Con il passare degli anni si tende a ritornare alle proprie origini, a ricercare le radici, perchè in fondo esse sono il mezzo per ritrovare la nostra vera essenza...Yves Montand

venerdì 21 ottobre 2016

IL SACRIFICIO NELLA RELIGIONE ROMANA




dott.ssa Righetto Elena. ©

Quantità considerevoli di articoli e lavori son stati scritti in anni ed anni di studi riguardo la ritualità sacrificale propria della religio romana antica, pertanto questo mio lavoro dev’essere considerato un leggero resumèe adatto ad un pubblico di lettori che s’affacciano per le prime volte nell’interessante studio di questi argomenti.  Per uno studio più approfondito vi rimando alle fonti citate in bibliografia.

Iniziamo dunque con la prima domanda che solitamente mi viene rivolta dai miei studenti di liceo:
Cos’è un “Sacrificio”? Esso è un rito che permette agli esseri umani di creare un canale comunicativo con gli Dèi per rivolgere loro richieste e/o onorarli con banchetti sacri, inoltre la sua natura di pratica comunitaria ribadisce nell’esecuzione stessa, la gerarchia degli esseri che popolano la terra.
A Roma il sacrificio era un rito compiuto dalla comunità (cittadinanza, famiglia…) la quale era rappresentata dal membro più importante in ordine gerarchico.  Si eseguiva un sacrificio per contattare esseri sovrumani quali Dèi, antenati e raramente gli Eroi e questa comunicazione si metteva in atto durante il sacrificio per mezzo dell’offerta. Queste potevano essere variegate, animate (cioè “dotate di  animus e quindi animali), o inanimate (non dotate di animus, quindi vegetali) ma anche da derivati come il miele, il latte, il vino, dolci, tortine, erbe spontanee, frutta…
Il Sacrificio dunque consisteva in un banchetto solenne offerto agli Dèi, seguito da un banchetto in cui i commensali umani si riunivano, ad eccezione del rito dell’Olocausto nel quale la vittima sacrificale veniva bruciata interamente, riproponendosi come il sacrificio animale di fatto più spettacolare e sentito. L’atto stesso dell’uccisione della bestia era molto sentito dai partecipanti ed officianti al rito, in quanto il legamen sangue-terra veniva rimarcato a livello arcaico, istintuale, senza scordare che all’uccisione si accompagnava il momento della divinazione che, come vedremo, consisteva nell’osservazione degli organi interni della vittima per trarne presagi.
Perché si sacrificava nella Roma dei Padri? Si compivano sacrifici per vari motivi, primo fra tutti l’onorare una divinità durante la sua festa annuale, per rendere grazie agli Dèi se si erano verificati dei benefici quali un ritorno a casa, una nascita, una guarigione, un raccolto abbondante, oppure nel caso del sacrificio divinatorio per ottenere una risposta ad una domanda. Un caso a parte il “Piaculum”, ovvero il sacrificio riparatore, compiuto per cercare di rimediare a mancanze di vario tipo riguardo a comportamenti verso le divinità ritenuti scorretti, ad esempio un semplice lavoro di manutenzione all’interno di un recinto sacro poteva essere mal visto dalla divinità e pertanto era necessario scusarsi con essa per il disturbo arrecato. Spesso si sacrificava anche per “curare” i prodigi che si manifestavano. Un “prodigio” era un avvenimento spesso spaventoso o assurdo che si verificava come ammonimento inviato dagli Dèi agli uomini per avvertire loro che qualcosa non va, qualcosa non funziona correttamente e che se non vi pongono rimedio sicuramente accadrà qualcosa di orribile e grave.
La procedura con la quale si impostava ed eseguiva un sacrificio era sostanzialmente sempre la stessa, consolidata dalla Traditio, che poteva variare secondo le occasioni. Prima d’iniziare era necessario selezionare gli animali, bestie domestiche quali bovini, ovini, suini o pollame e per i riti pubblici si prediligevano animali di grandi dimensioni, detti “Victimae”, parola che secondo i linguisti contiene al suo interno l’accezione di “prestigio”, quindi le vinctimae erano animali prestigiosi. Per i sacrifici domestici ed espiatori si utilizzavano bestie meno pregiate, più ridotte in dimensione, detti “hostiae”, tuttavia non devono avere difetti fisici perché come ci ricorda Plinio (Nat.Hist., 8, 183) “gli Dèi non gradiscono animali imperfetti” e bisognava fare attenzione anche al colore del pelo e soprattutto al sesso: agli Deì celesti erano sacrificati animali dal pelo chiaro, agli Dèi inferi quelli a pelo scuro, alle Dèe le femmine ed agli Dèi i maschi. Nettuno e Marte gradivano solo animali maschi e fertili mentre Giove preferiva maschi castrati. Queste regole che per noi possono sembrare oscure erano invece per i nostri Avi imprescindibili per la reale riuscita del sacrificio, che iniziava con una processione solenne per condurre animali e strumenti all’altare, accompagnata dalla musica di flauti per impedire che rumori non graditi disturbassero la cerimonia, in modo apotropaico.  Prima d’iniziare il rito veniva invocato il silenzio con la celebre ed evocativa formula del “FAVETE LINGUIS!”  ovvero “FATE SILENZIO” , con la quale si otteneva un silenzio favorevole alla concentrazione, poi si passava alla  “ Prefatio”, rito introduttivo attraverso il quale si creava il legame, il canale comunicativo fra uomini e Dèi, con libagione d’incenso e vino sul focolare, ovvero rispettivamente simbolo di Sovranità ed Immortalità , in sostanza il momento dell’invito agli Dèi di presenziare al banchetto. Segue la fase dell’ “Imolatio”, in cui si versava sulla testa dell’animale il vino e la “mola salsa” preparata dalle Vestali mescolando sale e farina. Poi si passava un coltello sulla schiena della Victima dalla testa alla coda tenendo la lama piatta( mimando la futura uccisione che veniva eseguita dagli schiavi), consacrando così l’animale che diventa proprietà degli Dèi. L’animale stordito con un colpo d’ascia o martello veniva sgozzato, il corpo aperto e lasciato all’indovino che controllava la corretta posizione degli organi nel corpo e soprattutto che il fegato non presentasse menomazioni. Se esso era perfetto allora in questo caso gli Dèi avevano gradito il sacrificio, al contrario se presentava problemi era indice che gli Dèi avevano rifiutato il dono in quanto in collera con gli uomini, quindi si credeva che fossero state le divinità ad aver manomesso il corpo prima del sacrificio proprio per mandare un messaggio agli uomini attraverso di esso .
La pratica detta “ Extispicium” veniva compiuta dagli Aruspici, tradizionalmente specialisti etruschi di divinazione e permetteva di controllare se la “PAX DEORUM” (concordia fra uomini e Dèi) era integra e spesso serviva anche a leggere il futuro.  Infatti gli organi estratti ed analizzati nuovamente da specialisti, erano in grado di indicare loro l’interpretazione di fatti politici o situazioni poco chiare della vita cittadina, consigliare se iniziare o meno una guerra etc.
Terminate le pratiche divinatorie, il corpo dell’animale veniva preparato dagli schiavi per essere mangiato: essi riservavano i cinque “exta” organi interni (fegato, peritoneo, polmoni, vescicola biliare e cuore) agli Dèi. “Exta” secondo il filologo antico Paolo Diacono (op.cit., 69, Lindsay) erano le “Parti eccelse”, ed a differenza del sacrificio greco in cui alcuni organi “splanchna” venivano messi su spiedi e mangiati in loco dai partecipanti, i Romani facevano bollire gli exta in una pentola o li arrostivano per deporli sull’altare della divinità cui era stato destinato il sacrificio. Si cuocevano gli exta come ulteriore momento di dialogo, contatto con gli Dèi perché essi se volevano manifestare un rifiuto tardivo del sacrificio, lasciavano gli organi a liquefarsi in acqua, mentre una cottura positiva indicava l’equilibrio della Pax Deorum e pertanto venivano portati sull’altare per essere cosparsi di mola salsa e tagliati. I Romani erano molto raffinati perché con questa procedura stavano a dimostrare che gli Dèi son esseri civili, mangiano come gli uomini la carne cotta, tagliata e condita con cereali e sale.
Al banchetto divino ovviamente seguiva quello umano! Ricordiamoci che questi momenti erano vissuti con estrema devotio dai partecipanti, ma non con uno spirito triste o negativo, certamente solenne e serio ma gioioso e festaiolo. La carne dell’animale veniva spartita nelle “sportulae”, ovvero in borsette, sacchettini che i partecipanti portavano a casa e consumavano con la loro famiglia, oppure la carne veniva venduta nelle macellerie così tutti potevano comprarla e partecipare al sacrificio anche se non avevano avuto modo di farlo di persona.  Devo aggiungere ad onor di cronaca che per i primi secoli dell’era di dominazione cristiana l’usanza di mangiare carne di animali sacrificati nel corso dei banchetti privati si rivelò essere una reale spina nel fianco per i cristiani stessi in quanto se essi venivano invitati dovevano prima accertarsi che il pranzo loro offerto non provenisse da riti in onore di “Idoli pagani”.
Dunque, a cosa serviva veramente il sacrificio? Ribadiva la gerarchia naturale degli esseri che abitano la Terra, perché al livello più basso ci son offerte vegetali ad animali e più in alto ci sono gli esseri umani che hanno la facoltà di disporre della vita di questi come vogliono. Fra gli uomini ci son altre gerarchie, gli schiavi a cui son affidati compiti umili (sporcarsi con il sangue, cucinare…) ed i cittadini che partecipano, dirigono il rito e mangiano le carni della vittima. Gli Dèi son in cima a questa gerarchia naturale, “Motori Immobili dell’azione”, che accettano il pranzo a cui son stati invitati e comunicano con gli uomini se la situazione della PAX DEORUM è compromessa o meno.

Qui di seguito vi propongo del materiale raccolto riguardo le varie offerte corrette alle divinità.


PENATES
Dei domestici-Ritus Romanus- Offerte: incenso, vino, dolci, focacce salate, carne di ovino e bovino. (fonti:Cicero, De Divinatione, II.39-Dionysius di Halicarnassus, Roman Antiquities, 2.2)

LARES FAMILIARES
Dei domestici-Ritus Romanus- Offerte: incenso, vino, frutti aromatizzati con la mola salsa, carne di agnello e maiale.Ghirlande di fiori per adornare il Larario. (fonti: Plautus, Aulularia-Plinius, Naturalis Historia, 21.11-Plinius, Naturalis Historia, 28.27-Varro in Nonius Marcellus, De Compendiosa Doctrina, Lindsay ed. p.554 1-2-Deutero-Servius, Aeneidos, 1.730-Ovidius, Fasti, 2.633-Valerius Maximus, Memorable deeds and sayings, 2.5.5-Horatius, Satries, 2.5.14-Horatius, Odes, 3.23.4-Tibullus, Elegies, 1.3.33 seq.)

GENIO / IUNO PERSONALE
Dei domestici-Ritus Romanus- Offerte: incenso, libagioni di vino, focacce di grano bollito e saltato (libum). Ai Saturnalia carne di montone o piccoli maialini. I sacrifici di sangue sono proibiti il giorno del proprio compleanno. (fonti: Persius, Satires, 2.1-3-Tibullus, Elegies, 2.6.8-Ovidius, Tristia, 5.5.12-Tibullus, Elegies, 4.6.14-Plinius, Naturalis Historia, 18.84-Varro in Censorinus, De Die Natali, 2.2-Horatius, Odes, 3.17.14-1)

MANES
Dei del sottosuolo- Ritus Romanus- Il banchetto può essere fatto anche in presenza del defunto stesso. Offerte: il vino non mescolato, latte fresco, il sangue delle vittime sacrificali, rose, viole, fagioli neri, mais salato, grano mescolato con il vino versate a terra in libagione senza bruciarle. Bruciare invece carne di  pecora, maiale, tori neri e vitelli.   (fonti:-Virgilius, Aeneidos, 5.55-103-Plinius, Naturalis Historia, 21.11-Ovidius, Fasti, 2.535-54)

MANIA-MATER LARIUM
Dea del sottosuolo- Ritus Romanus- Offerte: aglio, teste di papavero (che sembrano aver sostituito i  primitivi sacrifici umani dei bambini). Carne ovina. (Fonti: Macrobius, Saturnalia, 1.7.35 seq)

LARI / GENIUS LOCI
Dei domestici e ctonii-Ritus Romanus- Offerte:   frutti della Terra specialmente le primizie,il vino,le  ghirlande di fiori  che devon essere poste al suolo seguite dalla libagione. Carni di suino, giovenca, pecora ed  agnello. (fonti:Cato, De Agricultura 139 - 140-Apuleius, Apologia, 56.5-6-Apuleius, Florides, 1.3-4-Tibullus, Elegies, 1.1.19-24)

LARES COMPITALES
Divinità ctonie-Ritus Romanus- Offerte: carne di maiale lucidata di grasso. (fonte: Propertius, Elegies)
  
VESTA
Dea domestica-Romanus Ritus- Offerte: incenso e carne di pecora. (fonte: Cato, De Agricoltura 132-Ovidius, Fasti, 3.41).

CERERE
Dea ctonia- Secondo il Romanus Ritus  (una parte del culto celebrato sul colle Aventino corrispondeva ai Misteri di Eleusi ed è stato considerato Graeca Sacra e quindi non veniva incluso nel culto pubblico romano). Offerte:  torte di farro, incenso, sale, pane, primizie delle spighe di grano, foglie di quercia, vino, fave mescolate con il latte, carne di scrofa (a volte in stato di gravidanza).  (fonte:Cato, De Agricultura 134-Tibullus, Elegies, 1.1.11-18-Virgilius, Georgics, 1.338-349-Ovidius, Fasti, 2.520-Ovidius, Metamorphoses, 10.433-Macrobius, Saturnalia, 3.11.1).

TELLUS
Dea ctonia-Romanus Ritus- Offerte: torte di farro, carne di scrofa o vacca in stato di gravidanza. (fonte: Ovidius, Fasti)

IANUS /GIANO
Dio domestico (passaggi e porte) e celeste (inizo e fine). Ritus Romanus- Offerte: Incenso, Vino, Torte di Farro, miele ed alloro (strues). (fonti:Cato, De Agricultura 134-Varro, De Lingua Latina, 6.12).

GIOVE (DIVUS)
Dio celeste- Romanus Ritus- Offerte: incenso, vino novello, dolci (fertum), carne, torta di farro, frutta, carne di giovenca bianca, bue, pecora, agnello, castrato, suovetaurilia (ovini, suini e bue) e tori. Secondo i libri antichi, le vittime  erano solo dei  castrati. (fonti:  Cato, De Agricultura 134- Ovidius, Fasti, 1.83 seq.-Servius, ad Virg. Eclog., 8.82-Macrobius, Saturnalia, 3.10.)

GIUNONE  (DIVA)
Dea celeste- Romanus Ritus- Offerte: incenso, vino, carne di toro, pecora, agnello, suovetaurilia (ovini, suini e bue). (fonti: Catone, De Agricoltura 134 )

MARTE
Dio celeste-  Ritus Romanus- Offerte: farro, lardo, carne, vino, dolci (strues e fertum) suovetaurilia (ovini, suini e toro), toro, montone offerti  a crudo. (fonti:  Suetonius, Vita Divi Augusti, 1-Macrobius, Saturnalia, 3.10.)

SATURNUS
Dio ctonio e sotterraneo, fortemente legato alla terra italica "Saturnia Tellus", antichissimo e primordiale- Cultus Romanus et cultus Graecus- Offrte: vino, sangue, carne di maiale.

SALUS
Dea celeste e terrena, di origine arcaica- Ritus Romanus- Offerte: carne bovina.

MINERVA
Dea celeste- Ritus Romanus- Offerte: incenso, vino,  suovetaurilia (ovini, suini e toro), carne bovina.
  
VICTORIA
Dea celeste- Ritus Romanus- Offerte: incenso e carne bovina. (fonte: Ambrosius, Epistoles 18.3)

DIS
Divinità sotterranee- Ritus Romanus- Offerte: pecora nera ed altre vittime dal manto nero.(fonte: Valerius Maximus, Factorum et Dictorum Memorabilium, 2.4.5-Macrobius, Saturnalia, 3.9.10-1).

PROSERPINA
 Divinità sotterranea- Ritus Romanus- Offerte:  vittime dal manto nero.(fonte: Valerius Maximus, Factorum et Dictorum Memorabilium).

LIBER PATER
Dio ctonio-  Ritus Romanus (i Baccanali si intendono Graeca Sacra, cioè un rito straniero non incluso nel culto pubblico romano)- Offerte: dolci (liba) e  libagioni di mosto. (fonte:  Ovid, Fasti, 3.713-740-Plinius, Naturalis Historia, 18.).

NEPTUNUS
Dio acquatico- Ritus Romanus- Offerte: carne di toro, vino. (fonte: Macrobius, Saturnalia, 3.10.4)

DIANA
Dea celeste e ctonia- Ritus Romanus- Offerte: Torte di formaggio, torte di miele, torte di prezzemolo, carne di cerva bianca, capra e mucca. (fonte: Livius, Ab Urbe Condita, 25.12, 27, 23.5-Ovidius, Fasti, 1.387-388-Valerius Maximus, Factorum et Dictorum Memorabilium, 7.3.1)

CARNA
Dea domestica e ctonia-Ritus Romanus - Offerte: fagioli mescolati con acqua calda e farro, pancetta.  (fonti: Ovidio, Fasti).

ROBIGO
Dio ctonio- Ritus Romanus- Offerte: Incenso, vino,carne di cane e cuccioli non svezzati (sostituire con carne di animali commestibili dal manto rosso) oppure carne di pecora. (fonti: Columella, De Re Rustica, 342 seq.)

VULCANO
Divinità ctonia e distruttiva- Ritus Romanus- Offerte: vino rosso, pesci rossi, ed altri animali dal manto rosso. Anticamente venivano bruciati vivi. (fonte: Varro, De Lingua Latina, 6.20)

APOLLO
Dio celeste- Graecus Ritus- Offerte: vino,  torte di formaggio, torte di miele, torte di prezzemolo, corone di alloro, carne di toro. (fonti:  Macrobius, Saturnalia, 3.10.4)

ILITHYIA
Dea domestica-  Ritus Graecus (almeno nei Ludi Saeculare in quanto è una  delledivinità greche). Offerte:  torte di formaggio, torte di miele, torte di prezzemolo.

PRIAPUS
Dio domestico- Ritus Romanus- Offerte: latte e dolci (liba). (fonte:  Virgilius, Eclogae, 7.33-34)

                                                            LIBAGIONI PARTICOLARI

Dal Culto Greco prendiamo spunto per altre libagioni ad altre divinità:

VINO PURO NON MESCOLATO AD ACQUA : Agli Dei Celesti

ACQUA PURA: Agli Dei acquatici e domestici

NEPHALIA (ACQUA MISTA A MIELE O LATTE): Offerta a Memnosyne- Eos-Helios-Ninfe-Selene- Afrodite Urania.

MIELE-MELISPONDA: Libagioni funebri- Libagioni alle divinità Ctonie ma anche a tutti gli Dei come alle Ninfe, Helios ed Afrodite Melania. Nelle libagioni funebri "CHOAI" sono sempre triplici con miscela di acqua miele e latte e vanno sempre sotterrate. Prima si scava una fossa, poi si versa il latte ed il miele ad anche del vino dolce infine si versa l'acqua e si cosparge con bianca farina d'orzo.

LATTE CON MIELE ED ACQUA: Libagione alle divinità Ctonie come Hekate, Persefone, Cerere e Demetra l'Oscura.

LATTE –GALAKTOSPONDA: Libagioni ed offerte alle divinità Ctonie ed ai defunti.

OLIO- ELAIOSPONDA: Utilizzato nel rito greco come consacratore delle pietre che delimitano l'area sacra. Nei Trivi per Hekate e per i Lares Compitales,  si usa versare una goccia d'olio ed andarsene dopo aver compiuto un'adoratio in ginocchio. Viene inoltre usato per ungere le steli tombali e le statue/simulacri.


BIBLIOGRAFIA
Il Sacrificio, di Francesca Prescendi, L’Antichità  di Repubblica;
 Appunti di università e parti tratte dalla mia tesi di laurea.
 J.Champeaux, La Religione dei Romani.
 A. Zilkowski, Storia di Roma.
“Le religioni dell'Italia antica, in Storia delle religioni, II, a cura di G.Castellani”- A.L.Prosdocimi.
“Le religioni degli Italici, in AA.VV., Italia omnium terrarum parens, a cura di G.Pugliese Carratelli”.
“Augurium canarium. Appendici: Vernisera e altri auguri agrari Ceres e Cerialia. Sementivae e feriae delle semine”, in Scritti offerti a Ettore Paratore.
Tito Livio, Ab Urbe condita, 41, 15, 1-2 ;
Plinio (Nat.Hist., 8, 183);
Paolo Diacono (op.cit., 69, Lindsay);
Cicero, De Divinatione, II.39
Dionysius di Halicarnassus, Roman Antiquities, 2.2;
Plautus, Aulularia;
Plinius, Naturalis Historia, 21.11;
Plinius, Naturalis Historia, 28.27;
Varro in Nonius Marcellus, De Compendiosa Doctrina, Lindsay ed. p.554 1-2;
Deutero-Servius, Aeneidos, 1.730;
Ovidius, Fasti, 2.633;
Valerius Maximus, Memorable deeds and sayings, 2.5.5;
Horatius, Satries, 2.5.14;
Horatius, Odes, 3.23.4;
Tibullus, Elegies, 1.3.33 seq.
Persius, Satires, 2.1-3;
Tibullus, Elegies, 2.6.8;
Ovidius, Tristia, 5.5.12;
Tibullus, Elegies, 4.6.14;
Plinius, Naturalis Historia, 18.84;
Varro in Censorinus, De Die Natali, 2.2;
Horatius, Odes, 3.17.14-1);
Virgilius, Aeneidos, 5.55-103;
Plinius, Naturalis Historia, 21.11;
Ovidius, Fasti, 2.535;
Macrobius, Saturnalia, 1.7.35 seq;
Cato, De Agricultura 139 – 140;
Apuleius, Apologia, 56.5-6;
Apuleius, Florides, 1.3-4;
Tibullus, Elegies, 1.1.19-24







giovedì 1 settembre 2016

Preghiere classiche e le 66 adorazioni ad Hekate

Io celebro te, dalla veste color zafferano
Io celebro te, incoronata di stelle
Io celebro te, Signora dei mastini
Io celebro te, Portatrice di luce
Io celebro te, dai serpenti cinta
Io celebro te, Signora della magia
Io celebro te, Guardiana del cancello
Io celebro te, oh Salvatrice
Io celebro te, Detentrice delle chiavi
Io celebro te, Figlia delle stelle
Io celebro te, Regina degli aurei mondi
Io celebro te, Regina della terra, del cielo e del mare
Io celebro te, Veggente dell'invisibile
Io celebro te, Conoscitrice dello sconosciuto
Io celebro te, in triplice forma
Io celebro te, Latrice delle torce
Io celebro te, Signora della luna
Io celebro te, Nutrice dei giovani
Io celebro te, che celebri con Dioniso
Io celebro te, la più amabile
Io celebro te, oh Sepolcrale
Io celebro te, che parli da sotto terra
Io celebro te, incoronata con foglie di quercia
Io celebro te, Errante notturna
Io celebro te, da lungi Lavoratrice
Io celebro te, Regina degli inferi
Io celebro te, Amica di Persefone
Io celebro te, Avversa al male
Io celebro te, Guida delle anime
Io celebro te, Compagna di Hermes
Io celebro te, Amante della solitudine
Io celebro te, Mandante dei sogni notturni
Io celebro te, oh Potente
Io celebro te, Guida del sentiero
Io celebro te, Dea celestiale
Io celebro te, Splendente stella lunare
Io celebro te, la più onorata tra gli dei e gli uomini
Io celebro te, dalla coorte di fantasmi
Io celebro te, Danzatrice del cammino sconosciuto
Io celebro te, Anima del mondo
Io celebro te, Figlia di Perse
Io celebro te, Messaggera senza confini
Io celebro te, dagli occhi di fuoco
Io celebro te, che porti i fieri marchi
Io celebro te, che recidi le corde
Io celebro te, che stai a guardia della porta
Io celebro te, Madre oscura
Io celebro te, Insegnante dei sacri misteri
Io celebro te, che ti diletti in rituali
Io celebro te, sia luce che ombra
Io celebro te, Signora dei crocicchi
Io celebro te, dalle sacre fiamme
Io celebro te, che governi la spirale della vita
Io celebro te, che invii le tempeste
Io celebro te, Regina dei titani
Io celebro te, Oscura notte
Io celebro te, Cagna immensa
Io celebro te, Elargitrice di molteplici benedizioni
Io celebro te, adorata da Zeus
Io celebro te, Assassina dei Clitii
Io celebro te, Condotta da dragoni
Io celebro te, Vergine generatrice
Io celebro te, Signora delle streghe
Io celebro te, Dea del reame ombroso
Io celebro te, Signora di vita, morte e rinascita
Io celebro te, mia Signora



GRANDE EVOCAZIONE A ECATE
Ecate! Detentrice delle chiavi e Regina dei titani!
Con il miele,la fiaccola e la chiave ti rivolgo la mia richiesta. 
Tu dell'albero del potere,
Che guidi i viandanti con le tue torce
e sei onorata dall'alto. 

Tu altera! Signora delle arti magiche! Vergine erbana! 
Colei che è sulla soglia e vaga nella notte,
Ascoltami!
Emergi dalla tua grotta, 
e presenzia a questo rito.

Nel cuore della notte io spargo le ceneri,
sussurrando suoni magici.
SI - evoco te!Io evoco te!
Per tre volte tre, io evoco te! 

Ecate! La delicata e splendida nutrice! 
Con il miele, il cordone e la chiave io ti rivolgo la mia richiesta. 
Tu che doni la vittoria,
Uccidi il gigante guerriero, 
e privi della luce della lanterna.

Tu terribile! Guida agli incroci! Figlia della Notte!
Colei che richiama i draghi e ferma le stelle,
Ascoltami!
Rivolgi il tuo sguardo al futuro, 
e rendimi più forte. 

Io annuncio a suon di trombe il tuo nome ai cavalli, 
e ti richiamo con gran timore e paura.
Evoco te, io evoco te,
Per tre volte tre, io evoco te!

Ecate! L'amabile e vestita coi colori dello zafferano! 
Con il miele, il coltello e la chiave ti rivolgo la mia richiesta.
Tu che sei trainata dai buoi,
fai tremare le querce,
e conosci ogni cosa.

Signora delle tempeste! Guardiana delle figlie! Sorella delle stelle!
Tu che agiti i mari e provochi i venti,
Ascoltami!
Concedimi udienza,
e donami la tua benedizione. 

Il tuo arrivo è preannunciato dal segugio, dal serpente e dallo spettro,
e il tuo passo fa gemere e sanguinare la terra.
Ecate!Evoco te!Io evoco te!
Per tre volte tre, io evoco te!



Oh io ti chiamo Detentrice delle Segrete Chiavi,
Signora della Notte
Dea di ogni Malia
Io ti invoco Ecate
Ascoltami mentre pronuncio il tuo nome
Tu sei la dea trivia dei crocicchi
Regina della vecchiaia, Fiamma della Strega
Ti cerco attraverso il Cancello della Luna
Signora delle Terre Ombrose
Sono solo nel Cerchio della Notte
Come Seguace ed Amante
Mi offro a te
Lascia ch'io senta il tuo Oscuro Abbraccio
Oh, Infera Regina dagli occhi verdi.

The Call unto the Dark Queen
I call to you Keeper of the Secret keys,;
Mistress of the Night side;
Goddess of all Witchcraft;
I call to you Hecate;
Hear me say your name;
You are Goddess of the Three roads;
Witch flamee, Queen of old;
Through Lunar Gate I seek you;
Lady of Shadowlands;
In Night's Circle I stand alone;
As Follower and Lover;
Offered unto you;
Let me feel your Dark Embrace;
o green-eyed Queen of Hell.

da "Queen of Hell" di Mark Smith



Preghiere a Proserpina
Apuleio: Le Metamorfosi o L'Asino D'oro

Seu nocturnis ululatibus horrenda Proserpina
triformi facie larvales impetus
comprimens terraeque claustra cohibens lucos diversos inerrans 
vario cultu propitiaris;

- Tu Proserpina, che la notte con le tue urla spaventose 
e col tuo triforme aspetto freni l'impeto degli spettri
e sbarri le porte del mondo sotterraneo, errando qua e là per le selve,
accogli propizia le varie cerimonie di culto -

- Salve, salve, salve, Dea dai volti luminoso e oscuro,
amata figlia della madre potente, regina degli inferi
e di tutto ciò che è occulto, placa la tua ira
e torna nelle braccia di tua madre, e sorridi a noi mostrando il volto benevolo e luminoso. -


Invocazione dai Papiri Magici Greci
"Vieni a me, O Amata Signora, Selene dalle tre facce; 
ascolta con benevolenza i miei Sacri Canti; 
Ornamento della Notte, giovane, Portatrice di Luce ai Mortali, 
O Figlia del Mattino che cavalchi i Fieri Tori, 
O Regina che guidi il tuo carro al fianco
di Helios, che con la Triplice Figura
Della Triplice Grazia danzi e ti diverti con
Le Stelle. Sei la Giustizia, la trama delle Moire: 
Klotho e Lachesi e Atropo
Trifronte, Sei Persephone, Megaira, 
Allekto, Multiforme, che armi le tue Mani
Con Temibili e Tetre lampade, che scuoti i tuoi sonagli
Di spaventosi Serpenti sul tuo capo, che sfai nascere
Il Ruggito dei Tori dalle tue labbra, il cui Grembo
è vestito con squame di esseri Striscianti, 
Con Velenose sonagli di Serpenti lungo la Schiena, 
che la legano con Orribili Catene, 
Piangente nella Notte, Volto Taurino, adorabile Solitudine, 
Testa di Toro, Hai dei Tori gli occhi, la Voce
Dei Cani; Nascondi le tue Forme in Zampe di Leoni, 
Le tue caviglie hanno l’aspetto del Lupo, Cani Feroci ti sono
cari, perché ti chiamano Hekate, 
Hai mille nomi, Mene, dividi l’Aria come
l’amazzone Artemide, Persephone, 
Cacciatrice di Cervi, splendente nella notte, Selene dal
triplice suono, dalla triplice testa, dalla triplice voce, 
triplice sommità, triplice faccia, triplice collo, 
E Dea della Triplice Strada, che mantiene
un instancabile Fuoco Ardente in Tre Cesti, 
E Tu che spesso frequenti la Triplice Strada
E regoli le Triplici Decadi, su di me
che ti sto Chiimplorando d’ esser Graziosa e Lieta e Benevola
Tienine conto, tu che proteggi il vasto Mondo
Di Notte, prima che i Demoni si scuotano di Paura
E gli Dei Immortali tremino, Dea che
Esalti gli Uomini, Tu dai Molti Nomi, che reggi
una Fiera Progenie, Occhi di Toro, Cornuta, Madre degli Dei
E degli Uomini, e Natura, Madre di Tutte le Cose, 
Per te che frequenti l’Olimpo, e il vasto
E sconfinato Abisso che attraversi. Inizio
E Fine sei Tu, e tu sola regoli Tutto. 
Ogni cosa è per Te, e tu per Tutte le Cose, 
Eterna, fai giungere la loro Fine. 
Come un’infinita fascia ti avvolge le Tempie
Tu indossi le Grandi Catene di Krono, indistruttibili
E irremovibili, e Tieni tra le
Tue Mani uno Scettro d’Oro. Lettere attorno al
Tuo Scettro furono scritte da Krono in persona e date
A Te per tenerle indosso saldamente: 
Dominatrice e dominata, conquistatrice dell’Umanità, 
E della Forza; anche il Caos, governi. 
Ave, Dea, e in attesa de i Tuoi Epiteti, 
Brucio per te questa Erba, O Figlia di Zeus, 
Amazzone, Santa, Dea dei Porti, 
Che ti aggiri per le Montagne, Dea dei crocevia, 
O Nascosta e Notturna, e Infernale, 
Dea dell’Oscurità, Silenziosa e Temibile, 
O Tu che pasteggi tra le Tombe, 
Notte, Oscurità, Grande Caos: Solida
Necessità di Fuga sei Tu; Tu sei Moira e
Erinne, Tormento, Giustizia e Distruttrice, 
E mantieni Cerbero in Catene, con filari
Di Serpenti sei Scura, O Tu dalla chioma
Di Serpenti, che bevi Sangue, 
Che porti Morte e Distruzione, e che banchetti
Sui Cuori, Mangiatrice di Carni, che divori coloro che Prematuramente
sono morti, e Tu che fai risuonare il Dolore
E diffondi la Pazzia, rispondi ai miei Sacrifici, 
E ora per me esaudisci questa mia Richiesta." 



venerdì 25 settembre 2015

Feste, tradizioni e lavori agricoli di SETTEMBRE

" L'autunno è di natura di una certa temperanza.
La parte migliore di questa stagione è quella che sta in mezzo.
Giova a coloro che gradualmente si avviano ai contrari.
Nuoce, per altro, alle complessioni ben temperate.
Si rimedia al suo danno usando alimenti umettanti,
cioè di natura umida e stando nel bagno."


SETEMBRE SETEMBRIN, EL MESE CHE SE FA EL VIN!
Settembre ha questo nome perchè nel calendario stabilito da Romolo era il settimo mese dell'anno. Negli ultimi decenni del I sec. d.C l'imperatore Domiziano tentò di cambiarne il nome in "Germanicus" ma come ben sappiamo non ebbe successo.E' il nono mese dell'anno secondo il calendario gregoriano, conta 30 giorni e si colloca nella seconda metà di un anno civile.
 
 
I segni zodiacali del mese sono Vergine e Bilancia ed è  anche il mese che segna il passaggio dalla stagione estiva a quella autunnale: l'equinozio avviene infatti tra il 22º e il 23º giorno del mese.



Nell'antichità romana dal 4 al 19 settembre venivano celebrati i LUDI MAGNI dedicati a Giove, detti anche Ludi Romani, istituiti per tradizione da Tarquinio Prisco mentra il 13 settembre si celebrava l'EPULUM IOVIS in cui invitavano gli dei a partecipare alla festa, cosa che facevano simbolicamente attraverso le loro statue, disposte su ricchi letti con cuscini morbidi, detti pulvinaria. Questi letti erano posti nella zona più onorevole della tavolata e gli dei erano serviti di ricchi piatti, il cui consumo era effettuato dagli epulones.

SETTEMBRE, PREPARA IL TINO PER LA VENDEMMIA

Settembre, storicamente il mese dedicato alla vendemmia, ci regala succosa uva e vino ottimo (si spera!). Il tempo per la raccolta dell'uva è legato all'umore climatico della stagione, anticipata o posticipata. Da sempre la vendemmia rappresentava la grande festa delle vigne e dei filari; quanti di noi sin da bambini andavano a dare una mano a vendemmiare da parenti o in casa propria?
Fino a qualche decennio fa, nelle zone rurali, all'alba tutti i partecipanti alla vendemmia seguivano a piedi il carro trainato dal bue, dal cavallo o dal musso (asino) per raggiungere la vigna.  Sul carro c'erano i tini ed i bambini mentre nei cesti ancora vuoti venivano riposte le vivande, " pan, formajo, saeado, vin, acqua" per la merenda di metà mattinata. Nel vigneto, uomini e donne iniziavano a cogliere grappoli d'uva riponendoli nelle ceste le quali quand'erano colme, venivano svuotate nel tino e nel momento in cui anch'esso si riempiva, uomini e donne entravano in fattoria dove iniziava la pigiatura nelle cantine. Di sera, nell'aia della fattoria o della casa dei contadini , una tavolata riuniva tutti i partecipanti fra risate, scherzi, cibo " de casada" e forse qualche amorazzo...



Eugène de Blaas- Il flirt


RITUALI

Un rituale propiziatorio (notizie ancora ci vengono dal Polesine) molto sentito consisteva nel far correre davanti ai filari di vite che l'indomani sarebbero stati vendemmiati, un giovane adolescente con il capo ornato da tralci di vite ( rimando al giovane Diòniso- Bacco - Liber) tenente in mano una torcia accesa. Concluso il giro la posava a terra lasciando che si consumasse, mentre altri giovani organizzavano i balli disponendosi in cerchio e mangiando dolci preparati con il mosto (Sùgoli in rovigotto).

                                                          
Return- Sarachmet


In santuari montani (Lauco)
ed altri rurali, si credeva che la Madonna concedesse ai bambini nati morti la possibilità di resuscitare temporaneamente per ricevere il Battesimo, tramite un rituale oscuro celebrato dal sacerdote e due suore con alcuni fedeli laici. Si dice che i genitori assistessero al rituale miracoloso osservando i loro bambini che " movevano lievemente li occhi et li arti" mentre il sacerdote impartiva al corpicino il sacramento prima che esso ritornasse allo stato di morte definitivo.


PREVISIONI EMPIRICHE

 
  Previsioni meteorologiche della luna nuova di settembre, osservazione della fase lunare nei primi tre giorni e nell'ottavo giorno che si è formata la luna nuova per trarre superstizioni ed indicazioni meteorologiche per sette lune.

SUPERSTIZIONI 


  Sant'Egidio aiutava contro gli attacchi di panico e terrore, Santa Rosalia era invocata contro i terremoti, Santa Regina di Alise contro la scabbia e le malttie veneree, San Nicola da Tolentino aiutava oppressi e bambini malati, Santa Ildegarda di Bingen invece aiutava contro ogni genere di malanno, se invece avete paura dell'Inferno chiamate in vostro soccorso Sant'Eustachio!


SAGRE, PROCESSIONI, MERCATI

Numerosissime son le sagre ed i mercati d'inizio autunno per festeggiare e vendere i prodotti agresti dei primi raccolti, della vendemmia e dell'uva, inoltre si usava definire i nuovi prezzi di prodotti, affitti, terreni e bestie.
Il 1 settembre, Sant'Egidio preparava alla vendemmia, quindi tutti i contadini mettevano appunto le attrezzature, invitavano parenti ed amici a dare una mano, depuravano e pulivano le botti con acqua bollente, cenere, buccie di mele ed alloro e con lo zolfo.

L'8 settembre si inizia per tradizione (attualissima) la transumanza delle bestie (giovenche, buoi, cavalli, pecore e capre) verso valle dai monti. Grandissime feste tutt'oggi celebrano quest'evento ( 4 ottobre a Bressanvido di Vicenza-  5 ottobre San Pietro in Gu-  25 settembre Asiago- 24-27 settembre San Martino di Castrozza e Cadore  CLICCAQUI)  

 La transumanza era un viaggio pieno di pericoli legata a leggi non scritte ma rispettate da tutti.



REGATA STORICA DI VENEZIA


La regata storica si svolge la prima domenica di settembre, fin dal 1300 e le regate in laguna sonper tradizione dedicate alle donne di nome Maria a cui partecipavano imbarcazioni a venti remi con lo scopo di addestrare i giovani all'arte del remare, arricchire le flotte di abili rematori e tenere in allenamento i marinai degli equipaggi della favolosa marina veneziana mercantile e militare. Nel 1315 il Senato della Repubblica Serenissima emanò il primo decreto che regolo lo svolgersi delle ragate, che divennero presto spettacoli ufficiali, sontuosi e celebrativi. Ogni anno la regata storica di Venezia si ripete, superando guerre, mode, tempi e bufere politiche, perchè la tradizione veneziana è dura a morire!
 

RIVIERA FIORITA 2015
La domenica successiva solitamente anche la Riviera del Brenta si riempie di colori e fiori, con la storica Riviera Fiorita!
Anche quest'anno, seppur ferita profondamente ed irrimediabilmente dal TORNADO
che l'8 luglio 2015 ha distrutto buona parte della zona in cui vivo, la gente della Riviera ha voluto rialzarsi in piedi con dignità realizzando l'ennesima edizione, forti del sangue e della vitalità dei nostri avi!

Altre feste importanti da ricordare sono :
 

-Pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Luggau  da Cima Sappada a Sappada centro, originata da un voto fatto nel 1800 per evitare che la peste decimasse tutto il bestiame.
 

- Madonna dell'Angelo di Caorle, ogni 5 anni ed anche quindi ques'anno viene celebrata la processione natante.
Secondo la tradizione, il Santuario della Madonna dell’Angelo è stato edificato attorno al secolo VI dagli abitanti di Concordia Sagittaria che, emigrati nell'isola per sfuggire alle invasioni barbariche, dedicarono la piccola costruzione a San Michele Arcangelo. La leggenda narra che alcuni pescatori videro una statua lignea raffigurante la Madonna galleggiare sulle acque del mare: questa era sorretta da un blocco di marmo molto pesante e gli sforzi dei pescatori per portarla a riva furono vani. Solo un gruppo di fanciulli, con il tocco innocente e delicato delle loro mani, riuscì nell'intento; in seguito all'avvenimento prodigioso, gli isolani decisero di dedicare la chiesa anche alla Beata Vergine: da qui il nome di Madonna dell'Angelo.
MADONNA DELL'ANGELO DI CAORLE 2015



BIBLIOGRAFIA:
- Lunario. calendario rurale veneto-friulano. Renato Zanolli.
-Calendario- A.Cattabiani
-Lunario- A. Cattabiani
-L'anno i mesi e i giorni nella cultura popolare del Veneziano. Proverbi modi di dire tradizioni- M.Poppi
- La religione dei romani- J. Champeaux


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