Passa ai contenuti principali

Lo ZENGALE, Lo Scialle tradizionale delle donne Venete



LO ZENGALE, o Zuave, è uno scialle tradizionale  dalle origini antichissime che le Donne Venete, fiere e combattive, hanno portato da millenni e per millenni.


Costume Paleoveneto


















VENETULUS PALEOVENETO

La prima testimonianza dello Zengale è paleoveneta, infatti numerosi ex voto femminili raffiguranti nobildonne e/o Sacerdotesse nonchè la Dea Reitia stessa  ci dimostrano che lo scialle molto ampio coprente testa e spalle era un segno identificativo del Femminile. Le Donne Venete  erano, e sono, caratterizzate da un carattere forte, quell'essere piccantine ed autoritarie fossero esse nobili o popolane hanno sempre avuto un modo particolare di esprimere la propria femminilità: donne argute, decise, la battuta pronta, e consapevoli del proprio essere persone, oltre che donne. Queste caratteristiche venivano definite con un termine " morbin": questo brio, questa vivacità, questo modo  di sapersi districare tra le attenzioni degli uomini senza offendere, ma lasciando in qualche modo,

 aperta la strada per continuare a relazionarsi con gli altri
 senza per questo promettere nulla. 



Ragazza Veneziana con Scialle- Luigi da Rois- 1890
Le Donne Venete sono da sempre conosciute per il loro atteggiamento sornione ma molto autorevole, esse infatti sin dai tempi più antichi, hanno goduto di una fortissima emancipazione e soprattutto autonomia, dovuta dal fatto che Venezia ed il Veneto son sempre stati autonomi, di mentalità più aperta e molto meno bigotta del resto d'Italia. Il Cristianesimo non è mai riuscito ad attecchire in maniera violenta e soprattutto non ha avuto il potere di cancellare le usanze autoctone primigenie. Venezia è sempre stata una Repubblica indipendente, uno stato laico e fortemente identitario. Queste caratteristiche di Venezia erano dimostrate fisicamente dalle sue Donne, vivaci e spigliate. I Romani all'epoca delle unioni politico-territoriali con i Veneti descrissero le Donne Paleovenete come forti ed indipendenti, esse furono Sacerdotesse e detentrici dell'arte della Scrittura, potevano possedere ricchezze, ereditare nonchè governare la propria famiglia. Non vi era all'epoca il concetto di pater familias o dominus ma piuttosto una divisione di compiti specifica fra uomo e donna per il bene delle comunità venetiche. Le donne antiche combattevano e sapevano amare. 

Lo Scialle o Zengale ha una storia semplice e lunga,
dal " Venetulus" ovvero lo scialle lunghissimo  rituale e solitamente di colore azzurro che indossavano le progenitrici venetiche allo Zengale  che dal 1791  non venne più  chiamato venetulo o fazzoletto ma  " zendado, o zendàle, e si arricchì nuovamente, non solo  un grande scialle ma venne decorato con lunghe frange confezionato in seta, in pizzo, e, per le popolane più povere, in lana, tutti di vari colori o delicatamente ricamati.

LO SCIALLE MAGICO....
Le popolane erano molto più libere e felici delle donne nobili e nel veneto vi era e vi è ancora il detto che è la donna che sceglie l'uomo. Esse, con la loro eleganza e l'innata capacità seduttiva  utilizzarono questo indumento che poteva essere aperto, avvolto, coprire la testa, o maliziosamente lasciare leggermente scoperte le spalle per un'innocente quanto attraente mezzo per far avvicinare i giovani da cui si sentivano attratte. all'avvicinarsi del prescelto con un rapido gesto della mano prendevano un lembo dello scialle e lo facevano volteggiare a ricoprire la spalla, facendo svolazzare le lunghe frange ....le quali, quasi magicamente, andavano ad impigliarsi sui bottoni del futuro innamorato....piccole ragnatele colorate e delicate che impigliavano e imprigionavano il cuore dell'uomo.
Venezia - Tre ragazze avvolte nel tipico scialle veneziano,
 disposte in circolo, fissano l'obiettivo

Venezia. Donne avvolte nel tipico scialle veneziano
 riprese in viale Castro Pretorio nell'atto
 di trasportare recipienti tipici di Venezie 
e del Veneto sospesi ad un'asta. 1930






- informazioni tratte dal sito Venezia My Blog



PER FAVORE NON COPIA.INCOLLARE!
SE TI PIACE IL MIO LAVORO SCRIVIMI UN COMMENTO QUI SOTTO E TE NE INVIERO' GRATUITAMENTE UNA COPIA IN PDF!
GRAZIE!!! 


Commenti

Post popolari in questo blog

RITUALE DELLE CORNACCHIE NELLA RELIGIONE VENETA

I RITI DELLA SEMINA PALEOVENETI  Ottobre e novembre, periodo anticamente  chiamato Samonios dagli antichi , il periodo della semina e del ritorno dei mesi freddi era vissuto in modo molto serio dagli antichi veneti, i quali avevano istituito una ritualistica precisa ed indirizzata al rabbonirsi gli Spiriti dei luoghi rappresentati ritualmente dai corvi e dalle cornacchie. Per molti popoli antichi e moderni, la fertilità dei campi è ritenuta connessa con la buona disposizione degli Spiriti dei defunti e le anime dei morti erano molto spesso raffigurante come uccelli (arpie e striges italiche erano malefiche mentre nel culto pagano veneto i compagni di Diomede erano stati trasformati in uccelli ed erano benevoli) presenti anche nelle steli funerarie patavine.   In questo mio articolo cercherò di spiegare al meglio alcune ritualità del nostro nobile ed antico territorio. Due furono gli autori greci del IV secolo a.C  che ci hanno tramandato nello specifico ques...

Elenco delle Divinità Paleovenete

Prendete questa lista come un appunto frettoloso ma completo delle divinità onorate dai Veneti Antichi. Qui troverete nomi di Numina Sacra autoctoni ed antichissimi ed altri nomi di Dei e Dee assimilati nel culto veneto attraverso i contatti con la Grecia, la Cisalpina, le zone Retiche ed Illiriche e soprattutto con Roma.  Potete facilmente notare che il Panthèon era molto ricco e variegato, anche se la presenza più massiccia apparteneva alla Dea Reitia, Potnia Thèron, Signora degli animali e delle fiere selvagge, Sainate e potentissima. Seguiranno altre analisi più approfondite sul culto Venetico antico e riproposizioni attuali. Elena Rituale ai Dioscuri Alcomno Anguane Antenore Apollo Aponus Artemide Etolica Belatukadro Belenus Diana Minerva Veneta Diomede I Dioscuri Ecate Ecetia Eina Era Argiva Ercole Fauno Gerione Giunone Louccianus Loudera Ludrianus Reitia Mercurio Minerva Neptunus  Ninfe Pora Posèidon Reitia Saturn...

IL SACRIFICIO NELLA RELIGIONE ROMANA

dott.ssa Righetto Elena. © Quantità considerevoli di articoli e lavori son stati scritti in anni ed anni di studi riguardo la ritualità sacrificale propria della religio romana antica, pertanto questo mio lavoro dev’essere considerato un leggero resumèe adatto ad un pubblico di lettori che s’affacciano per le prime volte nell’interessante studio di questi argomenti.  Per uno studio più approfondito vi rimando alle fonti citate in bibliografia. Iniziamo dunque con la prima domanda che solitamente mi viene rivolta dai miei studenti di liceo: Cos’è un “Sacrificio”? Esso è un rito che permette agli esseri umani di creare un canale comunicativo con gli Dèi per rivolgere loro richieste e/o onorarli con banchetti sacri, inoltre la sua natura di pratica comunitaria ribadisce nell’esecuzione stessa, la gerarchia degli esseri che popolano la terra. A Roma il sacrificio era un rito compiuto dalla comunità (cittadinanza, famiglia…) la quale era rappresentata dal membro più ...