Passa ai contenuti principali

Post

Sacerdoti, Sacerdotesse e Divinità nel Veneto post-romanizzazione.

Fino al III sec. a.C il passaggio alla romanizzazione del Veneto avvenne in modo graduale e senza violenze, la Venetia infatti entrò politicamente a far parte dello Stato Romano senza subire alcuna colonizzazione forzata delle sue terre. Inizialmente si vedono ancora mantenute le autentiche culture autoctone e nei santuari le popolazioni che non hanno ancora assorbito la cultura romana non pongono dediche in pietra. Con la romanizzazione le differenze spariscono lentamente, la popolazione locale viene integrata, cambia l'organizzazione sociale ed economica, le città si riempiono di abitanti ed iniziano ad avere monumenti e Templi in pietra, i profondi mutamenti tra le popolazioni in campo materiale e religioso sono veloci poichè rapido si è fatto il collegamento tra le provincie dell'Impero e continui sono gli spostamenti delle truppe militari da un territorio all'altro. Lo scambio di prodotti e la diffusione di novità culturali e religiose dall'oriente introducono cult...

Feste, Tradizioni, lavori agrari DICEMBRE

Dicembre, mese "natalizio e festivo " per eccellenza, importante nel Veneto e preceduto da tradizioni e superstizioni affascinanti che ho descritto in  ASPETTANDO IL NATALE...TRADIZIONI E MAGIE . DECEM, IL DECIMO MESE ROMANO Mese di freddo, che conserva gli antichi culti agrari in cui i giorni erano sempre più brevi e freddi, in cui la neve ricopriva tutto con il suo manto candido e conservatore di terreni. Il frumento tardivo veniva raccolto ed anticamente offerto a Saturno, Numen tutelare protettore dell'Italia (Saturnia Tellus). DESSEMBRE, DAVANTI EL ME SCALDA E DA DRIO EL ME INSENDE!  Un tempo, per combattere il freddo ci si scaldava ponendosi  davanti ad un fuoco acceso, focolare o caminetto oppure stufetta economica come quella di mia nonna, ma anche tenendo da seduti davanti alla pancia tra il ventre e la gambe un vaso di terracotta, la " mùnega" con dentro le "bronse" ovvero braci accese.  In entrambi i casi però ci si scaldava solo la p...

Aspettando il Natale...tradizioni e magie...

IL VISCHIO Dalla prima domenica d'Avvento (l'ultima del mese di Novembre) alla festa dell'Epifania, in Veneto (ma anche Friuli) era tradizione appendere sopra il camino o dietro la porta d'ingresso delle abitazioni un rametto di vischio simbolo della Vita  dell'albero stesso che mostra di essere in letargo ma non perit, assopito e pronto a risvegliarsi ai primi segnali della primavera. Il Vischio era ritenuto parte dell'anima della Natura. Vi erano rituali magici per attivarne la protezione per la casa, guarnito da un fiocco rosso avrebbe protetto le persone ed il bestiame essendo un potente talismano contro la stagione invernale. LE CORONE DELL'AVVENTO Era tradizione per simboleggiare e rilevare il conto alla rovescia fino al Natale appendere sulle porte d'entrata delle case le corone dell'avvento, confezionate con rami di abete ed alle quali venivano aggiunte quattro candele simbolo delle quattro stagioni, delle tempora. Ogni candela è accesa...

Lo ZENGALE, Lo Scialle tradizionale delle donne Venete

LO ZENGALE, o Zuave, è uno scialle tradizionale  dalle origini antichissime che le Donne Venete, fiere e combattive, hanno portato da millenni e per millenni. Costume Paleoveneto VENETULUS PALEOVENETO La prima testimonianza dello Zengale è paleoveneta, infatti numerosi ex voto femminili raffiguranti nobildonne e/o Sacerdotesse nonchè la Dea Reitia stessa  ci dimostrano che lo scialle molto ampio coprente testa e spalle era un segno identificativo del Femminile. Le Donne Venete  erano, e sono, caratterizzate da un carattere forte, quell'essere piccantine ed autoritarie fossero esse nobili o popolane hanno sempre avuto un modo particolare di esprimere la propria femminilità: donne argute, decise, la battuta pronta, e consapevoli del proprio essere persone, oltre che donne. Queste caratteristiche venivano definite con un termine " morbin": questo brio, questa vivacità, questo modo  di sapersi districare tra le attenzioni degli uomini se...

LA REDODESA- Dea Antica o Strega?

“ La Redodesa è una donna bellissima d'aspetto e implacabile nelle intenzioni…” “«la Redodesa è una donna che suole farsi sentire la sera dell’Epifania a strepitar catene. Guai in quella sera a non tener alzate le catene dal fuoco della cucina o lasciar la stoppa sulla rocca, ne fa un inferno! Una volta, per farla fuggire, si accendevano dei fuochi e si mandavano delle grida».  (Q. Ronzon — vedasi Almanacco Cadorino, anno III, 1885) La Redodesa è ritenuta in Veneto essere una sorta di “Befana” ma non viene considerata come una vecchia paurosa da bruciare, tutt’altro! La Redodesa è un essere fantastico nei tratti più simile agli orchi, ad altri esseri femminili malefici, che non alla vecchia che porta o riempie di frutta e dolciumi la calza che un tempo i bambini trovavano appesa alla catena o alla cappa del focolare.   Essa è sempre descritta come bellissima e giovane ma dagli aspetti terribili, ctoni, alla guida di una caccia selvaggia e spettrale, accompagnata dal l...

Feste, Tradizioni, Lavori Agrari di NOVEMBRE

Anche questo mese la rubrichetta agricolo-tradizionale tutta per voi! Fatemi sapere che cosa ne pensate con un commentino qui sotto! I cimiteri sono un luogo familiare, essi conservano le nostre radici e i corpi di tutti coloro che ci hanno preceduto, trasmettendoci non soltanto la vita, ma anche il patrimonio di tradizioni, cultura, regole morali su ci è fondata la nostra società. SAMONIOS, IL TEMPO DELLE SEMINE Iniziato il 5 ottobre con il Mundus Patet, il portale magico nel quale gli spiriti contattano i viventi raggiunge il suo culmine il 31 ottobre- 1 Novembre. I Celti chiamavano questi giorni SAMONIOS, ovvero il tempo delle semine. E' il mese dedicato alla caccia attività primaria dell'uomo per migliaia di anni. I Paleoveneti offrivano focacce di farro ai Corvi, animali considerati sacri agli Dei, per propiziare una buona semina. Se i Corvi accettavano queste offerte e le consumavano, la buona semina era assicurata, se invece le lasciavano intatte, la semina sarebbe...

31 OTTOBRE- LA NOTTE DEI MORTI – NOVEMBRE ED I SANTI

Notte dei Morti, Caccia Salvadèga, Festa dele Lumère, Festa da lis Muars, la Notte della Grande Zucca, Samonios, Culto dei Santi. Non mi dilungo in spiegazioni riguardo le varie leggende che gravitano su queste date, quindi inizio a parlare di fave… “ Di tutti i legumi la fava è la regina, cotta di sera, scaldata alla mattina”. Così recita un antico detto popolare. La fava è il legume che lega di più con questo periodo dell’anno. Per i romani, il tempo dei trapassati durava un’intera settimana di febbraio, l’ultimo mese dell’anno chiamato il purificatore. Si veneravano i morti perché “ dai morti nasce la vita, come dal seme nasce il frutto”. La gente a quel tempo pensava che nei semi della fava nera si potessero ritrovare le lacrime dei defunti. Per implorare la pace dei trapassati c’erano diversi riti scaramantici e non, tra questi cospargere le tombe con questi legumi o gettare le fave dietro le spalle recitando ”con queste parole redimo me e i miei cari “. Nei festini mortuari...