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Visualizzazione dei post da 2024

LE PECHE DEL MAZAROL - leggende venete e agordine

a cura di:  Elena Righetto e Alice Dell'Antone  Ciò che vi si propone in questo articoletto è l'analisi della figura curiosa del “ Mazarol” ma non solo tramite fonti e pubblicazioni scritte ma direttamente dalle parole di una “nonna”.  Giuseppina Gaz, 92 anni, abita a Brugnach ,frazione di Agordo, nella vita ha fatto per tanti anni la contadina e casalinga, circondata da animali. Racconta del Mazarol nel bosco dietro casa chiamato proprio “ Prà del Mazarol ”, situato tra la Vara dei schiep e " El pra del Tornichè ", confinante con Voltago agordino e Campedel di Taibon. La testimonianza, riportata quivi, è stata raccolta da una giovane e cara amica, Alice Dell'Antone, 21 anni, agordina, amante della natura sin dalla giovane età, grazie proprio alla nonna materna che l'ha sempre accompagnata, assieme a suo  fratello maggiore, a scoprire ed amare i boschi dell'Agordino, le sue piante e gli animali. Questa passione per il suo territorio le è rimasta tutt'...

LA MODA DEI VENETI ANTICHI

Anche nel mondo antico, il mondo dei Veneti, era fondamentale differenziare le varie figure del vivere civile e sacro attraverso l'abbigliamento. Poco si è parlato e si continua a divulgare al riguardo, soprattutto per le difficoltà oggettive di reperire reperti archeologici in quanto ovviamente caratterizzati da elementi e fibre tessili altamente deperibili. Per poterci avvicinare a questo mondo, ritengo sia fondamentale appoggiarsi ai dotti studi di Anna Bondini riguardanti l'abbigliamento e l'ornamento dei Veneti Antichi al Museo Nazionale Atestino e nell'intervento di Maria Stella Busana e Margherita Gleba riguardo l'uso del tessuto nei rituali funerari del Veneto antico.   In base alle fonti archeologiche si possono delineare diversi “costumi” in funzione di vari elementi quali l'età, la condizione e il ruolo sociale, quindi oltre alle figure tipiche dei guerrieri, dei mercanti e degli artigiani si possono identificare anche le serve, le giovini, le matro...

Reitia e Anna Perenna: divinità sorelle nel Veneto post romanizzazione

  Reitia, la Dea dei Veneti antichi e Anna Perenna, diviintà misteriose cui culti e pratiche rituali rimangono tutt'oggi oscure e difficili da indagare, furono associate nella loro essenza durante la fase di romanizzazione della Venetia e tracce di questo culto sincretico ( o quantomeno associato) si ritrovano nelle prove archeologiche e nelle fonti documentarie. Ara di Anna Perenna - Feltre - fonte ArcheoReporter Ci troviamo Feltre, al Museo Archeologico, innanzi ad un'ara sacrificale dedicata ad Anna Perenna, eretta in una fase nella quale la romanizzazione si stava completando e il gusto latino influì pesantemente negli usi e nei costumi dei Veneti Antichi, modificandone strutturalmente i paradigmi e le tradizioni. Tuttavia la famosa e coriacea resistenza dei Veneti era ben conosciuta ed apprezzata dai Romani i quali esaltavano la morigeratezza delle donne venete e la semplicità delle usanze di questo popolo da sempre loro amico, “socio” e alleato. Con la romanizzazione a...

La "defixio malefica" di Este: stregoneria in un'antica maledizione latina

Fonte dell'immagine:  M.S. Bassignano - disegno ricostruttivo della defixio di Este Fotografia personale - Museo Atestino -2024 Le “defixiones” o “defixionum tabellae” erano delle formule magiche incise su pietra o piombo che venivano scritte con dei particolari stili o chiodi. Le parole e le frasi incise erano particolarmente spietate e complesse , usate per danneggiare i rivali o le rivali nelle più disparate questioni di vita quotidiana (da maledizioni amorose a competizioni sportive, a problemi sul lavoro o contro familiari odiati). Si invitavano divinità infere ad accorrere per portare a termine il maleficio avendo cura di incidere ben chiaro il nome del soggetto o dei soggetti, cui la maledizione era rivolta. Le tavolette venivano infine interrate a livello simbolico in quanto le divinità infere, ctonie, albergano proprio nel sottosuolo. Le “defixionum tabellae” vanno inserite in un contesto più ampio riguardante la magia nel mondo antico e nella cultura italico-romana. Una v...

La "sacerdotessa-guerriera" dei Veneti Antichi: un unicum misterioso

  Appunti personali e analisi del manufatto a cura della dott.ssa Elena Righetto Appunti tratti  dal convegno: " Writing and Religious Traditions in the Ancient Western Mediterranean - Aula Magna Silvio Trentin, Cà Dolfin-  Evento finale del progetto SPIN coordinato dal prof. Calvelli  SaInAT-Ve. Sacred Inscriptions from the Ancient Territory of  Venetia . IL CONTESTO DEI BRONZETTI RITUALI - Cà Foscari, 24-11-2023 Intervento di A.R.Serafini e L.Zaghetto.  (APPUNTI TRATTI DAL CONVEGNO )  "Nel santuario di Vicenza Piazzetta San Giacomo son stati rinvenuti elementi militari, in successione diacronica che indica l'utilizzo continuo dell'area di culto dedicata ad azioni religiose militari per secoli. Presenza di laminette numerose. Cortei religiosi di uomini in armi seguiti da un corteo femminile aventi attributi sacerdotali (capo ammantato, situle, strumenti religiosi rituali nelle tasche o nella cintura quali chiavi, pugnali, fusi). Nel passaggio del ritu...

13 agosto– 15 agosto: Nemoralia, festa di Diana in Italia e nel Veneto.

I Nemoralia (conosciuti anche come Festa delle Torce o Festival di Diana) sono una festività celebrata dagli antichi romani, della durata di tre giorni, durante le Idi di Agosto (13- 15 Agosto) in onore della dea Diana, la chiesa cattolica ha adattato quei giorni di calendario alla Festa dell'Assunzione di Maria come ci ricorda Stazio  "È la stagione in cui la parte più cocente dei cieli sovrasta la terra e prende possesso del suolo, e Sirio, della costellazione del Cane Maggiore, così spesso colpito dal sole di Hyperio, brucia i campi ansimanti. È questo il giorno in cui il boschetto di Ariccia, grato ai re fuggitivi, diventa di fumo, e il lago, sapendo della colpa di Ippolito, brilla del riflesso di una moltitudine di torce; Diana stessa agghinda di ghirlande i cani da caccia che lo meritano e ripulisce la punta delle frecce e lance, e concede, agli animali selvatici, di stare al sicuro, e tutti gli Italiani dal focolare virtuoso celebrano le Idi Hecateane."  Stazio Sil...

Le madri “oscure”: la mare de san Piero e la barca de san Piero - tradizioni popolari venete

 Il  seguente brano è tratto dal mio libro "Calendario Tradizionale Veneto Pagano " edito da Intermedia Edizioni.  Per leggere in versione integrale il testo potete trovare il libro in tutte le librerie più fornite oppure online su Amazon o cliccando su questo link  Calendario tradizionale Veneto pagano ©Il materiale è coperto da copyright e diritto d'autore. Ogni copiatura e ogni utilizzo  non autorizzato verrà sanzionata a norma di legge. LE MADRI OSCURE E LA BARCA DE SAN PIERO  fonte immagine: milanofree.it “Otto giorni prima e otto giorni dopo comanda la Mare de san Piero” I temporali improvvisi, l’instabilità del tempo e le violente spesso sorprendenti perturbazioni della fine di giugno erano indicative del passaggio della terribile “ strega tempestara” , la madre di san Pietro, il santo che ha tradito Gesù non poteva che avere una madre tremenda e cattiva. In questo periodo scapperebbe di casa, cioè scappa dall’Inferno in cui san Pietro l’ha re...