Alcune ipotesi collocano le origini della via Annia nell’anno 153 a.C., essendo console Tito Annio Lusco, e affermano che essa si sviluppò dalla via Aemilia, che congiungeva Bologna ad Aquileia, e ad altezza di Adria divenne una strada autonoma.
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| Percorso antico della Via Annia |
Gli scavi archeologici del secolo scorso in area patavina, in località Camin-Tombelle, hanno portato alla luce un cippo dedicato ai Tetrarchi, con l’indicazione del III miglio dalla città. Ad altezza di Noventa Padovana il tracciato segue due percorsi diversi, costeggiando il fiume Brenta su entrambi i lati. Scrive il Bosio: “Ma si parla anche di un’altra strada che da Padova doveva andare ad Altino lungo la riva sinistra del Meduacus maior, con un percorso leggermente più lungo. Per questa ragione il Miller attribuisce alla Tabula la via lungo la destra del Brenta, agli altri due Itinerari quella di sinistra, localizzando la mutatio ad Duodecimum dell’Itinerarium Burdigalense a Dolo, la mutatio ad Nonum a Mestre. Questa possibilità di due percorsi, sulla destra e sulla sinistra del maggior ramo del Brenta, mi sembra del tutto accettabile e valida, non solo per l’esistenza di testimonianze antiche anche lungo la sponda sinistra del fiume, ma soprattutto per il notevole volume di traffici, che doveva svolgersi in epoca romana lungo questo ramo del Meduacus (…) e per le diverse distanze, date dagli antichi Itinerari, che si giustificano molto bene con la presenza dei due tracciati.”
Si ha notizia del percorso stradale da Padova ad Aquileia da tre itineraria romani: l’Itinerarium Antonini (III sec. d.C.), l’Itinerarium Burdigalense (IV sec. d.C.) e la Tabula Peutingeriana (III-IV sec. d.C.). Lungo il Brenta, nel comune di Vigonovo, è venuta alla luce una pietra miliare che segnalava la distanza di sette miglia da Padova. Sempre nei pressi del naviglio, nell’odierna cittadina di Dolo, si stima ci fosse un’altra mutatio, ad Duodecimum. Sulla riva destra del Brenta sono state individuate una mansio, Maio Meduaco, e una mutatio, ad Duodecimum, a segnare la distanza di dodici miglia dalla città di Padova. Qui si innestava la via Popillia, proveniente da sud. A partire dalla mansio ad Portum, l’attuale Porto Menai in località Malcontenta, attraversava l’odierna città di Mestre, probabilmente mutatio ad Undecimum, e proseguiva verso Altino lungo la gronda lagunare, rispetto alla quale era stata leggermente sopraelevata mediante terrapieni,
fatto deducibile anche dai toponimi Levada e Levaduzza.
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| Tavola Peutingeriana. la via Annia |
da: VIA ANNIA “IL CORRIDOIO DELLA MEMORIA”
Studio di fattibilità per la valorizzazione integrata dei beni culturali e ambientali, delle produzioni e delle tradizioni locali nei territori comunali attraversati dalla Via Annia.
http://www.vegal.it/upload/progetti/00000040/RELAZIONE%20VIA%20ANNIA.pdf


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