Entra per un momento di raccoglimento e preghiera, come coloro che chiedono grazie, fortuna, salute per se stessi e per i propri cari.
Nei santuari della città, vicini ai fiumi o alle sorgenti di acque termali, buoi o maiali, pecore, agnelli , capretti sono offerti all'altare insieme alle primizie vegetali ed alle focacce di cereali, le carni consumate ai banchetti comuni.
Uomini e donne lasciano in dono immagini di se stessi in statuine o riprodotte su lamine di bronzo: in preghiera o nell'atto di offrire doni, gli uomini in armi o con vesti cerimoniali, le donne con un ricco abbigliamento ed un' acconciatura fastosa con alto chignon e disco sulla fronte.
Si può assistere alle feste e ai riti rappresentati sulle lamine con le sacre sfilate di devoti, dignitari, sacerdoti e sacerdotesse. Il Santuario è anche un "emporio", ovvero un mercato dove gli stranieri, simboleggiati dall'immagine del lupo, trovano protezione e possono svolgere i loro commerci e consolidare alleanze. Piccoli animali, merci di ogni genere, giovani a tessere al telaio, altri imparano a scrivere, altri ancora partecipano alle cerimonie di iniziazione all'età adulta... I santuari pullulano di una vita affollata e caotica, che culmina in occasioni cerimoniali scandite nel corso dell'anno, in una sorta di calendario.
Gli Dei, non raffigurati con sembianze umane, hanno nomi maschili e femminili. Reitia, la più famosa Dea di Este, è accompagnata da un pantheon di divinità, alcune dette "Sainate" ovvero Cittadine, sono loro che custodiscono la città e che ne sono patrone, una sorta di Genius Loci o Lares.
Ed è con fatica che ti inerpichi, viaggiatore, tra le pendici delle Prealpi e la Valle del Piave, nella pianura del Brenta, nelle lagune fra i fiumi, fra le tappe del Sacro, quei santuari che fra il III e I secolo a.C., rappresentano il luogo della negoziazione fra due popoli nemici Celti e Veneti, e fra Celti, Reti e Veneti, a controllo dei percorsi che portavano ai centri minerari del ferro e dello stagno, meta dei primi mercanti Romani. Villa di Villa, sulle alture di Vittorio Veneto vi è un santuario a guardia della pianura e dell'imbocco della via verso l'Alpago: sono i percorsi di transumanza e dell'alpeggio per le mandrie, raffigurante sulle lamine votive, per propiziarne la fertilità.
Nel cuore del bosco, presso il Piave, vicino alle sorgenti medicamentose di Lagole di Calalzo, si trova la Casa di Trumusiate/Tribusiate, divinità Sainate cui la "teuta" (comunità) porta in dono le Simpula, lamine e statuette di bronzo. Le acque benefiche, la posizione del bosco nell'alta valle del Piave, rendono questo santuario meta dei soldati, quei Veneti che strenuamente difendono il confine dai vicini Celti. Alle divinità si offrono le spoglie di tante battaglie, come accade al Santuario di Raveo, dove i Celti invece dedicano le armi dopo averle spezzate o contorte, affinchè non vengano più usate.
Il viaggio procede più a nord ad Auronzo, dove militari oramai romani sentono l'esigenza di restaurare antichi culti, dedicando lamine, simpula e dischi ad una divinità "Reggitrice" detta "Maisterator"con iscrizioni che riportano in vita una lingua venetica quasi in disuso.........
| Ex-voto |
| Cippi sacri |
| Ex voto militari e trepiede per i riti sacri |
| Mestoli sacri, ex voto, strumenti del Culto |
| Sacerdotessa offerente |
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| Statuette delle Bona Dea e Marte Offerente- Monte Summano |
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| Dea di Caldevigo |
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| Soldato "Paride" in preghiera |
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| Ex-voto offerenti |
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| Trimbusiate |
In questi luoghi appartati, ai confini di un mondo spesso ostile, è ancora viva la forza della religiosità dei Veneti, la radice profonda dei loro culti.
... Suggestioni dalla mostra Venetkens a Padova.
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