Per onorare l'idea della rievocazione storica che si terrà Domenica 19 aprile alle ore 17 nel Colle del Montirone (Abano Terme- Padova)"Il Principe Tiberio e l'Oracolo di Gerione"
a cura delle Associazioni: VENETKENS - VENETIA VICTRIX - MOS MAJORUM - MILITES TORMENTA in occasione della riapertura del parco e la rimessa in funzione di un'antica fonte temale ho deciso di riproporre un mio precendente articolo pubblicato per la rivista "HELLENISMO" lo scorso anno.
a cura delle Associazioni: VENETKENS - VENETIA VICTRIX - MOS MAJORUM - MILITES TORMENTA in occasione della riapertura del parco e la rimessa in funzione di un'antica fonte temale ho deciso di riproporre un mio precendente articolo pubblicato per la rivista "HELLENISMO" lo scorso anno.
L’ORACOLO DI GERIONE
Già a partire dalla metà del I sec.a.C. quando oramai la
Venetia era entrata completamente a far parte dello stato romano, la zona
termale euganea cominciò ad assumere importanza sempre più rilevante ed il
primitivo centro religioso paleoveneto , compreso fra il colle di San Pietro
Montagnon ed il colle Castello iniziò a svilupparsi maggiormente soprattutto
verso est ovvero Montegrotto ed Abano. Il centro iniziò ad assumere connotati
non solo religiosi e cultuali ma anche residenziali e funerari, con intensa
attività edilizia durante la quale vennero costruiti numerosi centri termali e
residenze private. L’area più antica del centro termale aponense rimase
tuttavia il cuore pulsante e spirituale dei colli Euganei fra l’area di
Montegrotto ed il Montagnonne, la “Fons Aponi”, ovvero la Fonte di Apono, nume
tutelare delle fonti ribollenti che diedero per tradizione tramandataci da
Claudio Claudiano “i natali ad Antenore”. Le fonti termali euganee vennero
considerate sacre e salutifere dall’età paleoveneta più antica, luoghi di culto
salutari e profondamente legati alla religiosità pagana dei Veneti e degli
Euganei. Accanto all’antichissimo culto
delle acque termali ed ad altri culti ad esso collegati dei quali possediamo
solamente testimonianze epigrafiche, di particolare importanza religiosa
connessa al potere salutifero delle acque termali vi fu l’istituzione oracolare
legata al mitico “demone” infernale Gerione ed al suo uccisore, Eracle. Nella
zona sottostante e vicina alla chiesa
parrocchiale di S.Pietro Montagnon sono state ritrovate delle “sortes
oracolari” ed un’iscrizione murata nella sacrestia della chiesa dei S.S. Pietro
ed Eliseo testimonia l’esistenza di una struttura oracolare presente nella zona
aponese dalla funzione strettamente legata al “daimon Gherion”.
Svetonio accenna ad una sosta di Tiberio presso il “fons Aponi” per consultarne l’oracolo gerioneo ed il poeta Claudiano in un suo carmen scritto appositamente per descrivere la bellezza ed i culti religiosi della zona, accenna alla presenza di solchi incavati da Ercole sulla roccia che venivano mostrati ed onorati ancora al suo tempo. La saga erculea narra che l’eroe dopo aver ucciso in Spagna un mostro tricorpore di nome Gerione si diresse e superò le Alpi, poi seguendo la costa tirrenica arrivò nel Latium dove avrebbe affrontato il mostro Caco, dopociò raggiunse la Sicilia. La zona di “fons Aponi” pertanto risulterebbe decisamente estranea a questa versione della leggenda del percorso di Eracle attraverso le terre di Hesperia, Saturnia Tellus, l’Italia, tuttavia questa circostanza secondo Luciano Lazzaro è dovuta all’eccezionale diffusione che l’antica saga dell’eroe “italico” ebbe sino a diventare una sorta di “vulgata mistica”. Non sorprende la presenza di un importante culto tributato al leggendario Gerione nella zona termale aponese poiché il mostro (in questo caso divenuto Numen Tutelare e Genius Locii) assumeva carattere di eroe abitatore della zone infere dalle quali attraverso spiragli e spelonche, comunicava con i mortali e necessitava di tributi ed offerte. Gerione venne dipinto nella “Tomba dell’Orco” a Tarquinia e posto accanto ad Ade e Persefone, inoltre anche Virgilio ne sottolineò la natura infernale ed alla sua “forma tricorporis umbrae” mentre Orazio lo ricorda come “Ter amlus Geryon” parlando delle piaghe infernali. Come in altri casi, il culto di una divinità Triforme nel Veneto è ben documentato con la presenza di Hekate e della stessa “ Dea Veneta” Reitia, inoltre Eracle era associato alla figura di Apollo e di Ermes, come i Dioscuri alla figura del Timavo (altro Numen protector locii). La natura stessa del luogo termale inoltre esplica la presenza di un oracolo legato a questo culto infero e ctonio: le acque fumanti, le colline vicine fra loro e gli anfratti della roccia erano il luogo adatto per l’insediamento del Nume oltre che per le Divinità dell’Oltretomba e della Morte ma anche un Dio legato alla potenza benefica delle acque salutifere fuso con lo stesso numen tutelare delle fonti il venetico Aponus in un unione che faceva risaltare l’eterno contrasto fra morte e vita, morbo e salute ma anche fra il calore delle acque vulcaniche che poteva uccidere ma se sapientemente e ritualmente utilizzato, portava alla guarigione. Convivenza di elementi contrari e tremendi. In Gallia il demone Gerione veniva rappresentato come divinità acquatica collegata spesso con il dio Vulcano il quale era venerato anche nella zona Euganea definita da Cluadiano “ Regio Vulcanica”. L’origine del culto a Gerione ed ad Eracle nella zona paleoveneta di “fons Aponi” potrebbe essere ricondotta (secondo il Ciaceri) all’importazione in Italia Settentrionale da parte dei soldati di Dionigi di Siracusa che arrivarono ad Adria nel momento di massima espansione siracusana i quali inoltrati nella terraferma, alla visita dell’oracolo ad un eroe locale, Aponus, credettero che non si trattasse altro che Eracle e del culto tributato a Gerione. Recentemente il Braccesi ha sottolineato che in tutta l’area patavina sono attestati numerosi miti di origine greca (a differenza di altre zone d’Italia settentrionale) primo fra tutti il mito di Antenore il leggendario Troiano fondatore di Padova ma anche quello di Diomede presente alle foci del Timavo e quello di Eracle come “eroe mitico” della zona euganea. Le recenti testimonianze archeologiche hanno dimostrato che l’origine del culto tributato a Gerione risultò da una sovrapposizione ad un culto locale, infatti le popolazioni paleovenete che abitavano la zona di “fons Aponi” avevano da lungo tempo un oracolo collegato alle acque termali ed alla loro potenza. I Veneti antichi avevano sviluppato una forma di religiosità molto raffinata e legata indissolubilmente all’acqua e quando essi vennero a contatto in forma maggiore con la cultura greca e romana vollero dar lustro alle loro antiche e potenti istituzioni religiose fondendo nel culto oracolare tributato al Numen locale Aponus con quello che Greci e Romani riservavano a Gerione. Si tratta di un culto collegato ad un substrato greco che solo successivamente venne assimilato alla leggenda di Eracle. Questo è il classico esempio di un’interpretatio di una divinità strettamente locale.
Svetonio accenna ad una sosta di Tiberio presso il “fons Aponi” per consultarne l’oracolo gerioneo ed il poeta Claudiano in un suo carmen scritto appositamente per descrivere la bellezza ed i culti religiosi della zona, accenna alla presenza di solchi incavati da Ercole sulla roccia che venivano mostrati ed onorati ancora al suo tempo. La saga erculea narra che l’eroe dopo aver ucciso in Spagna un mostro tricorpore di nome Gerione si diresse e superò le Alpi, poi seguendo la costa tirrenica arrivò nel Latium dove avrebbe affrontato il mostro Caco, dopociò raggiunse la Sicilia. La zona di “fons Aponi” pertanto risulterebbe decisamente estranea a questa versione della leggenda del percorso di Eracle attraverso le terre di Hesperia, Saturnia Tellus, l’Italia, tuttavia questa circostanza secondo Luciano Lazzaro è dovuta all’eccezionale diffusione che l’antica saga dell’eroe “italico” ebbe sino a diventare una sorta di “vulgata mistica”. Non sorprende la presenza di un importante culto tributato al leggendario Gerione nella zona termale aponese poiché il mostro (in questo caso divenuto Numen Tutelare e Genius Locii) assumeva carattere di eroe abitatore della zone infere dalle quali attraverso spiragli e spelonche, comunicava con i mortali e necessitava di tributi ed offerte. Gerione venne dipinto nella “Tomba dell’Orco” a Tarquinia e posto accanto ad Ade e Persefone, inoltre anche Virgilio ne sottolineò la natura infernale ed alla sua “forma tricorporis umbrae” mentre Orazio lo ricorda come “Ter amlus Geryon” parlando delle piaghe infernali. Come in altri casi, il culto di una divinità Triforme nel Veneto è ben documentato con la presenza di Hekate e della stessa “ Dea Veneta” Reitia, inoltre Eracle era associato alla figura di Apollo e di Ermes, come i Dioscuri alla figura del Timavo (altro Numen protector locii). La natura stessa del luogo termale inoltre esplica la presenza di un oracolo legato a questo culto infero e ctonio: le acque fumanti, le colline vicine fra loro e gli anfratti della roccia erano il luogo adatto per l’insediamento del Nume oltre che per le Divinità dell’Oltretomba e della Morte ma anche un Dio legato alla potenza benefica delle acque salutifere fuso con lo stesso numen tutelare delle fonti il venetico Aponus in un unione che faceva risaltare l’eterno contrasto fra morte e vita, morbo e salute ma anche fra il calore delle acque vulcaniche che poteva uccidere ma se sapientemente e ritualmente utilizzato, portava alla guarigione. Convivenza di elementi contrari e tremendi. In Gallia il demone Gerione veniva rappresentato come divinità acquatica collegata spesso con il dio Vulcano il quale era venerato anche nella zona Euganea definita da Cluadiano “ Regio Vulcanica”. L’origine del culto a Gerione ed ad Eracle nella zona paleoveneta di “fons Aponi” potrebbe essere ricondotta (secondo il Ciaceri) all’importazione in Italia Settentrionale da parte dei soldati di Dionigi di Siracusa che arrivarono ad Adria nel momento di massima espansione siracusana i quali inoltrati nella terraferma, alla visita dell’oracolo ad un eroe locale, Aponus, credettero che non si trattasse altro che Eracle e del culto tributato a Gerione. Recentemente il Braccesi ha sottolineato che in tutta l’area patavina sono attestati numerosi miti di origine greca (a differenza di altre zone d’Italia settentrionale) primo fra tutti il mito di Antenore il leggendario Troiano fondatore di Padova ma anche quello di Diomede presente alle foci del Timavo e quello di Eracle come “eroe mitico” della zona euganea. Le recenti testimonianze archeologiche hanno dimostrato che l’origine del culto tributato a Gerione risultò da una sovrapposizione ad un culto locale, infatti le popolazioni paleovenete che abitavano la zona di “fons Aponi” avevano da lungo tempo un oracolo collegato alle acque termali ed alla loro potenza. I Veneti antichi avevano sviluppato una forma di religiosità molto raffinata e legata indissolubilmente all’acqua e quando essi vennero a contatto in forma maggiore con la cultura greca e romana vollero dar lustro alle loro antiche e potenti istituzioni religiose fondendo nel culto oracolare tributato al Numen locale Aponus con quello che Greci e Romani riservavano a Gerione. Si tratta di un culto collegato ad un substrato greco che solo successivamente venne assimilato alla leggenda di Eracle. Questo è il classico esempio di un’interpretatio di una divinità strettamente locale.
...NEL PROSSIMO ARTICOLO CHE USCIRA' VENERDI' 17 APRILE APPROFONDIRO' IL CULTO DI ERACLE NELLE TERRE VENETE.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
-
“Riflessi di culti domestici
dalla documentazione archeologica altinate”- G.M. Sandrini -
- “Elementi
archeologici per l’individuazione dei culti tardorepubblicani nel territorio dell’attuale
Regione
del Friuli Venezia Giulia”- M.Buora.
- “Riflessioni
sul culto di Mitra ad Aquileia” – F.Maselli Scotti.
- “Personale
addetto al culto nella Venetia”- M.S.Bassignano
- “Riflessione
sui culti di salvezza ad Aquileia: la presenza di Iside”- A.Giovannini.
- “
I Riti dei Veneti, appunti sulle fonti”- A.L.Prosdocimi.
- “Elementi
etrusco-italici nei santuari del Veneto”- A.Maggiani.
- “Gemme
di tradizione italica ad Altino”- S.Airoldi.
- “Reperti
bronzei protostorici dai fiumi veneti: offerte votive, contesti funerari o
ripostigli? “ L.Malnati, E.Bianchin.
- “Aspetti
della produzione epigrafica nord-italica in ambito culturale”- A.Buonopane.
- “Un
database delle dediche votive di età romana in Cisalpina: esempi e prime
evidenze per l’area
Veneta”-
G.Mennella, S.Valentini.
- “la protostoria delle venezie” -G.Fogolari.
- -Corpus inscriptionum latinarum.
- A.Biscardi, Fulgur conditum.
- A.
Mastrocinque, Santuari e Divinità dei paleoveneti.
- Appunti
di università e parti tratte dalla mia tesi di laurea.
- J.Champeaux,
La Religione dei Romani.
- A.
Zilkowski, Storia di Roma.
- “Fons
Aponi- Abano e Montegrotto nell’antichità”- L.Lazzaro.
- “Venetkens”- Catalogo della mostra.
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- “Ad
Duodecimum mansio maio medoacus”- M.Zampieri
- “Le
iscrizioni venetiche su pietra di Padova e Vicenza, "Atti Ist.Veneto"
CXX,”. – A.L.Prosdocimi.
- “Un
frammento di Teopompo sui Veneti, "Memorie Acc.Patavina"-
A.L.Prosdocimi.
- “Forme
verbali venetiche. A proposito di un nuovo verbo in -r, in "Arch.Alto Adige"-
A.L.Prosdocimi.
- “
Il nome 'Veneti' nell'antichità, in "Memorie Acc.Patavina"-
A.L.Prosdocimi.
- “La
lingua venetica”- G.B.Pellegrini.
- “Etimologie
di teonimi: Venilia, Summanus, Vacuna, in Studi linguistici in onore di Vittore
Pisani”- A.L.Prosdocimi.
- “Le
religioni dell'Italia antica, in Storia delle religioni, II, a cura di
G.Castellani”- A.L.Prosdocimi.
- “La
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- “Il
Venetico, in Le lingue indeuropee di frammentaria attestazione-Die
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- “Le
religioni degli Italici, in AA.VV., Italia omnium terrarum parens, a cura di
G.Pugliese Carratelli”.
- “Augurium
canarium. Appendici: Vernisera e altri auguri agrari Ceres e Cerialia.
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santuari antichi in Altino e nel Veneto orientale”, Atti del Convegno.
- “Veneti,
Eneti, Euganei, Ateste: i nomi, in AA.VV., Este preromana: una città e i suoi
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