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Visualizzazione dei post da luglio, 2013

Hekate e Dee Lunari.

  questa è la prima parte- Seguiranno : " Hekate: Simbologia e Poteri" ; "Hekate nel Veneto, come e dove onorarla". La dea Hekate viene  rappresentata in moltissimi modi ed ha numerosi appellativi. Inizialmente era dipinta come  una fanciulla dal “peplo color croco” reggente due torce, accompagnata da cani rigorosamente neri, ed è in questo modo che amo raffigurarla.Essa è stata  associata, sia nell’antichità che in tempi più recenti, a diverse divinità Europee ed Italiche in relazione alla geografia ed alla comunanza archetipica delle simbologie. Molti autori hanno associato Hekate con la Dea egizia della nascita dalla testa di rana, Hekat , soffermandosi solo alle apparenze come si è soliti fare soprattutto in certuni ambienti. Infatti non vi sono alcune associazioni etimologiche fra le due parole, una Indoeruropea e l’altra no. Tuttavia è anche notevole il fatto che entrambe le Dee venissero rappresentate come portatrici di coltelli (utensili di Hekat per rec...

Proverbi contadini veneti di agosto

A la Madona de agosto se rinfresca el mar el bosco.(15 Agosto) De agosto cura la cusina, de settembre la cantina. L'acqua del 24 agosto rovina oio e mosto. Chi magna xa l'uva in agosto, no riva a ottobre a bevar el mosto.  Col sol de agosto el graspo fa bon mosto. Chi zapa la vigna de agosto, impinisse la caneva de mosto. La piova de Sant’ Ana xe na mana.  Se no i scota lujo e agosto, scarso e garbo sará el mosto Quando il lujo xe molto caldo, bevi molto e tiente saldo Boje agosto, gnente indosso, mujer mia nò te conosso.  Costumi veneti PER FAVORE NON COPIA.INCOLLARE!  SE TI PIACE IL MIO LAVORO SCRIVIMI UN COMMENTO QUI SOTTO E TE NE INVIERO' GRATUITAMENTE UNA COPIA IN PDF!  GRAZIE!!! 

Il Telesforo Femminile di Lova

Degli scavi e del Tempio di Lova (Venezia) ho avuto modo di parlare in altri articoli ovvero  Santuario Venetico, suggestioni... ;  santuari e divinità: Timavo e Lova , anche se non in modo approfondito in quanto essendo ancora poco esplorati non posso rivelare più di ciò che mi viene permesso. Oggi vi presento un oggetto molto particolare ritrovato sia a Lova che ad Altino e del quale non sappiamo sostanzialmente nulla : Il TELESFORO. Ritrovato ad Altino ed a Lova all'interno di un pozzo dotato di un puteale modanato in arenaria ed  anche in questo caso gli scavatori hanno collegato i due pozzi alle azioni liturgiche che si svolgevano nel santuario, lungo una direttrice funzionale forse valida anche per il pozzo in blocchi di trachite presente nel santuario di Reitia a Este e per quello recentemente scavato nel santuario dell’ex stadio comunale di Oderzo. Questa tipologia di ritrovamenti dimostra la diffusa presenza anche nei santuari del Venetorum angulus di pozzi co...

Il Rituale dell' Evocatio: una prova epigrafica dell'interpretatio romana.

L’iscrizione di Isaura Vetus Oggi vi presento una testimonianza interessantissima che riguarda l'antico rituale dell'Evocatio ritrovato in un'iscrizione di Isaura Vetus. Di questa particolare epigrafe se ne è occupato il dott. Giorgio Ferri in un suo interessantissimo articolo. Non riguarda strettamente le tematiche "veneto centriche" del mio blog, ma poichè la mia specializzazione universitaria è precisamente paleografica ed epigrafica non potevo fare a meno di presentare questa chicca archeologica che ci regala uno spaccato di ritualità romana in un contesto anatolico, tanto caro ai progenitori veneti. Nel settembre del 1970 Alain Hall ha scoperto a NO di Bozkir, nell’attuale Turchia centro-meridionale, un’iscrizione su un blocco di granito relativa alla conquista della città di Isaura Vetus da parte di P. Servilius Vatia ( in foto) Siamo ben informati circa il cursus honorum del personaggio: console nel 79 a.C., l’anno seguente fu nominato proconsole d...

RESTI UMANI COME OGGETTI DEL SACRO NEL VENETO PREROMANO di Elisa Perego

Cari amici, oggi voglio proporvi un bellissimo abstract tratto dal lavoro esemplare di Elisa Perego, una ricercatrice storico-archeologica della University College Of London. OSSERVAZIONI PRELIMINARI Il Sacro nelle necropoli venete: l’età del Ferro L’evidenza archeologica riguardante il rituale funerario nel Veneto preromano (950-50 a.C.) è ormai ricchissima  1 . A parte la probabile connotazione religiosa e sacrale del rito funebre per sé, che forse implicava l’ascesa del defunto a un regno oltremondano, vi è evidenza se 2 . In primis, tali manifestazioni del rito potevano riferirsi a pratiche cultuali volte alla pacificazione dei defunti e delle divinità infere. La presenza presso le tombe di offerte probabilmente legate a cerimonie di commemorazione è attestata a Padova e forse ad Altino3. La deposizione in necropoli di cavalli, animali legati al mondo ctonio4, è ben documentata a Oppeano, Gazzo Veronese, Este, Altino, Oderzo e Padova5. In questa casistica possono inoltre in...

Ecate come Maiden- Mother- Crone: un'invenzione moderna.

Cari amici e lettori, perdono la mia discreta latitanza attraverso la mia traduzione di un capitolo molto interessante del libro HEKATE- Keys to the Crossroads della meravigliosa autrice Sorita D'Este. In questo capito la scrittrice parla di come ed in che modi la figura della Dea Hekate sia stata nel 20° secolo ridotta alla stregua di una vecchiaccia che tanto piace e tanto va di moda fra aspiranti neopagani dall'animo dark ma che evidentemente non hanno mai avuto l'intelligenza di prendere in mano qualche testo greco e latino per verificare le loro teorie discutibili che vogliono dipingere la giovane e vergine Hekate come una vecchia, sicuramente non sapendo che quest'idea era stata iniziata da Aleister Crowley...La povera Dea è utilizzata peggio del prezzemolo, messa ovunque e da chiunque senza un minimo criterio solamente perchè "è la dea della stregoneria!". Mah... Ho molto a cuore la Dea Hekate, poichè come ho avuto modo di precisare in altri miei arti...

Fare Fiłò in stała

Il filò è vecchio come il mondo. Meglio nasce con l’uomo, con il suo bisogno istintivo di raccontarsi. Ne abbiamo una chiara testimonianza in Omero. Ulisse, ascoltando Femio, il cantore, si sente spinto a “raccontarsi”, a narrare le sue avventure. Gli ascoltatori «stavan tutti per l’oscura sala / taciti, immoti e nel diletto assorti». Come nel filò contadino, quando gli anziani raccontavano le loro gesta nella grande guerra, l’ultimo argomento “epico” raccolto è cantato dalla memoria collettiva. […]. Potrebbe il termine filò derivare dal greco phylé, visto che siamo partiti da Omero, e voler significare “gruppo, comunità, stare insieme”; una simile spiegazione ne coglie l’aspetto sociale: la comunità contadina trova nel filò il momento dell’incontro sociale e dello scambio di esperienze. [...] Sembra, ad alcuni studiosi, che proprio dal lavoro femminile, in particolare dal filare, derivi il nome filò, detto in certe zone fila. E come non è facile scavarne la radice semantica, così d...

2000 VISITE!

Stamane ho fatto caso al contatore di visite a questo blog...2078 in soli due mesi! Non mi sarei mai aspettata tanti visitatori, amici, curiosi e studiosi, vi ringrazio tutti dal profondo del mio cuore. Quest'avventura è nata per caso e con tanta timidezza ma il mio lavoro viene apprezzato ed amato da molte persone e ciò mi riempie di gioia e felicità. Non pretendo di insegnare nulla a nessuno, non mi piace "fare la professoressina" perchè non lo sono, non voglio esaltare la "veneticità" (come mi è stato misteriosamente rinfacciato da un utente confuso) di nulla e nessuno.  Il mio scopo è semplicemente quello di riportare documenti, fotografie, sensazioni ed esperienze personali legate al territorio dove il mio sangue mette radici profondissime. Spesso in questo mondo moderno, frenetico, triste, grigio, il ricordo di ciò che è stato viene rilegato in un cassetto buio dal quale non lo si vuol riesumare, forse per paura o forse per pregiudizio, ma riscoprire i...

Eridano e Via Dell'Ambra

tratto dalla prefazione del magistrale lavoro del professor Attilio Mastrocinque. (tutti i diritti sono riservati) “Anche il fiume, emergendo dal gorgo, canta il suo lamento e offre i suoi recessi a Fetonte, accogliendone il corpo; renderà presto fertili le Eliadi, infatti coi venti e con il gelo che il fiume produce renderà duri come pietra e accoglierà i frammenti d'oro che cadono dai pioppi, e attraverso le acque serene li porterà ai barbari che abitano l'Oceano” . Non esisteva nell'antichità una sostanza che fosse stimata degna di attenzione da parte dei poeti e dei mitografi come l'ambra: non l'oro, o lo stagno, o le pietre dure, e neppure le spezie. Fu certamente il fatto di non conoscere esattamente l'origine dell'ambra che spinse i Greci a concepire leggende e a collegare fenomeni fisici o situazioni geografiche con l'origine della sostanza stessa. Il mistero che la avvolgeva fece sì che i luoghi ove veniva trovata fossero situati in zone ...

I VENETI ED I CAVALLI

“Artemide, signora di Limna marittima e degli stadi rimbombanti di cavalli, oh, poter essere nelle tue pianure, poter domare i puledri veneti!” (Euripide, Ippolito, 228-231). Secondo la storia, i Veneti antichi erano famosi per la cura e la prestanza dei loro cavalli. L’importanza del cavallo è attestata anche dalla presenza di questo animale nelle necropoli degli antichi veneti. Il sacrificio dei cavalli, deposti interi nelle tombe senza il consumo della carne, era un’usanza per onorare eroi e defunti. Tale rito è ricordato anche da Strabone che riporta come in onore di Diomede, nel santuario alle foci del Timavo, i Veneti erano soliti sacrificare un cavallo bianco. Il sacrificio di un’animale cosi’ importante come il cavallo era senza dubbio un fatto molto dispendioso per chi sacrificava. Ecco perche' nelle necropoli, spesso si ritrovano statuine di cavalli in terracotta, segno di un sacrificio virtuale che in mancanza di maggiori risorse economiche soddisfaceva comu...