crescere in ritardo rispetto alla stagione allora nei giorni successivi bisognava provvedere a percuoterli con un bastone costringendoli in tal modo e con la forza a "butàre" foglie e gemme.
Sempre il giorno di Pasqua inoltre era vietatissimo mettere piede per tutta la giornata nell'orto perchè si sarebbe così evitato che durante l'anno venisse attaccato da formiche e parassiti nocivi.


UNA CURIOSITA'...
Un proverbio antico datato sicuramente al XVI secolo recita così:

" Quando Marcus Pascam dabit  (oppure Paschizabit)
Antonius pentecostabit
et Johannes Christum adorabit
totus mundus ululabit (o anche " vae clamabit").


e cioè

"Quando Pasqua cadrà il giorno di San Marco 25 aprile e la Pentecoste il 13 giugno a sant'Antonio ed il corpus Domini il 24 giugno di San Giovanni Battista, tutto il mondo urlerà di dolore"
Chissà che non porti disgrazie come è accaduto nel 1848, nel 1860,  nel 1916 , nel 1943 e nel 2001...



BIBLIOGRAFIA:
-appunti e racconti raccolti personalmente dalla "xente";
- Lunario. calendario rurale veneto-friulano. Renato Zanolli.
-Calendario- A.Cattabiani
-Lunario- A. Cattabiani
-L'anno i mesi e i giorni nella cultura popolare del Veneziano. Proverbi modi di dire tradizioni- M.Poppi
- La religione dei romani- J. Champeaux


PER FAVORE NON COPIA.INCOLLARE!
SE TI PIACE IL MIO LAVORO SCRIVIMI UN COMMENTO QUI SOTTO E TE NE INVIERO' GRATUITAMENTE UNA COPIA IN PDF!
GRAZIE!!!


Nessun commento:

Posta un commento