Con il passare degli anni si tende a ritornare alle proprie origini, a ricercare le radici, perchè in fondo esse sono il mezzo per ritrovare la nostra vera essenza...Yves Montand

martedì 19 novembre 2013

Aspettando il Natale...tradizioni e magie...

IL VISCHIO
Dalla prima domenica d'Avvento (l'ultima del mese di Novembre) alla festa dell'Epifania, in Veneto (ma anche Friuli) era tradizione appendere sopra il camino o dietro la porta d'ingresso delle abitazioni un rametto di vischio simbolo della Vita  dell'albero stesso che mostra di essere in letargo ma non perit, assopito e pronto a risvegliarsi ai primi segnali della primavera. Il Vischio era ritenuto parte dell'anima della Natura. Vi erano rituali magici per attivarne la protezione per la casa, guarnito da un fiocco rosso avrebbe protetto le persone ed il bestiame essendo un potente talismano contro la stagione invernale.

LE CORONE DELL'AVVENTO
Era tradizione per simboleggiare e rilevare il conto alla rovescia fino al Natale appendere sulle porte d'entrata delle case le corone dell'avvento, confezionate con rami di abete ed alle quali venivano aggiunte quattro candele simbolo delle quattro stagioni, delle tempora. Ogni candela è accesa poi  consumata e spenta la sera di una delle quattro domeniche dell'Avvento.  Viene arricchita con frutta secca e strenne natalizie. La strenna natalizia è un regalo che è d'uso fare o ricevere nel periodo natalizio.
Tale usanza discende dalla tradizione dell'antica Roma che prevedeva lo scambio di doni augurali, durante i Saturnalia, ciclo di festività che si svolgevano dal 17 al 23 dicembre, in onore del dio Saturno e precedevano il giorno del Natalis Solis Invicti. Il termine deriva dal latino strēna, vocabolo di probabile origine sabina, con il significato di "regalo di buon augurio".

PREVISIONI MAGICHE D'AMORE
Durante la festa di Santa Lucia, considerata la festa "magica " per eccellenza in cui la Luce e l'Ombra lottavano assunta dalla chiesa come eterna lotta fra bene e male , le giovani donne venete  impiegando amuleti, cercavano interpretazioni scaramantiche sull'amore per indovinare se si sarebbero sposate l'anno venturo, quale sarebbe stato il mestiere del fidanzato e se  sarebbero state felici. Secondo questo gioco magico chi non avrebbe avuto responso sarebbe rimasta zitella, tuttavia la nonna racconta che il più delle volte erano proprio queste giovani meno appariscenti che concludevano i migliori matrimoni e divenivano le più appagate e felici nella vita familiare e nella società....chissà!

QUANDO LE DONNE FILAVANO...
Dall'autunno alla primavera le donne filavano, lavoravano all'uncinetto, rammendavano al tepore del fuoco domestico e della stalla.
La filatura, per le popolazioni antiche e per l'eredità contadina, era un'attività considerata misteriosa, dove si accavallavano gli aspetti magici legati al mondo del femminile.
Le maghe venete, ovvero le Rododese e le Anguane, osservassero la filatura delle donne eseguita nelle ore notturne premiando o castigando le filatrici secondo il loro metodo (il rimando alla leggenda classica di Atena ed Aracne è immediato). Alcuni pregiudizi stabilivano il periodo oltre al quale le donne non dovevano più tessere e filare ed altri riguardavano il divieto di filare in alcune particolari circostanze.
Nelle valli dolomitiche e carniche era vietato filare di giovedì perchè le streghe avrebbero disfato il lavoro quella stessa notte del Sabba, vietato anche il venerdì perchè il Demonio era attivo proverbialmente in quel giorno infausto, ed ovviamente vietatissimo anche il Sabato, giorno dedicato anticamente al Dio Saturno, divinità infera, sostituito dall'ignoranza cristiana con il Diavolo ed il Sabba stregonesco.  Domenica pure era proibito poichè in quel giorno neppure la Madonna filava e quindi c'era il pericolo di filare i suoi divini capelli!
Divieto di filare anche durante il Solstizio d'Estate e di Inverno, proibito durante la notte di Samonios- 31 ottobre, alla festa di Santa Lucia, la Vigilia di Natala perchè le Streghe in questa notte avevano il potere di insegnare i loro poteri alle donne che filavano, la vigilia di capodanno e la notte che precede la Candelora.


BIBLIOGRAFIA:
- Lunario. calendario rurale veneto-friulano. Renato Zanolli.
-Calendario- A.Cattabiani
-Lunario- A. Cattabiani
-L'anno i mesi e i giorni nella cultura popolare del Veneziano. Proverbi modi di dire tradizioni- M.Poppi
- La religione dei romani- J. Champeaux



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