La dea Hekate viene rappresentata in moltissimi modi ed ha numerosi appellativi. Inizialmente era dipinta come una fanciulla dal “peplo color croco” reggente due torce, accompagnata da cani rigorosamente neri, ed è in questo modo che amo raffigurarla.Essa è stata associata, sia nell’antichità che in tempi più recenti, a diverse divinità Europee ed Italiche in relazione alla geografia ed alla comunanza archetipica delle simbologie.
Molti autori hanno associato Hekate con la Dea egizia della nascita dalla testa di rana, Hekat, soffermandosi solo alle apparenze come si è soliti fare soprattutto in certuni ambienti. Infatti non vi sono alcune associazioni etimologiche fra le due parole, una Indoeruropea e l’altra no. Tuttavia è anche notevole il fatto che entrambe le Dee venissero rappresentate come portatrici di coltelli (utensili di Hekat per recidere il cordone ombelicale) ed entrambe avevano la funzione di aiutare uomini e Dei nei passaggi verso l’Aldilà.
La Bona Dea romana, vergine, venne identificata con Hekate dal tardo V secolo dal neoplatonico Macrobio nei Saturnalia, poiché essa era stata associata con le erbe medicamentose, o φαρμακεια, in quanto Numen salutifero e Dea della guarigione ed inoltre il serpente era il suo animale di culto, un’altra associazione lampante con Hekate. Il frammento di Macrobio recita: “Altri ancora ritengono che essa è Hekate dell’ Oltretomba”.

Brimo era una Dea della Tessalia che venne assimilata ad Hekate dal V sec. a.C. Evocata nelle terribili defixiones con Hekate, Selene, Artemide e Cybele mentre veniva invece associata con Demetra e Persefone nelle tavolette funebri Orfiche mostrando così la sua connessione fortissima con i Misteri Eleusini. Brimo infatti era una delle parole che l’iniziato, dopo la morte, doveva pronunziare per entrare nei Campi Elisi.
Bendis era la Dea della Luna onorata in terra di Tracia, menzionata nella letteratura dal VI sec. a.C. da Ipponatte il quale nominò Bendis come la Dea della Tracia assieme a Cybele. Quest’associazione curiosa è riscontrabile anche nelle terre Venete, in quanto Hekate-Reitia- Cybele- Potnia Theròn erano archetipi diffusi e sincretizzati. Cratino nel V sec. a.C. nella sua commedia “ Le donne di Tracia” descrisse in un frammento che Bendis era “portatrice di due torce”. Farnell nel suo libro “ I Culti nelle città-stato della Grecia” scrisse : “ Noi ritroviamo moltissimi punti in comune ed in modo assolutamente certo fra le due Dee Hekate e Bendis. L’epiteto Dilongchòs (duplice) venne espresso da Esichilo nella descrizione della Dea che, come Hekate, deteneva il potere nella sfera della Natura e la torcia stessa era il simbolo di entrambe le Dee”. Dal duplice volto femminile portatrici di torcia sono anche le rarissime statuette fittili ritrovate sepolte presso antichissimi crocicchi di epoca romana nella zona della centuriazione romana del Miranese e del Mirese (Veneto).
Ereschigal era la Dea Ctonia per il popolo babilonese che governava il mondo dei morti. Ereschigal si connette con Hekate sia nei Papiri Magici Greci che nelle defixiones. L’ovvia compatibilità delle due dee ctonie conduce ad un’inevitabile sincretizzare le due divinità per quanto riguarda gli aspetti archetipici, ad esempio sempre nei Papiri Magici Greci, ad Ereschigal viene riferito l’epiteto di Aktiophis il quale ricorre per ben quattro volte accostato sia ad Hekate che a Selene.
Despoina ovvero “la Signora” era la figlia di Poseidone e Demetra, ingravidata mentre aveva le sembianze di una giumenta. Il nome Despoina veniva utilizzato riferito sia ad Hekate che ad Artemide, come indicano i frammenti sopravvissuti di Eschilo nei quali Hekate viene chiamata : “ Signora-Despoina, innanzi al portale delle Stanze Reali.” – Evidentemente questo titolo enfatizza il suo ruolo di
Propylaia.
Iside ed Hekate sono una coppia resa famosa da Apuleio nelle sue Metamorfosi nel tardo secondo secolo, dove Hekate viene presentata come una delle molte manifestazioni divine della stessa Iside (una sorta di matriarcato monoteistico ante litteram) . La combinazione di Hekate ed Iside è solitamente ignorata dai più, tuttavia è la più frequente e ricorrente nelle monete egizie, nelle quali infatti Iside-Hekate è dipinta con tre volti, con le corna ed il disco solare, simile alla dea Hator ma non uguale. Inoltre è sempre rappresentata con il toro Apis alla sua sinistra e come ben si sa, Hekate era solitamente rappresentata avente il capo con corna di toro oltre ad avere anche altri attributi taurini. Altro punto iconografico e simbolico importantissimo è l’inclusione del Serpente Ureo nella sua mano sinistra. Anche altre immagini sia greche che romane mostrano Hekate con un serpente nella sua mano, alle volte è un cobra ed alle volte è proprio il Serpente Ureo. Un’immagine bellissima e molto significativa mostra infatti un genius svolazzante che posa una corona sul capo della Dea Iside-Hekate. Questa “dea” veniva dipinta con molta frequenza anche nelle gemme le quali la mostravano nella sua triplice forma reggente dei serpenti, delle spade e le immancabili torce accese. Una gemma similare è descritta nella Newell Collection di Bonner nel suo classico lavoro “ Studies in magical amulets chiefly Greco-Egyptian”. Nel Papiro di Ossirinco 1380(databile all’incirca II sec. d.C.) è scritto che Iside “ Veniva chiamata Hekate in Caria” e che “ Artemide dalla tripla natura” indicava il fatto che si utilizzava il nome Artemide per indicare proprio Hekate, come spesso accadeva nel processo di sincretismo fra le due dee. Ma l’indizio che ci fa capire la completa sincretizzazione fra Hekate ed Iside lo si ritrova in un’iscrizione epigrafica di Kamiros, nell’isola di Rodi, la quale era stata dedicata ad Hekate e Serapide da un devoto scampato ad un gravissimo pericolo.Physis , se fosse una Dea, dovrebbe essere menzionata in quanto rappresenta l’aspetto amoroso di Hekate, infatti negli Oracoli Caldaici è scritto che “ Una Physis sconfinata è sospesa dalle spalle della Dea Hekate”. La spiegazione è semplice, infatti Physis rappresenta sia la Luna in quanto satellite “astro lunare” ed anche il mondo materiale che i Teurgici cercano di superare. Dunque essa non era malvagia benche venisse associata con dei daimones terrestri considerati ingannatori di uomini e Dei. I Teurgici erano avvisati, negli Oracoli Caldaici, di sfuggire a Physis “ Non invocare l’auto manifestarsi di Physis! Non guardare verso Physis! Der il suo nome è come il Fato! Nel tardo V sec. il sacerdote greco Synesius descrisse Physis come “la madre di tutti i demoni”, traducendo semplicemente ciò che negli oracoli Caldaici si diceva ovvero che “ Physis ci persuade a credere che i demoni siano puri, e che i prodotti delle azioni malvagie siano propizi e buoni”. Ovviamente è comprensibile con la corretta interpretazione!
Artemide ed Hekate erano cugine poiché le loro rispettive madri Leto ed Asteria erano sorelle e condividevano i medesimi titoli ovvero Eileithia, Enodia, Phorphoros, Soteria. Eschilo nel V sec. a.C nelle “Supplici” scrisse infatti : “noi preghiamo affinchè Artemide-Hekate vegli sul parto delle loro donne” come una sorta di Giunone Licinia romana e Reitia Veneta, dee protettrici delle partorienti. L’ambiguità fra le due Dee è data dalla tendenza nel ritrarre Artemide con una torcia in molte raffigurazioni di vasi, bronzi, sculture ed entrambe le Dee venivano raffigurate giovani (non vecchie bacucche come qualcuno si ostina ancora nel voler rappresentare Hekate) vergini, accompagnate da cani ed abbigliare alla stessa maniera. Pertanto moltissime immagini identificano Hekate con Artemide e viceversa. Le due Dee vennero rappresentate assieme e come due divinità distinte, nell’altare di Pergamo impegnate nella lotta contro i Giganti. Plinio il Vecchio nella sua opera” Naturalis Historia” ci ricorda che nel peristilio del Tempio di Artemide ad Efeso vi era una statua di Hekate. L’epiteto Kourotrophòs le venne dato da Esiodo nella Teogonia, inquadrandola come si è precedentemente accennato, in quanto Dea protettrice della Nascita (nascita fisica e spirituale se ben si vuol leggere fra le righe…) ed è un titolo che appunto condivide con altre Dee della Grecità, pertanto essa non è LA Dea della nascita ma UNA delle dee della nascita (meglio specificare poiché spesso nel moderno vivere “paganeggiante” il concetto grammaticale di partitivo è pressochè sconosciuto in virtù di un accumunare senza criterio).Selene infine, Dea Luna e non dea lunare, descritta da Seneca in riferimento ad Hekate per la prima volta nel panorama letterario romano, dalle parole di Medea nel I sec. d.C. “ Io vedo la Dea Trivia veloce nel suo carro, ma non come quando, raggiante, con la faccia piena, vola nella lunga notte”. Quando nel XII° secolo il poeta bizantino John Tzetzes indentificò Selene, Artemide ed Hekate come le tre forme o facce di Hekate in realtà egli stava perpetuando l’antica tradizione greca. Hekate-Selene era la prominente Dea nei Papiri Magici Greci nella sua funzione di bilanciare il dio Apollo-Helios. Inoltre un ulteriore possibile, e speculativo, riferimento ad Artemide come Dea Lunare è in Callimaco (III sec. a.C.) poeta greco che nel suo Inno ad Artemide, con l’arco d’argento, potrebbe riferirsi infatti ad un simbolo lunare, ovvero la luna crescente. Dunque mentre l’associazione Artemide-Hekate risale senza dubbi al V sec. a.C., l’associazione con Selene è più tarda ovvero al I sec. d.C.
Bibliografia:
-Robert Graves: I Miti Greci;
- Sorita d’Este & David rankine : Hekate Liminal Rites;
-Sorita d’Este : Hekate Keys to the Crossroads;
-L.Percovich: Oscure madri splendenti;
-P.Favaro: Reitia, la Dea Veneta;
- D. Nipoti: Il grande libro delle Dee europee.
- Farnell :I Culti nelle città-stato della Grecia;
-Macrobio : Saturnalia;
-Seneca : Medea;
-Papiri Magici Greci;
-Oracoli Caldaici;
-Cratino: Le donne di Tracia;
- Eschilo: Tragedie- Frammenti;
-Apuleio: Metamorfosi;
-Proclo: Inno ad Ecate e Giano;
- Inno orfico ad Ecate; Selene; Notte;
- Papiro di Ossirinco 1380;
- Bonner : “
Studies in magical amulets chiefly Greco-Egyptian”;
- Plinio: Naturalis
Historia;
- John Tzetzes: Poemi.PER FAVORE NON COPIA.INCOLLARE!
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