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Ed è quando l'acqua che viene dal cielo si scontra con l'acqua del Brenta che...


... le voci degli Antichi Veneti si alzano lievi dai Sacri Territori.
 Non si può parlare degli Dei senza parlare le lingue con cui venivano chiamati. Gli Dei sono strettamente connessi con la Terra in cui viviamo, in cui abbiamo Sangue ed Origini.Per una ragione mistica, come gli Dèi ci hanno insegnato che ogni lingua di popolo è sacra, così quella degli Assiri e degli Egizi è atta ai riti sacri e noi dobbiamo rivolgerci agli Dèi nella loro lingua, perché è loro congenita, e siccome questo tipo di lingua è primitiva e antichissima, noi dobbiamo seguire le leggi della Tradizione, parola di Giambico e dei suoi " Misteri Egizi".
Ciò che nell’antichità distingueva un territorio divino è proprio il fatto che esso, fin dall'inizio della sua fondazione e quindi del delimitare del territorio, o “lucus”, un recinto sacro, fatto a creando una radura circolare in una foresta, forse delineandone il disegno con pali o pietre, e sacralizzandola con particolari riti, recava l’impronta del suo Numen patrono, per cui i segni secolari della banale appartenenza sono superflui.
Il Numen- Divinità prende possesso e protegge: non ha bisogno in seguito di riservarsi un bene che nessuno gli contesta. Quand’anche il tempio o la costruzione sacra venga distrutta e cada nell’oblio, il luogo sarà sempre sacro, salvo sia stato desacralizzato per particolari motivi. Questo è quello che avviene ed è avvenuto per le chiese cristiane costruite per un buon 60% su preesistenti templi pagani o costruite ex novo: il luogo è destinato a rimanere sempre sacro.
Elena
Santuario di Reitia- Lova.




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