Con il passare degli anni si tende a ritornare alle proprie origini, a ricercare le radici, perchè in fondo esse sono il mezzo per ritrovare la nostra vera essenza...Yves Montand

venerdì 10 maggio 2013

Immagini e ricordi dei Veneti antichi...

REITIA- POTNIA THERON- Montebelluna Disco Bronzeo

CHIAVE DI REITIA- ANATRA SACRA

ISCRIZIONE MAGICA-PROPIZIATORIA

POTNIA THERON- VICENZA

GUERRIERI VENETI

SITULE VENETE

CHIAVE DI REITIA
CHIAVE DI REITIA


MINERVA-ATHENA-  PERIODO PRIMA ROMANIZZAZIONE

DEVOTA O SACERDOTESSA IN PREGHIERA

CASA VENETA
GUERRIERI PATAVINI ED I CAVALLI VENETI 


CAVALLO VENETO

ISCRIZIONE A CIOTTOLO, ANCORA IN FASE DI STUDIO

TOMBA AD INCINERAZIONE

COSTUME FEMMINILE SACERDOTALE 

REITIA, LA DEA DEI VENETI


TRIMBUSIATE- ICATHEIN

giovedì 9 maggio 2013

CULTO POLITEISTA GRECO...LIBAGIONI MENSILI

Il culto politeista greco ebbe grande importanza nella religiosità dei Veneti antichi, soprattutto legato ad alcune divinità ed eroi quali Hekate, Rea, Athena, I Dioscuri, Eracle, Apollo, Artemide, Antenore, Poseidone. Il cultus deorum si sincretizzò attraverso la pacifica fraternitas dei Veneti con i Latini, i quali introdussero ma più probabilmente, rinominarono del culti precedenti quali Era Lucina, Ecate Trivia, Janus, Minerva, Giove, Aponus,  ed altre creature numinose acquatiche e terrestri.

Introduco un semplicissimo vademecum con finalità di LIBAGIONE Mensile agli Dei che hanno popolato, e popolano, la nostra più remota Tradizione, tenendo ben presente l'opera di Sincretismo Religioso avvenuta secoli fa.
Si segue il calendario lunare Ellenico e le libagioni vanno eseguite il secondo sabato del mese, preferibilmente recitando un Inno Omerico oppure Orfico dedicato alla divinità

GENNAIO-  GIANO BIFRONTE/ HERA
Incenso, Mirra, Erbe aromatiche, piume di pavone

FEBBRAIO-  AFRODITE
Incenso, fiori, mirto, rose e qualcosa di dolce preferibilmente miele e latte.

MARZO-  HEFESTO
Oggetti preziosi, oro, argento, lavori di artigianato. Incenso dal profumo molto forte ed aromatico.

APRILE -ARTEMIDE
Incenso delicato, fioriture primaverili, miele e latte.

MAGGIO- APOLLO
Incenso, Foglie di alloro, pani preparati per l'occasione.

GIUGNO-  ZEUS
Acqua, vino, incenso di storace, incenso dal profumo intenso, oggetti preziosi.

LUGLIO- ATHENA
Incenso ed erbe aromatiche.

AGOSTO-HERMES
Incenso, Mirra, storace.

SETTEMBRE- DEMETRA E PERSEFONE
Cereali, Incenso di storace, erbe aromatiche, primizie autunnali.

OTTOBRE-  POSEIDONE
Acqua, Vino, Incenso, Mirra

NOVEMBRE- ARES
Incenso, Kostos

DICEMBRE- DIONISO
Buon vino, edera, vite, Mirra, incenso, Pino.


HEKATE DEIPNA, STORIA E RITUALE


HEKATE è una divinità molto presente nelle terre Venete orientali (Venezia, Entroterra...)

Il Deipnon di Hekate si svolge durante la fase oscura della luna: la fine del mese lunare, in qualsiasi momento prima che la falce della luna crescente di manifesti , poiché Ecate, secondo il Liddell e Scott Greek-English Lexicon, significa "portatrice o colei che dona luce" ('Ekate Phosphoros).
Nella parte più oscura del mese, prepariamo le nostre case per il passaggio ad un nuovo mese, il Deipnon di Hekate  infatti  è un tempo di purificazione del sé, la casa, e gli affari. Ci sono teorie differenti circa se il  Deipnon di Hekate sia solamente un pasto offerto a Hekate, o se c'è un intento secondario dell’oblazione da donare alle persone meno fortunate. Per esempio: Aristofane, Pluto 410 ff (trad. O'Neill) (greco commedia C5th al 4 aC):
"Chiedi ad Hekate  se sia meglio essere ricchi o morire di fame, lei vi dirà che i ricchi devono a lei Inviare un pasto ogni mese [cioè cibo posto all'interno dei  suoi santuari di fronte alla porta di casa ] e che i poveri lo faranno scomparire prima ancora che esso  sia servito. "
Per questo motivo un modo molto popolare per celebrare il Deipnon è quello di fare una donazione di cibo o denaro per una mensa locale o  un altro gruppo di beneficenza.

Offerte tradizionali includono
- Oggetti casalinghi che si vogliono gettare via (vecchi abiti, cibo, oggetti…);
- Aglio
- Uova
- Porri
- "Le cose che non vogliono portare nel prossimo mese"

Alcuni Politeisti Ellenici moderni scelgono di mettere le offerte più tradizionali su un altare ed in seguito li offrono ad un crocicchio formato da tre strade, oppure le pongono  in un incrocio  simbolico di aria, acqua e terra - come  ed esempio una roccia che sporge fuori dall'acqua, in un ponte su un ruscello o stagno.
Le donazioni di cibo, denaro, o un po’ di tempo da regalare ad una mensa per i poveri sono un'offerta sempre più popolare anche se non necessariamente seguita da tutti. Inoltre molti trovano che questo sia  il momento ideale del mese per pulire il frigorifero e la dispensa di casa nonché per fare il punto della situazione riguardo le vostre finanze economiche ed alimentari. Alcuni possono ritenerlo anche un buon momento per organizzare il compostaggio in giardino, altri invece smaltiscono il prodotto ”spazzatura” del mese precedente del Kathiskos . Inoltre bisogna fare in modo che siano stati adempiuti gli obblighi del mese precedente, i doveri, le promesse, e pagato tutti i debiti (finanziari ed emotivi).  E’ buona prassi chiudere i conti  rispetto al mese precedente e prepararsi per il nuovo mese. Questo è un buon momento inoltre  per rivedere le  vostre richieste e rispondete ad esse offrendo in cambio di una preghiera, ponendo dell’orzo, delle fave  della carne, delle offerte e libagioni per il mondo sotterraneo (MAI vino, ma sempre Latte e Miele).

Dunque, come ho introdotto, i Deipna di Hekate  sono pasti preparati ed offerti alla Dea Hekate all'incrocio di triplici vie  l'ultima sera di ogni mese lunare. (NON SOLARE) .
Nella sua forma più elementare oggi si posso fare semplicemente delle offerte a lei in questa notte, tuttavia l'evento stesso è molto più elaborato e vi incoraggio a fare il più possibile per seguire la tradizione ed evitare comportamenti troppo semplicistici che vanno troppo di moda e riducono il CULTO ad un mero gioco per bambini.

PREPARAZIONE
In primo luogo, è necessario pulire l'altare di Hekateo la zona dove si celebra suo onore, oppure il  tuo altare maggiore se ne viene  utilizzato uno unico per tutti gli Dei. Questo può essere fatto in precedenza nel corso della giornata o prima del rituale il che aggiunge una certa tensione devozionale per l'anticipazione del rito  e conferisce un'aria di festa.  Salvare ciò che si butta via perché farà parte della sua offerta ed a seconda della sostanza di cui si tratta, essa può essere bruciata in un turibolo o aggiunta al piatto del cibo, ad esempio tutti i rimasugli che si formano durante un rituale, le sgocciolature della candela, pezzi di stoffa o di corda, incenso, carboncino, acqua lustrale etc.  Un'altra parte del pre-rituale è racattare tutte quelle cose che sono rimaste dal culto agli Dei del mese precedente, ad  esempio se si sono fatte libagioni di vino, ma  si hanno ancora un po 'di rimasugli nel contenitore appropriato in cui conservate il Vino da libare, lo si dovrebbe offrire ad Hekate. Allo stesso modo se si ha una ciotola di orzo e se ne è  utilizzato solo una parte il resto dovrebbe essere offerto a Hekate. Questo processo Spazza via il vecchio mese interamente. Tutto sarà bruciato o verrà mangiato.
Per il rituale stesso è necessario un piatto per l’offerta, il bruciatore di incenso, il carbone, e incenso per lo meno in grani e di qualità, necessaria la  candela, il vino,  la coppa  per la libagione, e l'immagine di Hekate - una statua o un'immagine incorniciata, e  naturalmente, la cena di Hekate.
Tradizionalmente la cena comprende un pane dolce o una  torta, pesce (soprattutto le  triglie), aglio, uova e formaggio. Si può offrire un solo cibo o un assaggio di tutti così come qualsiasi altra cosa senti che potrebbe essere adeguata - per esempio olive  nere ed altri piatti della tradizione greca ma anche piatti della tradizione del vostro territori.  Si dovrebbe avere tutto già  pronto prima di iniziare  e durante il rituale.

IL RITUALE
Si può iniziare con un auto-purificazione,  immergendo le mani nella khernips.
Avvicinarsi all'altare, accendere la candela e trascorrere qualche momento in contemplazione.
Quando si è pronti, innalzare qualche parola di lode o un inno come l'Inno orfico a Hekate dalla Teogonia di Esiodo.
Se avete qualcosa da bruciare si dovrebbe metterlo sul carbone prima e  quindi aggiungere un po 'di incenso. Versare una libagione ed infine presentare la sua cena.
Si può dire qualcosa come:
 "Hekate, vi offro questo incenso, questo vino, questo (nome di ogni articolo) ... Guarda con affetto verso queste offerte e le accettale con cuore gioioso".

È possibile terminare il rito qui o continuare con  la pulizia e purificazione, alla fine del mese.

PURIFICAZIONE
La preghiera per la purificazione:

". Hekate, guarda con benevolenza il tuo supplice che TI porta le offerte in questo giorno come ha fatto molti giorni in passato! Oh Hekate Katermòs, ti prego di portar via la sporcizia da questo luogo, cancella  la mia casa da  tutte le negatività e di male.».
Procedere con la Fumigazione della casa, posizionando  incenso o erbe sul carbone di legna e portare il bruciatore in tutta la casa ( attenzione, sarà caldo e potrebbe essere necessaria una protezione per le mani!)
Compiere un circuito che riporta all'altare. Inoltre si può fare una preghiera per la protezione di Hekate  nel corso del nuovo mese, come ad esempio :

  “ Noi / la mia famiglia / etc a seconda del caso- "Ecate Propilei, ti  prego dammi la tua protezione e mantieni tutti i danni fuori dalla nostra casa Per questo ti  Sono (siamo) eternamente grat/i. "
Quando avete completato il rituale, raccogliete i resti della cena ed offritela, come esplicato in precedenza, in un crochiccio. In alcune circostanze è consentito di metterlo fuori nel proprio cortile o anche solo al chiuso in un proprio sacchetto di spazzatura che viene tolto immediatamente, ma personalmente NON lo ritengo corretto.
Infine, questo è un buon momento per eseguire pratiche consapevoli di divinazione oppure chiedere alla dea Hekate grazie o altre richieste di aiuto


CONSIDERAZIONI
Chi è devoto alla Dea Hekate sa benissimo che questo è anche il momento per procedere con ritualistiche devozionali volte  alla realizzazione dei defixiones oppure altri malefici…
Non ritengo doveroso parlarne in questo luogo.

Inoltre TUTTI I RITUALI PAGANI NON SONO UN GIOCO. 
Hekate è un Numen molto potente che aimè viene purtroppo presa "di moda" da troppe persone...
Come ho scritto nella MIA INTERVISTA RILASCIATA PER "ERETICAMENTE" clicca QUI per leggerla  Hekate è una dea altamente commercializzata e lo dico convinta. Associata dal consumismo esoterico alla figura della “strega” viene presa a modello da aspiranti seguaci di telefilm e da persone che evidentemente non hanno ben capito la differenza fra la vita fantasy e la spiritualità basata su alti livelli culturali. Mi stupisce come questa figura divina sia stata nel 20° secolo ridotta alla stregua di una vecchiaccia che tanto piace e tanto va di moda fra aspiranti neopagani dall'animo dark ma che evidentemente non hanno mai avuto l'intelligenza di prendere in mano qualche testo greco e latino per verificare le loro teorie discutibili che vogliono dipingere la giovane e vergine Hekate come una vecchia, sicuramente non sapendo che quest'idea era stata iniziata da Aleister Crowley il quale la descrisse come “crone goddess”. La povera Dea è utilizzata peggio del prezzemolo, messa ovunque e da chiunque senza un minimo criterio solamente perchè "è la dea della stregoneria” !
Ho molto a cuore la Dea Hekate, poichè come ho avuto modo di precisare in altri miei articoli, era stata una Divinità molto onorata nel Veneto orientale, non solo l'Ikathein di Lagole ma anche le numerose statuette fittili dal doppio/triplo volto femminile di epoca romana ritrovate presso antichi crocicchi della centuriazione della X Regio. Come sempre il problema enorme del paganesimo moderno è la mancanza di preparazione culturale.



Risorse utili:
Gli Inni Orfici. Athanassakis, A.
I papiri magici greco in Translation. Betz, Hans Deiter (a cura di)
Teogonia. Esiodo
La Dea Ecate. Ronan, Stefano (a cura di)

Liberamente tratto dai siti seguenti ma l’impostazione è personale.
https://sites.google.com/site/hellenionstemenos/Home/festivals/hekatesdeipnon
http://www.neokoroi.org/religion/gods/hecate/articles/hekate_deipna

martedì 7 maggio 2013

Santuari e Divinità: Timavo e Lova


TIMAVO, luogo delle risorgive, posta nel comune di Duino-Aurisina, fin dall'antichità fu importante luogo di culto. La presenza di un fiume che sgorgava dalla terra aveva incuriosito e impaurito le popolazioni primitive.
 Nel IV secolo, con l'avvento del Cristianesimo, venne edificata la prima cappella, che, con successive modificazioni, divenne la basilica di San Giovanni in Tuba. Il cenobio dei Benedettini venne distrutto dagli Avari nel 611. Ricostruito, fu poi il turno degli Ungari che lo abbatterono nel 902. Ricostruito nuovamente grazie all'interessamento del patriarca di Aquileia Ulrico I, venne definitivamente distrutto da un'incursione turca.
Nella specifica, il SANTUARIO del TIMAVO non era solo un santuario bellissimo, ma anche un Bosco Sacro dove si veneravano gli eroi e gli dei Diomede,  Ercole, Saturno, la Spes Augusta, Libero Augusto e il dio Temavus. Virgilio ne era rimasto così impressionato da menzionarlo per ben tre volte: Ecl. 8, 6, Georg. III, 475 e Aen. I, 244.
A Diomede, l'eroe Veneto/ Greco veniva consacrato un culto specifico, poichè egli era l'eroe" scomparso ed assunto tra gli Dei proprio nel loro territorio come raccontano" (VI, 3,9) ed i veneti offrivano in sacrificio cavalli bianchi (in sepolture paleovenete di Padova, Altino, Adria, sono stati rinvenuti i resti di cavalli sacrificati).
Il Culto degli Dei e degli Eroi era affiancato ad un culto alle Dee, alle quali erano dedicati altri boschi sacri in tutto il territorio della Venetia, soprattutto nelle zone vicino al mare, ad ERA ARGIVA  ed ad ARTEMIDE ANATOLICA, riferendosi probabilmente attraverso all'interpretatio graeca, ad una divinità affine alla veneta REITIA, come fa anche Tito Livio (X, 3, IUNO REGINA= REITIA) .
Certo era il culto di Diomede dunque, ma avvolta dalla leggenda è la convinzione che nei boschi sacri vi fosse convivenza pacifica di animali domestici e selvaggi, asilo di prede inseguite dai cacciatori. Strabone, geografo greco, non rinuncia a riferire il grazioso aitiòn delle CAVALLE LUPIFERE, ovvero marchiate con la figura del Lupo, una razza pregiatissima per la grande velocità, allevata solo sul posto e di cui era proibita la vendita all’estero, dono di un Lupo Mite (il lupo di Reitia) riconoscente al luogo del suo salvatore.Anche gli autori latini quali Virgilio, Plinio il Vecchio, Lucano, esprimono la meraviglia suscitata da questi luoghi suggestivi e lo stupore per fenomeni naturali conosciuti e sfruttati dall’uomo (come le sacre acque termali) i quali non sono però dominati e connettono al SACRO in modo prominente.
Nella zona era onorati altri Dei e Dee connessi all’acqua, in un mortarium (catino dei sacrifici) del I sec. A.C ricorre per quattro volte la scritta NUMEN SATURNI ed è evidentemente una dedica al Dio delle semine ma anche delle acque fecondatrici e della mitica Età dell’Oro ( nda: specifico doverosamente che Apollonio Rodio colloca proprio in questa zona dell’alto Adriatico il MARE CRONIO, ovvero rifugio del Dio), segno che l’arcaica divinità dei Greci e dei Romani assorbì il precedente culto prestato ad un locale Dio delle Acque, unendo Romani ed autoctoni in una comunità di manifestazioni di Religio che ben presto si connotò come sincretismo religioso.
Nei pressi delle risorgive si trovava anche un Sacellum consacrato ad ERACLE (come ad Abano, divinità salvifica legata alle acque ) ed in una grotta sono ancora presenti i resti del PIU’ ANTICO MITREO OCCIDENTALE, nelle vicinanze dell’antico LACUS TIMAVI si trovano anche tre epigrafi consacrate a SPES AUGUSTA da persone malate che avevano ottenuto la salute, ora sono murate nella chiesetta gotica adiacente alle tre attuali risorgive( testimonianza del protrarsi del culto anche nell’era cristiana).

SANTUARIO DI LOVA


LA RELIGIO DEGLI ABITANTI DELLA X REGIO era profondamente legata alla Natura, e si era espressa per secoli nel culto dedicato alle divinità delle Acque e nella frequentazione di santuari ovvero recinti all’aperto, forse con qualche modesta struttura lignea, di regola urbani e sub-urbani quindi con funzione liminale e di frontiera come nei crocicci e alle porte delle città, dove i devoti venivano ad implorare salute e lasciavano i loro caratteristici ex-voto:coppette di ceramica o SIMPULA ovvero mestolini metallici usati per attingere l’acqua sacra dai pozzi ( santuario di Este e Lova) e poi defunzionalizzati , bronzetti raffiguranti animali, cavalli, uomini, modellini delle parti del corpo sofferenti da risanare. Appunto fluviali e tutti in posizione strategica erano i principali santuari paleoveneti, identificati a Lova di Campagnalupia (nda: Lupa) alle foci del BRENTA/Medoacus (controllava i traffici endolagunari da nord diretti a Padova), ad Altino sul Piave/Sile a controllo di quelli da sud, ad Este sull’Adige, presso Montegrotto (in vicinanza dei fonte saponi-Abano), avamposto di Padova  sul Medoacus, a Lagole di Calalzo sul Piave in direzione dei valichi alpini e delle miniere.
Questi Santuari, tutti attivi dal VII-VI secolo a.C fino all’età romana, sempre posti sulle acque e vicini alle grandi Vie commerciali, svolgevano complesse funzioni oltre a quelle cultuali, come gli studi recenti hanno dimostrato, segnavano il confine dei territori, custodivano le offerte dei devoti ed il tesoro della comunità, affidato alla tutela del Numen divino, prestavano denaro alla città come banche ed imponevano dazi sulle merci in transito. Ma soprattutto erano il centro di confluenza per mercanti, lavoratori di metalli, pastori durante la transumanza, militari delle grandi vie consolari tracciate dai Romani alla metà del II sec.a.C. Campagna Lupia offre una testimonianza significativa di riattivazione in età tardo repubblicana ed imperiale del sistema idrico a seguito della centuriazione romana che sviluppò lungo l’asse fluviale e di rivitalizzazione dell’antico culto dedicato ad una divinità delle acque come risulta dalle offerte in stipe votiva del V secolo. IN questa località son state ritrovate tracce di arginatura con pali di legno del Medoacus, resti di un canale per alaggio, probabili strutture di porto fluviale e squero per la manutenzione delle barche. 

Ma il santuario di LOVA-CAMPAGNA LUPIA, del quale sto partecipando agli scavi , è meraviglioso. Stipe votiva ricca di un centinaio di bronzetti, frequentato dal II secolo a.C e volontariamente distrutto,ancora misteriosamente, nel I sec.d.C. Esso era costituito da due templi e da un edificio a porticato che si affaccia su un vasto spiazzo centrale, documento della monumentalizzazione di un pre esistente luogo di culto. Il complesso sacro con i tre corpi di fabbrica disposti ad U, risponde ad un progetto unitario e fu realizzato da architetti romani di formazione ellenistica.

SANTUARIO DI LOVA

 La sacralità del luogo e la riverenza ispirata al numinoso che aleggia nei misteriosi santuari della Natura, il virgiliano QUIS DEUS INCERTUM EST…HABITAT DEUS!

--------seguiranno i santuari di LAGOLE, MONTEGROTTO, ESTE, MONTEBELLUNA, CALDEVIGO, ALTINO.



PER FAVORE NON COPIA.INCOLLARE!
SE TI PIACE IL MIO LAVORO SCRIVIMI UN COMMENTO QUI SOTTO E TE NE INVIERO' GRATUITAMENTE UNA COPIA IN PDF!
GRAZIE!!! 



lunedì 6 maggio 2013

Come potrebbe essere il rito di solstizio d’estate di una sacerdotessa di Reitia da “ Sul sentiero di Reitia” di Mariangela Mariga


<< Una volta raggiunta la sua meta, Benetika smontò e si sedette a gambe incrociate sull’erba, guardando verso oriente, laddove il cielo era striato delle varie tonalità di rosa di una splendida aurora. Pochi minuti dopo, il primo raggio di sole oltrepassò l’orizzonte lontano e colpì Benetika negli occhi. Allora la sacerdotessa sollevò le mani con i palmi rivolti al sole che sorgeva e gridò:

“Salute a te, o sole, nel giorno del tuo massimo splendore!”

Proprio in quel momento, risuonò il grido di un’aquila proprio sopra di lei. Benetika alzò di scatto lo sguardo e scorse ben tre di quei fieri uccelli che volavano in cerchio esattamente sulla sua verticale. Un istante dopo, s’involarono in direzione del sole sorgente, scomparendo rapidamente dalla vista.
Benetika sorrise: l’aquila era un animale solare, e vederne addirittura tre – numero sacro – in quel frangente era un ottimo presagio.
A quel punto chiuse le palpebre e sintonizzò le proprie energie con quelle del sole davanti a lei e della terra sotto di lei, i due elementi che simboleggiavano il Dio e la Dea, di cui a Beltane erano state festeggiate le Nozze Sacre e che al solstizio proclamavano la loro fertilità, che si rifletteva nella fertilità terrena di esseri umani, animali e vegetali, per poi giungere alla maturazione a Lughnasad, all’inizio di agosto, quando il grano sarebbe stato mietuto o pronto per la mietitura, a seconda della latitudine.

Celebrazione al tramonto
Benetika proseguì da sola verso la catasta di legna che, secondo le sue istruzioni, era unicamente di quercia; appoggiata sui grossi sassi che delimitavano il fuoco, c’era una torcia ben impregnata di resina e da lei precedentemente consacrata, ed accanto ad essa un cesto colmo delle erbe da offrire al fuoco, nonché acciarino e pietra focaia.
Come prima cosa, la sacerdotessa girò attorno alla catasta di legna per tre volte in senso orario, in tal modo consacrando l’area in cui sorgeva. Poi, orientandosi con la luce del sole declinante, individuò la prima direzione, quella dalla quale partiva sempre, ovvero l’est, e si girò in conseguenza.

“Leggiadra Reitia, io ti vedo seduta ad oriente, ti vedo seduta nel vento. Sei l’aria che respiro, sei saggezza, sei intuizione. Sei la brezza che accarezza l’erba, sei la bufera che spazza la pianura. Guardiana dell’Est, vieni a noi, assisti al nostro rito!”
Si inchinò profondamente, poi si mosse alla propria destra e si posizionò verso sud:
“Appassionata Reitia, io ti vedo seduta a meridione, ti vedo seduta nel fuoco. Sei il calore del mio corpo, sei movimento, sei trasformazione. Sei la fiamma confortante della candela, sei l’incendio che devasta la foresta. Guardiana del Sud, vieni a noi, assiti al nostro rito!”
Dopo essersi nuovamente inchinata, continuò alla propria destra fino a rivolgersi verso ovest.
“Potente Reitia, ti vedo seduta a occidente, ti vedo seduta nel mare. Sei l’acqua del mio corpo, sei compassione, sei guarigione. Sei la sorgente che sgorga dal terreno, sei il nubifragio che si abbatte sui campi. Guardiana dell’Ovest, vieni a noi, assisti al nostro rito!”
Di nuovo si inchinò prima di proseguire il giro, fino a fermarsi rivolta a nord:
“Generosa Reitia, ti vedo seduta a settentrione, ti vedo seduta nella terra. Sei le ossa del mio corpo, sei creazione, sei prosperità. Sei la pianura sconfinata, sei la più alta delle montagne. Guardiana del Nord, vieni a noi, assisti al nostro rito!”
Inchinatasi, Benetika concluse il suo periplo tornando al punto di partenza, ma rivolta verso la catasta di legna e sollevò le braccia ed il viso verso l’alto:
“Divina Reitia, ti vedo seduta in alto, ti vedo seduta nel cielo. Sei il nostro spirito, sei speranza, sei desiderio. Guardiana dell’Universo, vieni a noi, assisti al nostro rito!”
Tacque, abbassando le braccia e chinando il capo nell’ultimo inchino.

 In tutta la radura non si udiva un fiato: tutti erano rapiti dall’emozione del rito. Perfino oche e galline, cani e gatti non emettevano suono.

Benetika si accovacciò ed accese la torcia, che prese subito fuoco. Ripose acciarino e pietra focaia nel cesto delle erbe, poi alzò e sollevò la fiaccola alta verso il cielo, prima di riabbassarla e spingerla dentro una fessura fra i ciocchi di quercia, dove era stata posta della paglia secca cosparsa di resina. Subito si levò una lunga lingua di fiamma che cominciò a lambire la legna. Benetika girò attorno alla catasta, appiccando il fuoco dalle quattro direzioni per tornare nuovamente al punto di partenza che le fiamme cominciavano già a crepitare. A quel punto, gettò la torcia in cima alla catasta e prese il cesto, allontanandosi dal calore del fuoco che cominciava a diventare intenso.
“Questo è il fuoco del solstizio!”, annunciò con voce potente, come le usciva solo durante i riti – la chiamava la Voce della Dea “Con esso celebriamo il momento di massimo fulgore del sole, ed allo stesso tempo ricordiamo che è anche il momento in cui inizia il suo declino. La parte crescente dell’anno è terminata, ed inizia quella calante che ci porterà al solstizio d’inverno. E come in ogni momento di passaggio, di cambiamento, questo è un momento in cui regna il caos, il benefico caos da cui è nata la vita, e che rigenera l’Universo e noi stessi. Qui, in omaggio al popolo celtico, di cui i Boi facevano parte, Benetika aveva deciso di inserire un’usanza dei druidi, “Il Re della Quercia cede il posto al Re dell’Agrifoglio, che governerà questa parte dell’anno.”
Si fecero avanti due uomini, nei panni del vecchio Re della Quercia e del giovane Re dell’Agrifoglio che iniziarono un duello. Alla fine, il vecchio re venne vinto e cadde a terra. Benetika si fece avanti:
“Il vecchio Re della Quercia è sconfitto. Ora si recherà a dimorare nel Castello di Arianrhod fino al momento di ritornare, quando verrà a sfidare il Re dell’Agrifoglio, al solstizio d’inverno.”
Il giovane Re dell’Agrifoglio si inchinò al vecchio Re della Quercia per rendergli omaggio, poi a Benetika, ed infine sollevò le braccia in segno di vittoria. I presenti lo acclamarono rumorosamente.
Mentre i due si allontanavano dopo aver interpretato il duello rituale che simboleggia l’alternarsi delle stagioni, la sacerdotessa tornò ad avvicinarsi al fuoco. Prese una manciata di erbe dal cesto: timo, ruta, maggiorana, ginepro, artemisia, camomilla, verbena, calendula e iperico.
Alcune le aveva trovate nel bosco qualche giorno prima, altre le aveva prese dalla sua riserva di piante medicinali. Erano tutte piante dalle note virtù terapeutiche, che avevano un particolare potere proprio durante il periodo del solstizio estivo.
Benetika rifece ancora una volta il periplo del fuoco, gettando manciate delle prodigiose erbe nelle fiamme fino a svuotare il cesto. Poi lo posò e rifece al contrario le invocazioni, stavolta con una formula di ringraziamento e commiato. Quella finale fu quindi rivolta all’est:
“Leggiadra Reitia, ti ho vista seduta ad oriente, ti ho vista seduta nel vento. Guardiana dell’Est, ti ringrazio di essere venuta ad assistere al nostro rito, e ti saluto.”
Con tale invocazione, la sacerdotessa fece un ultimo inchino e procedette a sconsacrare girando in senso antiorario, infine tornò in mezzo alla gente.

Variante del rito, a mezzogiorno intorno ad un braciere (un falò di giorno manderebbe troppo caldo e non sarebbe una visione suggestiva come di notte):  assieme alla Dea la sacerdotessa invoca anche gli animali a Lei associati:
il cinghiale per l’oriente, che avanza con Reitia sulle ali del tiepido vento di primavera; il leone per il meridione, che procede con Reitia sulle fiamme del caldo fuoco estivo; il lupo per l’occidente, che marcia con Reitia nelle fresche piogge dell’autunno; l’orso per il settentrione, che si muove con Reitia sulla gelida terra invernale.

Le erbe e i fiori da gettare nel fuoco del braciere si possono anche variare: iperico, rosmarino, petali di rosa, artemisia, verbena, menta e lavanda, in una miscela profumatissima, ripetendo il gesto nelle quattro direzioni.

Benedizione di una sacerdotessa di Reitia ad un/a neonato/a, che si potrebbe anche fare per benedire noi stessi/e a tutte le nostre nuove nascite o inizi dell’anno:
rivolta ad est:
“Leggiadra Reitia, per mezzo dell’Aria tu sei il nostro respiro e la nostra ispirazione: concedi a (nome del/la neonato/a) chiarezza di mente, saggezza e conoscenza.”

A sud:
“Appassionata Reitia, per mezzo del Fuoco tu sei il nostro calore e la nostra luce: concedi a … giustizia, appagamento e gioia.”

Ad ovest:
“Potente Reitia, per mezzo dell’Acqua tu sei la nostra vita ed il nostro rinnovamento: concedi a … generosità, compassione ed amore.”

Infine a nord:
“Generosa Reitia, per mezzo della Terra tu sei il nostro sostentamento e la nostra forza: concedi a … salute, solidità e abbondanza.”

Completando il giro su se stessa, solleva il piccolo/la piccola verso l’alto e conclude:
“Divina Reitia, per mezzo dello Spirito tu rendi ogni cosa partecipe d’ogni altra e tutto congiungi in un’unica grande entità: concedi a … speranza, realizzazione e crescita spirituale.”



TRATTO DAL LIBRO "SUL SENTIERO DI REITIA" di  MARIANGELA MARIGA

E' UN RITUALE FANTASIOSO MA A ME E' PIACIUTO MOLTISSIMO...OGNI TANTO ANCHE LA FANTASIA E' UTILE ALL'ANIMO.