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La Chiave di Reitia, di Hekate e di Cybele



Reitia come Hekate è una Dea Triforme, Triodite, con potere nei tre regni dell'Esistenza Urania, Ktonia e Terrestre(altro che  le "fasi lunari" dei moderni Wiccan..). Sono entrambe Dee giovani, (Hekate NON è una Dea "vecchia", le fonti antiche la descrivono sempre come Kourotróphos, Aidonaia e Chtohonia ma non vecchia! ) entrambe Klēidoûchos che detengono la Chiave, dalle forme similari ma non identiche, la chiave che presuppone un apertura, non importa di che cosa, dacchè l’ apertura implica un cambiamento di stato fisico: da una situazione ”chiusa”, tramite il “mezzo chiave”, si passa ad una situazione ”aperta”. Da una condizione di stasi si passa ad una di movimento; per qualunque sistema la chiave agisce da mezzo di passaggio, quello dell’aprire e del chiudere, sacralizzato da una serie di “aperture” stabilite per antica convenzione. Esse vennero onorate assieme, con sincretismi variegati nelle varie zone del Veneto, a Lagole un'epigrafe ci ricorda di Ichatèin Sainate (Hekate risanatrice), ad Este invece vi sono statuette femminili trimorfe nel graticolato romano di Mirano (Venezia) e nelle necropoli romane situate sulla via Annia (Sambruson, Mira, Riviera del Brenta) le quali hanno rivelato busti, statuette fittili liminali di donne con la chiave. Quante edicole votive, cristianizzate, situate nei crocicchi degli antichi cardus et decumanus furono originariamente templietti votivi alla Dea? Tutt'oggi lo si sta ricercando.
Una chiave quella di Reitia che è una freccia, un indirizzo potente che ancor oggi dopo millenni di misteri e simbologie esoteriche rivela la sua essenza in modo palese seppur rimasta indecifrata nel suo segreto, forse iniziatico, agli uomini ed alle donne che tentano di studiarla.Osservandone la forma è evidente la sua somiglianza con un caduceo stilizzato e forse si potrebbe presuporre un accostamento all’anatomia umana e ai centri del potere che in essa risiedono. Era un simbolo utilizzato dai sacerdoti ma soprattutto dalle sacerdotesse della Dea.
Ed è anche la stessa freccia lanciata da Ecate indica la direzione, quale prolungamento del braccio umano e della potenzialità cinetica, cioè collegamento di un punto ad un altro e, nel rapporto tra l’umano e il divino, tra bios e zoè, tra due “vite” diverse, essa rappresenta la richiesta verso il divino, cioè la preghiera. Essa è l’unica ”freccia” umana che può raggiungere ed entrare nell’ "utero” della procreatrice universale, ricevendone ciò che l’orante si aspetta.

Ma Reitia è anche Magna Mater Deorum, la Grande Madre degli Dei e degli Uomini, accompagnata da un lupo, l'anatra e dalla chiave. Figura potente che richiama fortemente Cybele, la Grande Madre frigia accompagnata dalla chiave, dal leone e dalla cornucopia.
Non voglio avere alcuna pretesa di verità, ma le assonanze sono evidenti e date sia dall'origine, probabilmente, Anatolica di una parte dei paleoveneti, che sicuramente dal sincretismo religioso di cui ho parlato in precedenza, che avvenne nelle terre Venete nel corso dei secoli.

Reitia è la Dea della Morte e della Vita, con potere nei tre regni dell'Esistenza, Grande Madre di tutti i Veneti della quale il Leone è da sempre emblema caratterizzante rinato con San Marco quale effige della Serenissima Repubblica...

.....ma di Cybele, Hekate e Reitia avrò modo di discutere a lungo....questo è solamente l'inizio! 



SPUNTI...
- mia tesi di laurea, Cà Foscari 2012
-Y. Bonnefoy: Dizionario delle Mitologie e delle Religioni, sub voce Ecate. Milano, Rizzoli
1989

-Aa. Vv.: Quaderni di Archeologia del Veneto, n°XIV, Canova, Vicenza 1998

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