DECEM, IL DECIMO MESE ROMANO
Mese di freddo, che conserva gli antichi culti agrari in cui i giorni erano sempre più brevi e freddi, in cui la neve ricopriva tutto con il suo manto candido e conservatore di terreni. Il frumento tardivo veniva raccolto ed anticamente offerto a Saturno, Numen tutelare protettore dell'Italia (Saturnia Tellus).DESSEMBRE, DAVANTI EL ME SCALDA E DA DRIO EL ME INSENDE!
Un tempo, per combattere il freddo ci si scaldava ponendosi davanti ad un fuoco acceso, focolare o caminetto oppure stufetta economica come quella di mia nonna, ma anche tenendo da seduti davanti alla pancia tra il ventre e la gambe un vaso di terracotta, la " mùnega" con dentro le "bronse" ovvero braci accese.
In entrambi i casi però ci si scaldava solo la parte anteriore del corpo mentre il didietro era "insend
à" ovvero bruciato dal gelo.
2 DICEMBRE: SANTA BIBIANA (VIVIANA)
" Xe piove de santa Bibiana piove pa quaranta dì e na setimana"
Festività forse legata ad una divinità di stampo "celtico" oppure Santa importata dalle invasioni longobarde, non autoctona ma molto sentita fin a qualche anno fa per la sua importanza nelle previsioni empiriche.
4 DICEMBRE: SANTA BARBARA, OVVERO LO SCONGIURO MAGICO CONTRO IL BRUTTO TEMPO
La nonna paterna, morta vent'anni fa, era solita recitare in questo giorno:" Santa Barbara e San Simon, liberème da sto tòn! Da sto tòn e sta saèta, Santa Barbara Benedeta!"
6 DICEMBRE, SAN NICOLO' DE BARI, LA FESTA PER I SCOLARI!
San Nicolò è il protettore di Mira, il paese in cui io vivo, che ha preso il nome proprio dal paese di origine del Santo, ovvero Myra una città della Licia antica regione dell'Asia Minore.
Da piccoli cantavamo una filastrocca molto vecchia insegnataci dai nonni che recita
" San Nicolò de Bari festa pa i scoeari, se a festa no faremo, ala maestra ghe daremo! "
Fino al tempo dei nonni i bambini usavano porre le loro scarpe la vigilia del 6 dicembre fuori dalla porta di casa e di notte il Santo sarebbe passato con il suo asinello per riempirle di doni, come Santa Claus-Nikolaus in Germania divenuto in seguito il Babbo Natale che tutti noi conosciamo...
8 DICEMBRE- LA MADONNA DEI CAVALLI...Rituale Pagano?
Festività antichissima molto territoriale legata all'antico territorio di Gambarare (sul quale ho condotto parte della mia tesi di laurea) antico vicus paleoveneto e romano, adiacente al porto fluviale che connetteva attraverso il fiume Brenta il mare e Patavium, Padova.
Questa festività trova origine nel mito e nel Culto Sacro che gli antichi Veneti offrivano ai Cavalli testimoniato da numerosissime necropoli e dall'esistenza di un culto religioso dedicato ai Dioscuri presso i fiumi. Reitia la Dea Veneta più importante era associata al cavallo e la tradizione spirituale è giunta fino ai nostri giorni con la festa di Gambarare che non è la "festa dell'Immacolata Concezione" ma la festa della " Madonna dei Cavalli".
Linguisti ed etnologi hanno riscontrato nel nome stesso della festa un indizio per comprenderne la sua reale natura, svincolata dalle tematiche religiose cristiane. Da documenti basso medievali (che ho potuto personalmente esaminare) infatti si parla di una " Domina equorum" ed in seguito " Ma- Donna de li cavali" quindi " Signora dei Cavalli".
L'istituzionalità della festa così come viene svolta in questi ultimissimi anni deriva dal 1933 ed è così detta perchè una statua dell'Immacolata viene portata per le vie del paese, che ricalcano l'antico corso del Medoacus major ovvero il Brenta, su un carro trainato da 12 pariglie di cavalli rigorosamente bianchi ( altro singolarissimo aspetto del culto ai cavalli di Diomede, ed era prescrizione per i Veneti di sacrificare cavalli rigorosamente bianchi) .
Nella processione il carro è seguito e preceduto da figuranti che procedono a piedi, soprattutto bambini e ragazze e la statua è avvolta da una nuvola di tulle rosa ed azzurro. Anche oggigiorno vengono eretti archi " di trionfo" dagli abitanti riempiti di fiori e sempreverdi, alle finestre vengono drappeggiate stoffe pregiate e decorate mentre si costruiscono occasionali altarini dove vengono sistemate statuette della Madonna, dei Santi e dei defunti.13 DICEMBRE- FESTA DE SANTA LUCIA
" De Santa Iussìa el fredo crùssia!"
Il freddo è veramente pungente è un tormento che crucia, che arriva fino alle ossa e per chi lo sente provoca dolori tremendi! In aggiunta all'umidità di questi territori beh, provare per credere!
L'accento sulla U di Iùssia /Lùssia/ Lucia è il femminile di "Lucius" da cui deriva la radice latina di Lux- luce. Nell'antichità romana significava " nata dalle prime ore del mattino" oppure "nata in periodo di luce". Tradotto in greco tardo divenne "Kùkia" con valore e significato per i cristiani di segno e promessa spirituale e quindi "messaggera di luce".
Sempre nel culto pagano romano-veneto, in questo periodo si celebravano ritualità rivolte alla dea Hekate- Ecate- Ichatèin, anche essa "portatrice di luce" Phosphoròs, colei che nell'inverno e nell'oscurità portava la Luce necessaria alla sopravvivenza.
"Santa Iùssia el xorno pi curto che ghe sia e la note pi longa che ghe sia"
A ridosso del Solstizio d'Inverno (21 dicembre) anticamente e per tradizione orale ci si era accorti che per un periodo di tempo a partire dal 13 dicembre il sole tramonta prima rispetto a tutti gli altri giorni dell'anno, e quindi l'oscurità avanzava più rapidamente. Inizialmente vi era Ecate la Luminosa che in quanto Dea potentissima reggendo la torcia illuminava egualmente la giornata buia, poi arrivò Lucia, santa della Luce che l'aiutò a reggere l'altra torcia in una continuità tradizionale.
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| HEKATE |
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| SANTA LUCIA |
21 DICEMBRE- SOLSTIZIO D'INVERNO- SAN TOMMASO
" De San Tomin le xornade le torna indrì"
Sostizio d'Inverno, le giornate iniziano ad allungarsi un
pochino...E' il ritorno della Luce, per i celti si trattava di Yule la festa della Luce, i Romani festeggiavano il Sol Invictus ed il Sol Indiges...per tutti i popoli il Sole ricominciava a ritornare.
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