Con il passare degli anni si tende a ritornare alle proprie origini, a ricercare le radici, perchè in fondo esse sono il mezzo per ritrovare la nostra vera essenza...Yves Montand

martedì 26 novembre 2013

Sacerdoti, Sacerdotesse e Divinità nel Veneto post-romanizzazione.

Fino al III sec. a.C il passaggio alla romanizzazione del Veneto avvenne in modo graduale e senza violenze, la Venetia infatti entrò politicamente a far parte dello Stato Romano senza subire alcuna colonizzazione forzata delle sue terre. Inizialmente si vedono ancora mantenute le autentiche culture autoctone e nei santuari le popolazioni che non hanno ancora assorbito la cultura romana non pongono dediche in pietra. Con la romanizzazione le differenze spariscono lentamente, la popolazione locale viene integrata, cambia l'organizzazione sociale ed economica, le città si riempiono di abitanti ed iniziano ad avere monumenti e Templi in pietra, i profondi mutamenti tra le popolazioni in campo materiale e religioso sono veloci poichè rapido si è fatto il collegamento tra le provincie dell'Impero e continui sono gli spostamenti delle truppe militari da un territorio all'altro. Lo scambio di prodotti e la diffusione di novità culturali e religiose dall'oriente introducono culti e divinità nuove che affiancano ma non riescono a sostituire quelli della tradizione italica.

Avvenuta dunque la "romanizzazione" della Venetia che oramai fa parte della X Regio si diffondono nuove divinità e culti molto diversificati, pertanto vengono designati in ogni città due collegi sacerdotali di stampo romano: i PONTEFICI e gli AUGURI composti da tre elementi ciascuno che godono di privilegi particolari (dall'esonero dal servizio militare al permesso di indossare la toga). Poi vi sono i FLAMINI figure sacerdotali pre esistenti, pre romane, che ricalcavano le figure dei sacerdoti veneti ed erano infatti addetti al culto delle Divinità locali, in epoca tarda vennero incaricati anche di officiare il culto al Genio dell'Imperatore ma in realtà rimase una funzione poco praticata nella Venetia che si riteneva ancora autonoma. Si sa della presenza ad Este di un FLAMEN JULIANUS dedito al culto di Cesare.
Le Divinità introdotte  sono Giove, Domitilla, Concordia, Apono, La Bona Dea, Magna Mater, Giunone. Diana e Cibele ricalcano invece negli aspetti e negli attribuiti  la figura di Reitia la Dea Somma del popolo veneto, rimangono inalterati i culti dedicati ai Diocuri ed ad Eracle ed agli dei venetici Trimbusiate, Ikathein, Termon sostituiti e/o affiancati da Hekate e Terminus.
Gli AUGURI  hanno il compito di interpretare il volere di Giove decifrando i segni divini attraverso il volo degli uccelli. Famosi sono anche gli oracoli ctoni, come quello di Gerione gestito da Cornelio in una grotta sulfurea ad Abano Terme.  Si è a conoscenza dei collegi sacerdotali a Verona, Vicenza, Padova, Este, Mantova, Concordia, Aquileia, Altino, Trieste e Trento. Alcuni sacerdoti ed aùguri occupano oltre alla carica religione anche la carica civile e  militare.

Numerose sono anche le SACERDOTESSE.
Esse durante lo splendore della civiltà Venetica avevano un ruolo dominante nella religione e nel culto. Esse erano riccamente abbigliate adorne con mantello o velo alla maniera della dea alla quale era rivolto il loro culto, la Dea Reitia. Nel suo santuario ad Este le Sacerdotesse trasmettevano ed erano custodi della sacra arte della scrittura, poichè era nella scrittura che il culto si attuava e contemporaneamente si esprimeva.  Nei santuari veneti venivano svolti dei rituali legati al raccolto ed alla stagionalità della vita, rituali e cerimonie legati ai confini territoriali ma anche e soprattutto liturgie rituali legati all'incubazione guaritrice e la terapia onirica oltre alle funzioni magico-divinatorie. Nei santuari avvenivano le iniziazioni dei giovani e delle ragazze all'età adulta e militare oltre a rituali che implicavano la libagione rituale da pozzi sacri ritrovati nei santuari. Non è difficile immaginare queste donne velate che cantando si avviavano in processione fino all'Ara Sacra, guidate da una o più Sacerdotesse ed in cerchio dedicavano offerte animali e primizie vegetali al fuoco...

Con la romanizzazione altre Sacerdotesse le affiancarono e sostituirono ( nel I sec. d.C), ricordiamo una sacerdotessa devota al culto di Domitilla ( moglie di Vespasiano), a Trieste una sacerdotessa era incaricata al culto di Tutte le Dee, poi ci sono i SEVIRI forse magistrali locali che avendo ricevuto delle onorificenze fanno lastricare le strade. Esistono pure i SALII sacerdoti addetti al culto di Marte e Quirino presenti sia a Padova che a Vicenza, mentre a Verona era presente una Sacerdotessa responsabile al culto della Matris Deum, a Padova un Sacerdote si occupava del Culto ad Iside ed a Trieste sempre un Sacerdote era dedito alla Magna Mater Cybele.

Altre figure aiutavano gli e le officianti, i CAMILLI una sorta di chierichetti, i VICTIMARII coloro che avevano il compito di uccidere l'animale nei sacrifici, quelli che sciolgono un voto, coloro che custodiscono il Tempio e ne fanno le pulizie.
Devota Orante  Sacerdotessa?
Ricco costume veneto

Bronzetti ritrovati nel Monte Summano- Bona Dea e Mars Offerens
Santuario Venetico


Hekate - Bronzo votivo ritrovato a Treviso

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