| Paesaggi del Mirese d'inverno... |
" Ti ti xe strigà, ma no te me strigarè!" (antico scongiuro veneto)
Essi ed esse son ritenuti figli del Diavolo. Per diventare Strega o Stregone (Strià-Striga /Strigòn-Strigonasso) vi erano solamente tre modi, il primo ovviamente quello di essere figlio o figlia di strega quindi per eredità. Una donna nasce strega se la madre strega essa stessa ne ha fatto voto agli spiriti, e l'appartenenza alla comunità delle Streghe è il Segno, consistente in una macchia scura in qualche parte del corpo. Esse sono le "vere streghe" coloro che posseggono i veri Doni trasmessi dal Sangue. Alla momento della morte le Strighe venete vanno in Egitto (o a Gerusalemme) per i loro concilii. Esse non possono morire se qualcuno non recita per loro tre Ave Maria ed ogni Striga lascia in eredità i suoi pignatèi magici che hanno il potere di far tempestare, grandinare e far cavalcare i temporali. Vi è anche una formula magica con la quale le streghe venete la Notte di Natale lasciano in eredità alle loro figlie o nipoti predilette le loro conoscenze magiche ma non ho il permesso, giustamente, di renderla pubblica...E' segreta e tale deve rimanere!
Poi vi sono le Streghe per Contatto ovvero se prima del Battesimo il bimbo o la bimba viene toccata da una Striga oppure se durante il sacramento o il prete o i padrini commettono qualche errore liturgico. Queste son le Streghe meno "dotate", esse hanno la capacità di lanciare la "malvista" (ovvero una sorta di malocchio) e la capacità a far "fatture " e malefici ma difficilmente possono comunicare con gli "spiriti" o con il "Diavolo". Spesso erano guaritrici ed herbarie oppure cartomanti. Infine vi erano le "Streghe per Scelta" . la tradizione dice che esse erano le meno potenti (e storicamente rappresentano le figure più tarde) in quanto esse si votano alla Stregoneria ed al culto del demonio di propria volontà e senza la trasmissione dei poteri. Esse sono le più lugubri e macabre, non di rado molte nobildonne veneziane fecero patti con il demonio o spiriti infernali per avere maggiori ricchezze e potere, tuttavia la tradizione magico-stregonesca nelle terre lagunari e montane dei Veneti parla chiaro" o ti xe nata Strià o no te ghe diventarè, ti pol restar par anni so do piè ma le ale no ti metarè!
Le Striè nella loro apparenza quotidiana non hanno nulla che le faccia riconoscere, i Concilii si tengono il sabato ed il giovedì nei crocicchi delle strade o sotto le piante di noci. Le caratteristiche che riassumono le varie figure stregonesche in tutte le terre Venete sono di essere o Brutte Vecie, Malciapae o Malvestie o Belle Butele, di essere associate all'acqua ed alle sue proprietà guaritrici (sicuramente un residuo arcaico della figura delle Sacerdotesse delle Dea Reitia che operavano nei santuari acquatici come nel caso di Lagole e delle Anguane), vivono in cavità naturali come Covoli, Spurghi, Buche (Busi), agiscono con la luna piena ma si ritrovano nelle Croxare ovvero al centro dei crocevia o nel sagrà a mezzanotte per sparire al canto del gallo.Per individuarle bisogna mettersi con un forca appoggiata alla propria gola su un corxaron a mezzanotte, così le strighe di passaggio son costrette ad alzare la testa per venire così riconosciute, oppure "seguire le peche" ovvero le orme della sospettata per dieci passi, se la donna è una strega essa è costretta a girarsi. Le Streghe escono dai camini delle loro case per volare sulle scope o su rami di noce, per ritrovarsi nei campi e nelle radure della laguna oppure nei boschi dei monti per ballare e far baldoria con le "baghe" ovvero le cornamuse venete. Esse hanno il potere di far morire gli animali e far seccare gli alberi, fanno del male agli uomini e possono trasformarsi in animali, esse hanno un incredibile udito, amano far sparire il burro e son invidiose dei bei bambini altrui, infatti spesso li sostituiscono con i loro figli brutti e deformi nella culla. Sempre ai bambini esse fanno del male affatturandoli con grumi e nodi sotto il loro lettino per farli deperire e l'unico rimedio è prendere i vestiti del piccino, gettarli su una "caliera" piena di acqua bollente e sale, farla bollire sul fuoco del "larin" ed attendere. Quando tutta l'acqua sarà evaporata la strega busserà alla porta per implorarvi di smettere quel tormento insopportabile.
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Esse scompaiono al mattino senza lasciar traccia,quindi attenzione alle date di giovedì e sabato!
Son dette anche " Matronis" ovvero "signore" ed esse hanno la "triplice potestas, nascendi, valendi, moriendi". Questa particolarità ha una spiegazione che risale alle antiche forme religiose e culturali dei veneti. Nel pantheon dei Veneti si trovava, secondo J.Sali, anche la divinità dell'universo, una trinità che simboleggiava il cielo, la terra e gli Inferi. Non per nulla infatti sono le medesime caratteristiche della Dea Hekate, signora delle Streghe certo ma anche Dea venerata dai veneti. Essa era di solito rapprentata con tre volti come nel più antico simbolo dell'universo, la " Grande Montagna", la Marantega, L'Axis Mundi, la quale nelle credenze religiose popolari collegava la Terra con il Cielo. Le tracce di questa tradizione sono conservate tutt'oggi nell'infinità di nomi triadici come ad esempio nella toponomastica delle Alpi stesse.
Le Deità della "mitologia contadina" e popolare nascono da una concezione del Sacro che comprende le forse benefiche e malefiche della Natura. La Natura è madre buona e generosa ma anche terribile e distruttrice (con buona pace dei "new agers" cittadini ). La ritualità agraria è carica di simboli e significati che ripetono attraverso l'esorcismo e l'evocazione la "dipendenza dell'uomo a un destino dentro il quale operano fattori casuali o procurati dall'invidia e dalla cattiveria. Il Tempo con il Sole e la Pioggia, i fenomeni inspiegabili con l'esperienza, i Santi ed il loro potere carismatico sono il potere divino di una religiosità nella quale pesa la tradizione orale che rimanda al passato come un presente da vivere nella ripetizione del gesto che diventa rito, nell'evocazione che si trasforma in preghiera.
Originariamente la Santità e la Stregoneria coincidevano, quando si identificavano con la magia che è la fase primigenia di ogni forma religiosa e consiste nella facoltà di alcuni individui di agire efficacemente con gesti parole e rituali, con l'uso di determinati elementi ed oggetti, sulle forze occulte della Natura per placarle ed averne aiuto. Santoni e Stregoni sono chiamati in realtà i Sacerdoti e le Sacerdotesse delle religioni pagane antiche, precristiane, rimaste con il tempo a livello magico...
Ed infatti secondo la tradizione popolare veneta " Le Striè le se sconde da drio el manteo dea Madona che le protexe", ovvero Le streghe si nascondono dietro al mantello della Madonna che le protegge...
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