"I Veneti antichi sono portatori di proprie tradizioni linguistiche ben determinate, delle quali ci è rimasta una abbastanza ampia documentazione in numerose epigrafi e in diversi oggetti rinvenuti in parecchie località. Alla lingua veneta antica, o venetica, sono stati dedicati numerosi studi, soprattutto stranieri, che ci consentono di avere un quadro abbastanza preciso delle sue caratteristiche.Il primo di questi studiosi è stato l'austriaco C. Pauli il quale, nel 1885, pubblicò la prima analisi sistematica della lingua venetica. Nelle sue ricerche egli sostenne tra l'altro che la scrittura derivava direttamente dai modelli greci; questa teoria in studi più recenti sembra tuttavia
essere stata superata da altra, che vuole la scrittura venetica più legata al mondo etrusco.Oltre che per la propria matrice indoeuropea il venetico si distingue tuttavia dall'etrusco per la punteggiatura del tutto particolare, usata nel suo sistema di scrittura. Esso mostra anche altre caratteristiche come, ad esempio, l'uso della "O" assente nell'etrusco; inoltre il valore fonetico del sistema di scrittura veneto presenta delle proprie peculiarità. Un altro particolare, degno di osservazione, è rappresentato dal fatto che il venetico mostra numerose affinità (in taluni casi quasi a costituirne la base) con il latino arcaico.”
(tratto dal “I VENETI NELL’ANTICHITA’ di Licio Formigaro)
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