Con il passare degli anni si tende a ritornare alle proprie origini, a ricercare le radici, perchè in fondo esse sono il mezzo per ritrovare la nostra vera essenza...Yves Montand

giovedì 30 maggio 2013

AMBARVALIA, e ROGAZIONI IN VENETO! Antiche reminiscenze di un passato presente.

Nella religione romana, era un rito agricolo annuale tenutasi alla fine di maggio.La cerimonia, che forse si protrae per più di un giorno, prevede una solenne purificazione (lustratio) dei campi e si articola in due riti contemporanei, uno di natura privata e uno di natura pubblica.  Per assicurare la fertilità e disperdere il male, ogni agricoltore portava i membri della sua famiglia e tre bestie sacrificali ovvero un toro una pecora  ed una scrofa in una processione intorno i confini dei suoi campi e terreni per ben tre volte per purificare i campi stessi e nel corso del sacrificio bisogna porre attenzione a non nominare mai l'animale col suo nome, altrimenti risulta nullo, da qui il nome ambio, vado rotondo, e arvum, campo. Questo sacrificio era detto in latino " suovetaurilia".I partecipanti devono anche astenersi dai rapporti sessuali la notte precedente la cerimonia. Si esaminano poi le viscere delle vittime, per sapere se il sacrificio è stato gradito. Se no, va ripetuto.
Si onora una divinità che riunisce in sé tutti i caratteri della natura e delle sue manifestazioni: a Cerere o forse a Dia, divinità divina e creatrice, la stessa cui si sacrifica in dicembre nel giorno delle Angeronalia, dette anche Divalia.
La cerimonia pubblica compete ai celebri Arvali, sacerdoti riuniti in un importante Collegio, di cui ci restano gli Atti. Questi benedicono un pane adorno di alloro e spighe del vecchio e del nuovo raccolto (fruges aridas et virides). In seguito si passa alla lettura dell'antica preghiera degli Arvali, accompagnata da una danza fatta di movimenti cadenzati (tripoditatio). Durante la preghiera si invocano Adolenda e Commolenda, la cui etimologia, secondo Festo, va cercata in Ador (una specie di farro, con cui si fa la mola salsa per i sacrifici) e in mola (farro abbrustolito sparso di sale, usato pure nei sacrifici). Vengono poi banchetti e giochi, mentre si benedicono le primizie sull'altare della dea.

IL CARMEN ARVALE
Il Carmen Arvale è il canto conservato tradizionalmente dai sacerdoti Arval io Fratres Arvales dell'antica Roma e veniva declamato durante gli Ambarvalia
I sacerdoti Arvali dedicavano la loro vita alla dea Dea Dia, e le offrivano sacrifici per assicurare la fertilità dei campi arati (arvum). C'erano dodici sacerdoti Arvali, scelti tra le famiglie patrizie. Durante l'Impero romano l'Imperatore era sempre un sacerdote Arvale. Essi mantenevano  la loro  carica a vita, anche se cadevano politicamente in disgrazia o venivano esiliati.
Il  Carmen Arvale è conservato in un'iscrizione del 218 dC, ma è composta in una fase più arcaica del latino,  e probabilmente non veniva più  pienamente compreso nel suo significato originario.
Mentre i  passaggi di questo testo sono oscuri, l'interpretazione tradizionale  ci mostra il canto di una preghiera che ricerca l'aiuto del dio Marte e dei Lari (Lases), supplicando Marte  di non lasciare  che piaghe o disastri  si abbattano nei campi, chiedendogli di rendere le loro pance sazie, di donare loro la danza, e suscitare il "Semones", che può rappresentare la sacralità della semina ( Semo Sancus, un dio dell'agricoltura e della fedeltà.)

"enos Lases iuvate
enos Lases iuvate
enos Lases iuvate
neve lue rue Marmar sins incurrere in pleoris
neve lue rue Marmar sins incurrere in pleoris
neve lue rue Marmar sins incurrere in pleoris
satur fu, fere Mars, limen sali, sta berber
satur fu, fere Mars, limen sali, sta berber
satur fu, fere Mars, limen sali, sta berber
semunis alterni advocapit conctos
semunis alterni advocapit conctos
semunis alterni advocapit conctos
enos Marmor iuvato
enos Marmor iuvato
enos Marmor iuvato
triumpe triumpe triumpe triumpe triumpe "


LE ROGAZIONI IN VENETO
Le rogazioni sono, nel cattolicesimo, preghiere, atti di penitenza e processioni propiziatorie sulla buona riuscita delle seminagioni.  Ne ho già parlato in altri articoli soprattutto in Tracce di Rito Saliare ed Oscillum nella Riviera del Brenta. Secondo la definizione di papa Benedetto XIV  le rogazioni erano preghiere adatte a difendere la vita degli uomini dall'ira di un Dio che c'impaurisce in ogni luogo. Il loro scopo era quello di "allontanare i flagelli della giustizia di Dio e di attirare le benedizioni della sua misericordia sui frutti della terra".Durante il cammino si recitava una preghiera di gruppo: il sacerdote intonava le Litanie dei santi; non appena si giungeva nei punti prestabiliti, la processione si fermava, il chierico alzava la croce e, rivolgendosi ai punti cardinali, recitava le invocazioni delle litanie: A folgore et tempestate, A peste, fame et bello, ecc. a cui la popolazione rispondeva Libera nos Domine.
Mentre la processione si snoda i fedeli si fermano alle diverse stazioni erette agli ingressi delle fattorie, capitelli, edicole votive (antichissimi punti di culto alla dea Ecate Trivia, al dio Janus, ed alla dea Reitia nda) dove il sacerdote legge un brano del vangelo, benedice le campagne con il triplice segno della croce astile, accompagnando l’invocazione con “ fulgure et tempestate”, passa il “pestafango”, (…) che reca in ogni famiglia un mazzo di crocette variamente dipinte ottenute con il goccilio del cero pasquale. Racchiuse in un sacchetto di tela cerata vengono appese agli alberi da frutta, alle viti, o agli alberi dei filari dei campi di grano a scopo protettivo delle messi. Non risulta se siano adoperati in modo simile per i porticati delle case (…).   (attualmente sono stati scoperti resti di età romana, che vedete in foto, nelle campagne della Riviera e del Mirese  nda).

Non dimentichiamoci che Cerere e la Dea Veneta Reitia sono facilmente assimilibili, in quanto Dee Madri dell'agricoltura e dell'abbondanza, onorate con canti e fuochi rituali.
Per concludere voglio citare Alessandro Cattabiani dal suo libro " Il Calendario":

"Ma altre Madonne costellano il periodo che dalle
calende giunge fino all’equinozio autunnale ed era
anticamente, nel segno del Leone, sotto la protezione
di Cibele e poi, dal segno della Vergine, sotto la
protezione di Iside e di Cerere,… Quali mesi dunque
più adatti di giugno, luglio,
agosto e settembre per celebrare Colei che
era adombrata nelle dee antiche, la Madre di Dio, la
Vergine per eccellenza, la Regina Coeli, la Maris Stella,
la madre dei viventi, la Madre della Chiesa?"









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