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Tradizioni e Superstizioni Venete..

Donna Veneziana- 1896-Tommaso Filippi


Mettersi un indumento alla rovescia è, per le donne, indizio che tutta la giornata andrà a rovescio.
Vedere due oggetti che accidentalmente formano una croce è segno di sventura.
Se il primo giorno dell’anno viene in casa prima una donna è di cattivo augurio.
Levare il palo del panevìn prima dell’ottavo giorno porta la febbre.
Quando si sogna il mal di denti, certamente morirà qualche parente.
Non si devono tagliare i capelli ai bambini prima che compiano un anno per non procurare dolori alla testa, nè tagliare le unghie perché porterà alla pazzia.
I fiori che si colgono per gli altari e per le tombe non vanno odorati.
Se vengono rubate delle zucche nell’orto bisogna prenderne una svuotarla dei semi e gettare questi ultimi nel letamaio. Questi si gonfieranno come il ventre del ladro delle zucche che quindi verrà scoperto. Questa pratica era considerata peccaminosa.
Una donna veloce nel mangiare non può avere figli.
Quando un uomo, scherzando, passa la gamba sopra la testa di un bambino, questi non cresce più.
Due catene nel medesimo focolare porta sventura.
Nelle case dove le rondini fanno il nido, albergano la pace e la prosperità.
a notte di Natale si tiene acceso il fuoco per tutta la notte, mettendo un ciocco in modo tale da farlo ardere lentamente. Questo viene fatto in onore della Madonna che in questa notte e asciugava i panni del bambino.
Dalla notte di Natale si tiene in serbo un pezzo del ciocco già menzionato fino all’Epifania. In quella notte il più giovane della casa deve, col suddetto, dar fuoco al “panevìn” e declamare:”Panivìn, la pintza su l’arin, la luganega su per el camin”.
Nel giorno di Pasqua non è consigliabile nè radersi la barba, perché potrebbe incanutirsi, nè tagliarsi i capelli, perché questo porterebbe a forti dolori al capo.
Nei giorni di festa è sconsigliabile tagliarsi le unghie dei piedi perché si diceva che il diavolo si sarebbe accontentato anche di quelle.



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