Passa ai contenuti principali

Post

LE SACERDOTESSE DI AFRODITE NEI SANTUARI DI CIPRO

Afrodite, somma Dea dell’Amore Creatore, della Bellezza,della Grazia e della natura che sboccia, fra i suoi mille nomi rispecchianti l’Archetipo di Mater Genetrix veniva  anche chiamata Cipride (Omero, Iliade, LibroV, v. 330) o Cytherea, dai suoi presunti luoghi di nascita, rispettivamente Cipro e Citera. Cipride (κύπρις), letteralmente «originaria di Cipro» è  un epiteto molto comune  in riferimento al mito  che la vede sorgere dalla spuma (afhròs)  del mare presso Cipro. Il termine compare perla prima volta nell’ Iliade, 5.330. Il principale centro di culto di Afrodite rimase a Paphos, sulla costa sud-occidentale di Cipro, dove la dea de ldesiderio era da lungo tempo venerata come Ishtar e Ashtaroth, in quest’indicazione si prospetta la fase del percorso mitico  del culto originario di Afrodite, da levante alla Grecia continentale, ove si instaurò a livelli sacerdotali tipici del Culto gentile Ellenico. Paphos (gr. Παϕος) era ed è un’ antica città dell...

CULTI DOMESTICI NEL VENETO ROMANO

La religiosità antica era  fortemente vissuta nell’ambiente domestico, costituita da piccoli gesti quotidiani spontanei e semplici (non per questo semplicistici), che non hanno lasciato tracce di materiali e non sempre erano supportati da concrete rappresentazioni.  Di certo si sa attraverso prove epigrafico-archeologiche che i Veneti Antichi praticavano una forma di culto privato simile alle tradizioni italiche ed indoeuropee. Al rituale di fondazione della propria abitazione si soleva seppellire sotto all’alare domestico (il focolare centrale della casa) situle in miniatura, offerte di primizie, rocchetti e pesi da telaio, oggetti domestici, libagioni di vino e latte per consacrare  agli Dei con un atto di fondazione il proprio spazio abitativo. Il processo del passaggio culturale  del culto domestico paleoveneto  alle influenze romane non avvenne violentemente ma in maniera sincretistica ed assimilativa. I Veneti autoctoni assorbirono l’uso latino di rappre...

Afrodite ed Hekate, il nucleo profondo dell'archetipo

Cari lettori e care lettrici, con questo nuovo articolo eludo dalle tematiche trattate solitamente nel mio blog per lasciare spazio ad un'analisi ispirata oltre che dai miei studi generali, dal libro di L.Veroli " Prima di Eva". In quest'articolo, che in realtà è più un pensiero, voglio analizzare le figure nell'aspetto archetipico di due "Dee" onorate e venerate nelle terre del Veneto Orientale ed adriatico dal I sec a.C, ovvero Afrodite, della dell'amore riproduttivo,  della grazia e della bellezza ma anche del mare e dell'Armonia, primigenia patrona di Venezia e di Altino ed Hekate, dea ctonia dal potere immenso sui tre aspetti del reale ovvero sulla Terra, sul mare e sul cielo. (per altri approfondimenti vi consiglio di leggere alcuni miei articoli in proposito). AFRODITE pur essendo la Dea dell'amore e della riproduzione era detta anche "Vergine" come l'omonima costellazione e per i greci antichi significava "appa...

Streghe & Stregoni...venete superstizioni?

Paesaggi del Mirese d'inverno... Il Veneto è una regione abitata da molteplici figure mitiche e magiche di cui ho già ampiamente parlato nello specifico, perciò in quest'articolo troverete una summa descrittoria delle loro caratteristiche più frequenti! " Ti ti xe strigà, ma no te me strigarè!"   (antico scongiuro veneto) Essi ed esse son ritenuti figli del Diavolo. Per diventare Strega o Stregone (Strià-Striga /Strigòn-Strigonasso) vi erano solamente tre modi, il primo ovviamente quello di essere figlio o figlia di strega quindi per eredità . Una donna nasce strega se la madre strega essa stessa ne ha fatto voto agli spiriti, e l'appartenenza alla comunità delle Streghe è il Segno, consistente in una macchia scura in qualche parte del corpo. Esse sono le "vere streghe" coloro che posseggono i veri Doni trasmessi dal Sangue. Alla momento della morte le Strighe venete vanno in Egitto (o a Gerusalemme) per i loro concilii. Esse non possono morir...

Sacerdoti, Sacerdotesse e Divinità nel Veneto post-romanizzazione.

Fino al III sec. a.C il passaggio alla romanizzazione del Veneto avvenne in modo graduale e senza violenze, la Venetia infatti entrò politicamente a far parte dello Stato Romano senza subire alcuna colonizzazione forzata delle sue terre. Inizialmente si vedono ancora mantenute le autentiche culture autoctone e nei santuari le popolazioni che non hanno ancora assorbito la cultura romana non pongono dediche in pietra. Con la romanizzazione le differenze spariscono lentamente, la popolazione locale viene integrata, cambia l'organizzazione sociale ed economica, le città si riempiono di abitanti ed iniziano ad avere monumenti e Templi in pietra, i profondi mutamenti tra le popolazioni in campo materiale e religioso sono veloci poichè rapido si è fatto il collegamento tra le provincie dell'Impero e continui sono gli spostamenti delle truppe militari da un territorio all'altro. Lo scambio di prodotti e la diffusione di novità culturali e religiose dall'oriente introducono cult...

Feste, Tradizioni, lavori agrari DICEMBRE

Dicembre, mese "natalizio e festivo " per eccellenza, importante nel Veneto e preceduto da tradizioni e superstizioni affascinanti che ho descritto in  ASPETTANDO IL NATALE...TRADIZIONI E MAGIE . DECEM, IL DECIMO MESE ROMANO Mese di freddo, che conserva gli antichi culti agrari in cui i giorni erano sempre più brevi e freddi, in cui la neve ricopriva tutto con il suo manto candido e conservatore di terreni. Il frumento tardivo veniva raccolto ed anticamente offerto a Saturno, Numen tutelare protettore dell'Italia (Saturnia Tellus). DESSEMBRE, DAVANTI EL ME SCALDA E DA DRIO EL ME INSENDE!  Un tempo, per combattere il freddo ci si scaldava ponendosi  davanti ad un fuoco acceso, focolare o caminetto oppure stufetta economica come quella di mia nonna, ma anche tenendo da seduti davanti alla pancia tra il ventre e la gambe un vaso di terracotta, la " mùnega" con dentro le "bronse" ovvero braci accese.  In entrambi i casi però ci si scaldava solo la p...

Aspettando il Natale...tradizioni e magie...

IL VISCHIO Dalla prima domenica d'Avvento (l'ultima del mese di Novembre) alla festa dell'Epifania, in Veneto (ma anche Friuli) era tradizione appendere sopra il camino o dietro la porta d'ingresso delle abitazioni un rametto di vischio simbolo della Vita  dell'albero stesso che mostra di essere in letargo ma non perit, assopito e pronto a risvegliarsi ai primi segnali della primavera. Il Vischio era ritenuto parte dell'anima della Natura. Vi erano rituali magici per attivarne la protezione per la casa, guarnito da un fiocco rosso avrebbe protetto le persone ed il bestiame essendo un potente talismano contro la stagione invernale. LE CORONE DELL'AVVENTO Era tradizione per simboleggiare e rilevare il conto alla rovescia fino al Natale appendere sulle porte d'entrata delle case le corone dell'avvento, confezionate con rami di abete ed alle quali venivano aggiunte quattro candele simbolo delle quattro stagioni, delle tempora. Ogni candela è accesa...